L’ESAME SI AVVICINA: di cosa si parlerà e di cosa NON si parlerà

Si affronterà, nello scritto e/o negli orali, l’argomento “L’ITALIA NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE” con contorno di Ungaretti sottaceto, Addio hemingueiano alle armi, Svevo a Trieste e Piave che mormorava.

Ripassate gli appunti e, se vi avanza tempo, leggete il mio post del 24/5.

NON VI CHIEDERANNO, invece, di parlare dei seguenti argomenti:

  • la tragedia dei migranti; è un campo minato che sarebbe meglio evitare; non sai chi c’è in commissione d’esame, magari qualche mattacchione che sostiene che “bisogna aiutarli nei loro paesi…” (sai quegli allegri paesi dove si sparano per le strade e stuprano le tue figlie perché sono cristiane o sciite o sunnite o curde o yazide?)
  • la libertà di satira, con particolare riferimento alla satira sull’Islam e il suo Profeta (sì, la libertà è un valore irrinunciabile; certo, certo; peggio per loro se non sanno stare allo scherzo, solidarietà ai vignettisti francesi… ma anche no)
  • l’EXPO di Milano-Rho, dedicato all’alimentazione; argomento importantissimo, legato ai temi ambientali dello sviluppo sostenibile eccetera eccetera (ma anche qui ci sono molte mine sul percorso: qualche commissario qualunquista tipo “è tutto un magnamagna… màgnano in tanti in queste Esposizioni” può sempre saltar fuori)
Published in: on giugno 14, 2015 at 11:05 am  Lascia un commento  
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VITE PARALLELE (nel senso che non si incontrano mai) di SS e di BB

Vite parallele di 2 attrici che (dopo aver affascinato intere generazioni) compiranno HH anni tra poco.

Sofia Villari Scicolone (d’ora in poi abbreviata con la lettera S) nasce a Roma il 20 settembre 1934.

Brigitte Bardot (d’ora in poi abbreviata con la B) nasce a Parigi il 28 settembre 1934.

S inizia giovanissima con i fotoromanzi. Non occorre recitare, basta la bella presenza. La sua carriera cinematografica inizia con ruoli molto marginali; il primo film importante è DUE NOTTI CON CLEOPATRA (1953) accanto ad Alberto Sordi.

B esordisce giovanissima come ballerina (gambe lunghe e robuste). Anche lei gira qualche filmuzzo, tra cui MIO FIGLIO NERONE (1956) accanto ad Alberto Sordi.

S diventa presto una star internazionale. Piace molto agli americani. Protagonista in decine di film, diretta da registi come George Cukor, Sidney Lumet, Stanley Donen, Vittorio De Sica… persino Charlie Chaplin. L’elenco dei partners internazionali (da Clark Gable a Marlon Brando, Gregory Peck, Cary Grant, Peter O’Toole, Richard Burton, John Wayne ecc) richiederebbe un post a parte.

B, al contrario, non rientra negli stereotipi del pubblico anglosassone. Era troppo bionda e a Hollywood una francese non poteva essere bionda (vogliono una “francese disinibita”? prendono Shirley MacLaine!). Piace moltissimo in Italia: il suo unico premio internazionale è il David di Donatello per LA VERITA’ (Clouzot, 1959). Mi domando: se Woody Allen l’avesse conosciuta 50 anni fa, le avrebbe dedicato un film tipo MIDNIGHT IN PARIS?

S, a differenza di B, non ha mai tentato il suicidio. E’ una donna solare, piena di vitalità: ve la immaginate con un flacone di barbiturici in mano? No, davvero non è il tipo. Ha passato qualche guaio (è stata ospite del penitenziario di Caserta per reati fiscali, ma per pochi giorni…) e ne è sempre uscita senza drammi. Un solo marito, due figli.

B, invece, di mariti ne ha avuti 4. Un solo figlio (dire che non vanno d’accordo è un eufemismo). Non ha ricevuto nessun Oscar (S l’ha vinto nel 1962 per LA CIOCIARA), ma ha ricevuto un’enorme pubblicità gratuita dal Vaticano, che usò una sua foto (vedi sotto) per simboleggiare il Male.

S non invecchia mai (grazie a qualche aiutino) e continua a recitare. Nel 2010 ha interpretato Romilda, sua madre, nel film tv LA MIA CASA E’ PIENA DI SPECCHI.

B ha chiuso col cinema nel 1974 (DON JUAN di Vadim è stato il suo ultimo film e, secondo me, è stato un vero flop); non ha arricchito i maghi della chirurgia plastica e ha lasciato che le rughe la invadessero, tra un’invettiva contro l’Islam e una crociata animalista.

Auguro comunque buon compleanno a tutte due.

Se poi volete sapere quale film dell’una e dell’altra abbia più giovato al mio morale… ne parliamo la prossima volta.
lorenbardo

Published in: on settembre 2, 2014 at 7:25 am  Comments (7)  
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Nuntio vobis gaudium magnum!!!!!! HABEMUS HISTRIONEM: excellentissimum ac brillantissimum GUGLIELMUM americanum box-office dominatorem SMITH

Vediamo un po’ QUALE INTERPRETAZIONE di WILL SMITH merita di essere applaudita.

  • INDEPENDENCE DAY (1996) – Steve Hiller, capitano dell’aviazione americana, si spinge fino al cuore di una colossale astronave aliena e, con l’aiuto di David (genio dell’informatica), la paralizza e la distrugge. L’umanità è salva, grazie all’intelligenza e al coraggio di un duo afroamericano-israelita (due etnie che tradizionalmente non vanno molto d’accordo)
  • MEN IN BLACK (1997) – J (sta per  James) è selezionato per far parte dei Servizi-segreti-vestiti-in-nero, che controllano l’immigrazione degli Alieni negli USA. Diversamente da quelli di prima, quasi tutti gli alieni sono tranquilli e perfettamente integrati nel melting pot americano; ma ce n’è uno che crea molti problemi a J e al collega anziano K (Tommy Lee Jones).
  • NEMICO PUBBLICO (1998) – Robert è un brillante avvocato. Vogliono fargli la pelle perché (casualmente) è a conoscenza di… (meglio non saperle, certe cose). Spiato dal satellite, proclamato Nemico dello Stato, Robert trova l’aiuto di Ed Lyle (Gene Hackman), uno che la sa lunga e alla fine aggiusta tutto.
  • ALI’ (2001) – Noi infedeli lo chiamiamo Cassius Clay, ma il suo nome (dopo la conversione) è Muhammad Alì. Un film epico racconta 10 anni della sua vita, dal 1964 (conquista del titolo mondiale dei massimi) al 1974 (riconquista del titolo). Will lavorò mesi in palestra per raggiungere una forma fisica e una tecnica pugilistica adeguate. Nomination all’Oscar.
  • MEN IN BLACK II (2002) – L’agente J ha bisogno dell’aiuto di K per fronteggiare una situazione galatticamente complessa. Oltretutto J si prende una cotta spaziale per un’aliena (Rosario Dawson) che nel finale fugge per sempre (e J va in depressione). Bravi Will e Tommy, ma il personaggio più simpatico è un Pug parlante (ovviamente alieno anche lui).
  • IO, ROBOT (2004) – Nel futuro i Robot si occuperanno della nostra sicurezza e faranno anche la spesa. Lo predice Bradbury, mica Casaleggio. Ma il detective Del non si fida della loro “disinteressata” onnipotenza. Gran finale bang bang.
  • HITCH – LUI SI’ CHE CAPISCE LE DONNE (2005) – Ruolo brillante per Hitch, professionista del rimorchiamento. Lui insegna come si corteggiano le donne: “tattiche diverse per tipi diversi, ma non ingannarne mai nessuna… puoi ingannare la morte, ma non puoi ingannare la donna…”
  • LA RICERCA DELLA FELICITA’ (2006) – Chris è un genialoide (dovreste vederlo alle prese col cubo di Rubik), ma si rovina per un progetto balzano. Nello stage che forse lo salverà lavora senza essere pagato (deve mendicare vitto e letto alla Chiesa Metodista), finché tutto andrà miracolosamente a posto. Nel film, ispirato a una storia vera, esordisce il figlio di Will, Jader (non aveva ancora 8 anni quando finirono di girare). Nomination all’Oscar.
  • IO SONO LEGGENDA (2007) – Virus stermina il 90% dell’umanità e trasforma quasi tutti i sopravvissuti in zombies. Robert, medico militare, rimane solo nel cuore di Niùiork e continua i suoi esperimenti, cercando l’antivirus. Tratto da un celebre romanzo di R. Matheson, lo stravolge nel finale: Robert, invece di essere ucciso ritualmente dalla nuova razza dei Padroni… (nolo spoilerare)
  • SETTE ANIME (2008) – Tim ha causato, in un incidente stradale, la morte di 7 persone. Se si chiamasse Berlusconi direbbe che l’incidente è stato causato da magistrati comunisti, ma non si chiama così… Sapete come va a finire, vero? Mi limito a osservare che questo film si basa sulla morale protestante: fai del bene al prossimo PURCHE’ DETTO PROSSIMO LO MERITI
  • HANCOCK (2008) – Come Superman è debilitato dalla kriptonite, Hancock è debilitato dalla supermoglie. Diciamo superex-moglie, in quanto Mary (Charlize Theron) lo ha lasciato più di 80 anni prima. La separazione era necessaria: entrambi perdono i superpoteri se stanno vicini. Lieto fine… e il triangolo Lui-Lei-Maritodilei ha funzionato talmente bene che si sta approntando il sequel.
  • MEN IN BLACK 3 (2012) – Lo sapevate che anche Andy Warhol era un Man in black? Non lo sapeva neanche J. Imparerà molte cose in questa storia: come è morto suo padre, come giocare a bowling con la testa di un alieno e come K si innamorò dell’agente O (Emma Thompson, che qui comanda su tutti, come Judi Dench comanda su 007). N. B. In un appartamento di Manhattan un ragazzino confonde J con Barack Obama…

Non ricordo altri film di WS. Dopo le immagini darò la soluzione del 12 orizzontale (ROMANZO DI STEFANO BENNI, 13 lettere).alìrosariohitch
SUPERCALIFRAGILISESPIRAMIDOSO?No, non è di 13 lettere… e non mi sembra un romanzo di Benni…

Ah, ecco! La soluzione è PANE E TEMPESTA

Published in: on marzo 11, 2013 at 7:42 pm  Comments (6)  
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No, Radu

Non tutte le ciambelle vengono col buco (proverbio arabo-romeno)

Hai diretto film bellissimi, Radu: TRAI DE VIE e IL CONCERTO.

Ma stavolta hai toppato (voce del verbo TOPPARE, intransitivo).

Forse perché hai voluto confrontarti con una cultura troppo lontana dall’Europa orientale: il villaggio sperduto nell’Atlante magrebino è troppo diverso dallo Shtetl.

Ci sono molte cose che non capisco in LA SORGENTE DELL’AMORE (forse qualcuno me le spiegherà?)

  • Nel villaggio c’è la miseria nera oppure c’è un certo benessere? Le donne si riuniscono in una specie di sauna (c’è acqua calda) oppure davanti a un televisore per vedere una telenovela messicana (abbastanza spinta); i bambini vanno a scuola con zainetti variopinti; e i vestiti e gli ornamenti del balletto finale li avete guardati bene? FANNO INVIDIA.
  • Perché cantano sempre? Soggetto pronto per farne una commedia musicale? Certamente il film piacerà moltissimo agli spettatori arabofrancesi, ma non al nostro pubblico (al cinema Rialto, ieri sera, sentivo commenti tipo “cantano ancora? che palle…”)
  • Possibile che basti un piccolo acquedotto per trasformare completamente la valle? All’inizio i fianchi della montagna sono coperti di sterpaglie, alla fine (sono passati mesi o anni?) tutto è verde: sembrano gli aranceti della California.
  • Cosa aspettiamo a beatificare subito SAMI, il marito della protagonista? Non solo subisce lo “sciopero” della moglie (prova tu a dormire per settimane insieme a una così bella senza trombarla), non solo va di notte a riempire i secchi alla sorgente, non solo viene a sapere di uno spiacevole episodio passato senza vendicarsi dell’Altro… ma (insieme all’Altro) organizza una campagna di stampa che sbloccherà la pratica dell’acquedotto.

CONCLUSIONE. Non è tanto una contesa tra donne e uomini: le donne sono divise tra loro (suocere contro nuore) e lo stesso gli uomini (giovani contro vecchi, clan contro clan).

Meglio usare le categorie marxiane. E’ una lotta tra progresso e immobilismo: il preside contro il maestrino, il cinico burocrate contro il giornalista, il giovane integralista (che vorrebbe tornare al medioevo) contro l’imam (vecchio ma comprensivo).

Published in: on marzo 10, 2012 at 12:09 pm  Comments (5)  
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ancora su CASABLANCA

Pensierini mi invita a descrivere come gli archeologi dell’anno 3000 valuteranno il film “Casablanca”.

Buona idea. Lo farò.

Ma adesso non mi viene in mente niente. Ci lavorerò sopra.

Per il momento, si potrebbe ipotizzare un remake “islamico”.

Immaginiamo un regista indonesiano, iraniano o sudanese che AMBIENTA la storia in questione nel territori occupati della Palestina, ai nostri giorni.

Rick è un buon musulmano e nel suo locale si beve solo cocacola. Al posto dei nazisti ci sono gli agenti del Mossad. 

Ugarte nasconde nel pianoforte (si può suonare il piano in Palestina? Boh…) un documento segreto che dimostra che l’Olocausto è una frottola. In quel mentre entra Ingrid Bergman (anche con lo chador è bellissima) e Rick le dice…

Ecco, vedete, mi sta venendo una vaccata.

La verità è che con questo caldo non si lavora bene. Stanotte mi sono svegliato alle 5 e le idee c’erano; il guaio è che mi sono girato dall’altra parte, dicendo: “adesso si alzo e accendo il comp….”

E mi sono riaddormentato. Così ho perso il filo. Dovrò dormirci sopra e forse domattina mi viene meglio.

COMUNQUE (già che siamo in argomento) segnalo un’altro paio di singolarità in Casablanca.

All’inizio Ugarte consegna a Rick i 2 famosi lasciapassare per Lisbona, intorno ai quali gira tutto il film. Dice che sono firmati dal generale De Gaulle e quindi nessuno oserà metterli in discussione.

E qui casca l’asino: che autorità poteva avere De Gaulle nella Casablanca del 1941, nel regime collaborazionista di Vichy?

INFATTI non sono firmati da De Gaulle, ma dal generale Weygand. Tutto torna.

L’equivoco è dovuto ai doppiatori: quando Casablanca fu doppiato in italiano (in fretta e furia, direi) qualcuno pasticciò. Ma se sentite la versione francese non ci saranno dubbi.

Altri misfatti della prima versione italiana. Viene eliminato accuratamente ogni accenno all’Italia fascista. Nell’originale americano Rick aveva preso parte alla guerra italo-etiopica, vendendo armi all’Etiopia. CANCELLATO.

E cancellato è anche il ridicolo capitano Tonelli “dei servizi segreti italiani” che scodinzola davanti a Strasser (il quale non lo degna di un cenno) e viene canzonato anche dai francesi: “volete Nizza, Corsica e la Tunisia… e non siete riusciti neanche a battere i Greci!”

L’Italia del dopoguerra non era più fascista, ma evidentemente la censura proibiva di parlare di quali ridicole infamie portavamo ancora il peso.

Solo nel 1973 una nuova versione italiana rimise Tonelli al suo clownesco posto.

Ecco, per oggi basta. Accludo un clip con la canzone “as time goes by”.