Premio I CATTIVI SIMPATICI – Premessa

Qualche anno fa, cominciando a bloggare, avevo un’idea in testa. Elencare i personaggi “cattivi” più famosi della storia del cinema.

Dracula, Goldfinger, Ivan Drago, Darth Vader, Norman Bates, il drago Smaug…

Catalogo lunghissimo, quasi infinito. E poi c’è una difficoltà: spesso la personalità (spesso l’eccelsa bravura) dell’interprete si sovrappone al personaggio e lo rende affascinante.

Esempio: Alec Guinness ne GLI ULTIMI 10 GIORNI DI HITLER (1973, regia di De Concini); film mediocre ma grandissima interpretazione di AG. Va a finire che Hitler, alla vigilia del suicidio, fa quasi tenerezza.

Per non parlare di Jack Nicholson e Heath Ledger, che hanno impersonato lo stesso paranoico criminale (Jack nel 1989 e Heath nel 2008).

Tanto bravi che lo spettatore finisce per trovare simpatico Joker (anche perché Batman, con quella maschera da pirla, è decisamente meno espressivo).

Ma questi sono soltanto degli esempi. A partire dal prossimo post calerò le briscole (cioè i Grandi Mega Cattivi, candidati al premio finale)
alecjokheth

Published in: on novembre 6, 2015 at 3:19 pm  Lascia un commento  
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Michelina Pfeiffer, bella e tosta

Nel 1988 Angela è sposata a un mafiosetto di Long Island. Rimane vedova di botto (in quell’ambiente càpita spesso) e deve difendersi dalla corte spietata del boss. Nel 2013 Maggie è sposata a un boss pentito (De Niro) e viene portata in Francia dall’FBI con tutta la famiglia.

25 anni separano perciò MARRIED TO THE MOB (in Italia, UNA VEDOVA ALLEGRA… MA NON TROPPO) da THE FAMILY (COSE NOSTRE).

Michelle Pfeiffer sembrerebbe legata al personaggio “donna del mafioso”. Ma non è così: ha fatto di tutto e si è confrontata con personaggi come streghe, licantropi, Batman e Satana. Ora elenco un’altra dozzina di film che mi vengono in mente. Date un voto alle sue interpretazioni, aggiungendo ovviamente quel che c’è da aggiungere.
pfeiffer

catdark
Cominciamo con LE STREGHE DI EASTWICH (di G. Miller, 1987). Sukie Ridgemont è vedova (con 6 figlie a carico); sedotta dal Demonio (Jack Nicholson), riesce a rimandarlo all’inferno con l’aiuto delle amiche Alexandra (Cher) e Jane (Susan Sarandon).

LE RELAZIONI PERICOLOSE (di S. Frears, 1988). La virtuosa e apparentemente irragiungibile Madame de Tourvel è sedotta dal visconte di Valmont (J. Malkovich); morirà di dolore alla morte di lui. Nomination all’Oscar come miglior attrice non protagonista

I FAVOLOSI BAKER (di S. Kloves, 1989). Susie Diamond è una cantante da night. Con i fratelli Jack e Frank forma un trio molto appassionato. Nomination all’Oscar come miglior attrice

BATMAN – IL RITORNO (di T. Burton, 1992). Sa troppe cose la segretaria Selina Kyle e quello stronz il suo datore di lavoro la butta dalla finestra. Vendetta, tremenda e felina vendetta.

DUE SCONOSCIUTI, UN DESTINO (di J. Kaplan, 1992). Lurene è una moglie infelice. Parte in autobus da Dallas a Washington per vedere da vicino i funerali di JF Kennedy. Quello che le succede durante il viaggio le cambia la vita. Nomination all’Oscar come miglior attrice

L’ETA’ DELL’INNOCENZA (di M. Scorsese, 1993). Ellen ha sposato il conte Olensky, ma si è separata e torna a New York. Sua cugina May (Winona Ryder) sta per sposare Newland (D. Day-Lewis). Triangolo? No, il triangolo no, non l’avevo considerato…

WOLF (di M. Nichols, 1994). Will (J. Nicholson) è retrocesso da un boss bastardo; ma si sta trasformando in licantropo e, invece di perdere tempo a ululare alla luna, diventa un superbastardo, frega il boss e seduce la di lui figlia, Laura.

UN GIORNO, PER CASO (di M. Hoffman, 1996). Melanie arriva in ritardo alla partenza della gita del figlio; lo stesso càpita a Jack (G. Clooney); durante la mattina e il pomeriggio succede di tutto; come andrà a finire lo indovinano anche gli alunni di una seconda elementare.

HAIRSPRAY – GRASSO E’ BELLO (di A. Shankman, 2007). Velma von Tussle dirige uno show televisivo e ci vuol mettere la figlia. Crede di farcela (truccando il televoto) ma non ha fatto i conti con l’irresistibile Tracy, che non è propriamente un grissino ma balla da dio.

CHERI’ (di S. Frears, 2009) Lea, non giovanissima cortigiana parigina, “educa” un tanghero vanesio, figlio della sua migliore amica. Non aspettatevi il lieto fine.

DARK SHADOWS (di T. Burton, 2011). L’antica famiglia di Elizabeth Collins è in rovina; ma arriva dalle tenebre l’antenato Barnabas (J. Depp), reso vampiro dalla strega Angelique. Si salvi chi può.

COSE NOSTRE – MALAVITA (di L. Besson, 2013) Cosa ci fa Maggie in una cittadina della Normandia? Quel posto non le piace; sente dire al supermercato che gli americani sono ignoranti? quel supermercato ora non c’è più; Maggie sa che quegli incendi “accidentali” arrapano molto il maritino (R. De Niro).

Due enigmi: perché nessun oscar a Di Caprio e, soprattutto, PERCHE’ L’ ORDINE DEL FELDMARESCIALLO VON GROCK NON FU ESEGUITO?

Prima di parlare di LDC, per rispettare l’ordine alfabetico, mi occuperò di GKC.

gilbert Questa volta Padre Brown non c’entra. I TRE CAVALIERI DELL’APOCALISSE, però, può essere considerato un Mistery story (un “giallo”). Oppure  una “grottesca tragedia militare” con le parole di Alfredo Giuliani.

Ascoltate, gente, ascoltate.

Primi anni del Novecento. L’impero tedesco domina la Polonia occidentale. Un poeta dissidente, chiamato Pavel, è stato condannato a morte.

Ma il feldmaresciallo Von Grock (temendo -a ragione- che dalla capitale arrivi la grazia per Pavel) invia il tenente Von Hocheimer con un  cavallo velocissimo perché l’esecuzione abbia luogo subito. Certo che con un telefonino avrebbe fatto prima, ma l’economia del racconto esclude l’uso di telefonini.

Dopo pochi minuti parte (con un cavallo ancora più veloce) il tenente Von Schacht con l’ordine opposto (liberate Pavel con tante scuse!!!). Von Grock ordina segretamente al tiratore scelto Schwarz di inseguire Von Schacht, di ucciderlo e farne sparire il cadavere.

Cosa succede poi nelle nebbie della Poznania NON VE LO DIRO’ (chissà, magari nel prossimo post…).

Voglio solo aggiungere che in queste 20 pagine (che J. L. Bòrges considerava GENIALI) si descrivono con un certo sarcasmo le caratteristiche degli ufficiali tedeschi, “coraggiosi come bulldogs e fedeli fino alla morte”. Virtù canine, più che umane.

CAMBIAMO LEGGERMENTE DISCORSOleonard

The question is: COME MAI DI CAPRIO, pur avendo lavorato con grandi registi (da Scorsese a W. Allen, da Spielberg a Tarantino) NON HA MAI BECCATO UN OSCAR?

  1. Invidia verso un attore TROPPO fortunato (a soli 23 anni, dopo il successo titanesco, era la star più pagata di Hollywood)
  2. Puro caso. Ogni anno per assegnare il Premio al miglior attore GIRA LA RUOTA come ai tempi di Mike. Perciò l’Oscar può andare a mezze calzette (Benigni lo meritava davvero? e l’interpretazione di Nicolas Cage in VIA DA LAS VEGAS vi sembra davvero un capolavoro?) o a grandissimi attori (Jack Nicholson, Daniel Day-Levis, Sean Penn…). Se le cose stanno così, dear Mr. Di Caprio, devi solo provarci ancora: prima o poi la Ruota ti premierà.
  3. I giurati dell’Academy sono (notoriamente) alieni e sanno che se un attore che si chiama Leonardo (o Donatello o Raffaello o Michelangelo) toccherà una Statuetta acquisterà SUPERPOTERI (un po’ come le noccioline per SuperPippo) che gli permetteranno di rintracciare l’Arca dell’Alleanza (attualmente si trova nel retrobottega di una farmacia di Casalpusterlengo, ma non fatelo sapere in giro) e, con la kriptonite in essa contenuta, di ritrovare le Sfere del Drago della Stella nera…

 

Burton’s BATMAN vs Nolan’s BATMAN

Ora che anche Ch. Nolan ha completato la sua BATtrilogia METTIAMO SUI BATPIATTI DELLA BATBILANCIA la batserie di Tim Burton

  • BATMAN (1989); M. Keaton è l’Uomo-pipistrello, Jack Nicholson è Joker
  • BATMAN RETURNS (1992); D. DeVito è Pinguino e M. Pfeiffer è Selina, la Donna-gatto
  • si stenda il proverbiale velopietoso su BATMAN FOREVER (1995; concepito e prodotto da Tim, ma poi diretto da Schumacher)

e i 3filmoni3 di Nolan

  • BATMAN BEGINS (2005); Batcoso è Ch. Bale, Liam Neeson è il leader della League of Shadows
  • THE DARK KNIGHT (2008); Heath Ledger è Joker
  • THE DARK KNIGHT RISES (2012); l’ho recensito giovedì scorso, chevveneparloaffà…

Ovviamente non parlo delle batanalogie, ma delle batdifferenze.

  • Keaton (il Batman di TB) è alquanto inespressivo: non è strano, essendo il suo viso quasi sempre coperto da una maschera che ottunderebbe anche le capacità attoriali della Fornero
  • al contrario, il genio visionario-luciferino-espressionista di TB dà il meglio nei “cattivi”; Joker è grandioso e ha battute formidabili (sai cos’è che mi piace del caos? è equo…), per non parlare del grottesco De Vito (il Pinguino) e della nevrotica Pfeiffer (Catwoman) che quasi se lo magna vivo, Batman…
  • tutto il contrario in Nolan; Bale è quasi sempre senza maschera nei 456minuti della batsaga e può esprimere i suoi sentimenti: incertezza (vale davvero la pena salvare gli ingrati gothamiani?), sbalordimento, desiderio di vendetta, scoramento…
  • indimenticabile Heathcliff Ledger, un Joker psicopatico e dolente che sembra passato attraverso Arancia Meccanica (forse però la simpatia che provo per lui è legata alla sua tragica fine)
  • più che nel disegnare i personaggi, comunque, la bravura di Nolan sta nel costruire storie intricatissime; è il gusto tutto inglese dei colpi di scena finali:
  1. chi se lo aspettava che Ducard fosse in realtà… (nolo spoilerare)
  2. Batman corre a salvare Rachel, ma… (nolo ecc)
  3. chi se lo aspettava che Miranda… (vedi sopra)

Su questi e altri fondamentali quesiti (meglio Gough o Caine?) si pronuncino i miei eventuali lettori.

Perilmomento il punteggio è 1 – 1. Antonella ha votato NOLAN, Cecilia BURTON.

jokerfornerocat
gough

Published in: on settembre 10, 2012 at 6:43 am  Comments (11)  
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Tre commedie a febbraio (il truffacuori, come lo sai, femmine contro maschi)

Commedia francese con un buon ritmo, IL TRUFFACUORI è recitata bene da Romain Duris e Vanessa Paradis (i due protagonisti, ma sono bravi anche i comprimari) e conduce gli spettatori da un divertente prologo tra le dune del Marocco a un finale (piuttosto prevedibile) in Costa Azzurra. Non è un film comico: si ride poco (a parte la gag del protagonista, specialista delle “lacrime a comando”, ma incapace di commuoversi l’unica volta che sarebbe necessario farlo).

COME LO SAI è un film del 2010 made in USA. Commovente il giusto, ha delle divertenti trovate (come la terapia psicoanalitica più breve della storia) che strappano qualche risata alla platea. Irresistibile la scena nel reparto maternità.

Ma c’è anche il dramma: la disoccupazione e i guai con la giustizia. Chi andrà in galera, Paul Rudd o Jack Nicholson? (che bello pensare che, in America, chi infrange la legge finisce DAVVERO in gattabuia).

FEMMINE CONTRO MASCHI rappresenta la commedia all’italiana. Più che commuovere, si cerca di far ridere. Ma è una comicità televisiva, alla Zelig, con il fiato corto.

Tre episodi: nel primo la Littizzetto “riformatta” il marito che ha battuto la testa, nel secondo Bisio e la Brilli devono fingere di non essersi lasciati per evitare un infarto all’80enne Wilma De Angelis, nel terzo Ficarra&Picone ingannano le rispettive mogli (ma le bugie hanno le gambe corte) per amore dei Beatles.

Do la sufficienza (ampia) ai primi due film.

6 meno (per carità di patria) a quello italiano.

Published in: on febbraio 21, 2011 at 10:50 am  Comments (1)  
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IL GIOVANE HOLDEN

Due giorni fa avevo segnalato il sacrilego accostamento dell’ultimo romanzo di Federico M. al celebre IL GIOVANE HOLDEN.

Ora, proprio per chiarire quanto sballato sia questo accostamento, aggiungerò qualcosa sulle differenze tra i due romanzi e, soprattutto, tra i due autori.

The catcher in the rye (questo è il titolo originale) è un “classico” della letteratura anglosassone. Pubblicato nel 1951, ha avuto un successo mondiale e continua ad essere ristampato.

Poichè un romanzo “classico” è citato da molti, ma spesso lo hanno letto in pochi, riassumo la TRAMA.

Holden Caulfield parla di se stesso: ha 17 anni, è un pessimo studente. Non è scemo: è sommamente DEMOTIVATO. Non ha alcun interesse a prendere un diploma e a integrarsi nella classe media americana (a cui appartiene la sua famiglia).

Desidera semmai andarsene nel west, lavorare in un ranch lontano dalla modernità, innamorarsi di una ragazza semplice…

Alla vigilia dell’inevitabile bocciatura, lascia la scuola e ritorna a New York. Passa uno scombinato weekend da solo (i genitori non sono in casa) e riceve la solidarietà della sorellina Phoebe.

Tutto qui?

Tutto qui: è una storia apparentemente povera. Ma dentro c’è il rifiuto dell’american way of life e questo spiega come gli hippies degli anni ’60 abbiano visto in Holden un precursore.

Dal punto di vista linguistico, il romanzo fu tra i primi ad usare un tono volutamente disadorno, pieno di ripetizioni, proprio per rendere realisticamente il modo di parlare di un 17enne assai poco colto. Holden ripete centinaia di volte espressioni triviali come “goddamn” (maledizione) o “and all that” (e così via).

Nonostante le offerte di versione cinematografica fioccassero, Salinger ha sempre detto di no. Da Jack Nicholson a James Dean a Jerry Lewis tantissimi attori avrebbero voluto “essere Holden”. Niente da fare. E questa è una differenza basilare con uno come Moccia.

Differenze notevolissime anche tra Holden e i (più o meno coetanei) personaggi di Amore 14, tre metri sopra il cielo and all that.

Holden non è uno studente modello, ma qualcosa ha studiato (lo dimostra nel colloquio con un prof); mentre Step, Massi and all that NON HANNO MAI UN LIBRO IN MANO e in questo si dimostrano perfettamente integrati con la società berlusconiana.

In compenso danno un’enorme importanza al sesso, nelle diverse sfumature del termine: romantiche (i famosi lucchetti di ponte Milvio) e fisiche (alcune/alcuni sembrano non pensare ad altro).

Holden, al contrario, ha altro per la testa e il suo maldestro tentativo con una puttanella si conclude  con un nulla di fatto.

Rimane da spiegare come IL GIOVANE HOLDEN fosse negli anni ’90 apprezzatissimo dai lettori di Bookland e sia stato, invece, “bocciato” a partire dal 2002. Ma il post sta venendo troppo lungo. Ne parlerò la prossima volta.