Dialogo socratico sul concetto di minigonna (a seguire, anticipazioni sulle mie letture estive)

Io: “Vedo molte minigonne, qui in Irlanda”

Mia moglie: “E’ anche una questione di risparmio. La minigonna costa meno dei braghini corti (I beg you pardon, shorts) o dei bermuda”

“Non ci avevo pensato. C’è crisi anche qui…”

“Altroché se c’è crisi! Inoltre tu confondi spesso la minigonna propriamente detta con una semplice gonna corta”

“Quale dunque è la differenza?”

“Empiricamente dovresti misurare la distanza dell’orlo dal ginocchio. Se questa distanza è superiore alla distanza dell’orlo dall’inguine, puoi definirla minigonna. MA NON LO FARE, se ti è cara la vita!”

“Noto un bagliore omicida nei tuoi occhi, amore mio… perciò cambio discorso. Mi sono portato qualche romanzo da leggere, anzi da rileggere. Ad esempio COSE CHE NESSUNO SA (che ho letto molto frettolosamente qualche mese fa e mi è piaciuto fino a un certo punto; magari stavolta lo apprezzo di più); e poi 22/11/63 (merita davvero una rilettura) e MOMENTI FATALI …e tra Stephen King, Stefan Zweig e Alessandro D’Avenia ci possono mettere Marco Goi (in arte Cannibal Kid) e i suoi racconti…”
irlanda

Published in: on luglio 4, 2012 at 5:32 pm  Comments (6)  
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se io fossi Sarkozy…

… mi presenterei alla tv, o comunque mi rivolgerei all’opinione pubblica in questi termini:

“A tutti piace vincere. Ma non c’è solo il successo sportivo, c’è anche lo stile. C’è una cosa chiamata ONORE. E noi siamo francesi, sappiamo che l’onore viene prima di tutto. Non è giusto andare ai campionati in Sudafrica in questo modo. L’autorità sportiva è certamente autonoma, ma io invito ufficialmente i dirigenti della FFF (Federation Francaise de Football, nota del traduttore) a RINUNCIARE alla partecipazione ai Mondiali. Al nostro posto vadano gli amici irlandesi, con augurio di buona fortuna. E il mondo intero sappia (e sappiano soprattutto i nostri giovani) che la Francia ha stile. Viva lo sport, viva la Francia!”

A questo punto gli eventuali lettori si metteranno a ridere.

“In che mondo vivi? Pierre De Coubertin è morto nel 1937 e il suo spirito è ormai tradito a tutti i livelli! Lo sai quanti sono gli sponsor della nazionale francese? Hai un’idea del giro di miliardi che implica la partecipazione della Francia ai Mondiali? Sai quanti alberghi e casinò sudafricani si arricchiranno per via delle migliaia di ricconi francesi che arriveranno laggiù? E le agenzie di viaggio, l’AIRFRANCE, il merchandising? Mentre gli irlandesi sono pochi e non hanno tanto da spendere?”

D’accordo, d’accordo. Come non detto.

Era solo un’esercitazione retorica.

Viva lo sport!

Published in: on novembre 21, 2009 at 3:51 pm  Comments (8)  
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Enya

Chi già conosce l’arte di questa straordinaria irlandese NON HA BISOGNO CHE NE PARLI.

Mi rivolgo quindi solo a chi ne ha sentito parlare, ma non la conosce benissimo.

Non sono il più sfegatato dei suoi fans. Non ho nemmeno tutti i suoi dischi (vergogna!), ma quando mi sento un po’ giù ascolto Trains and winter rains, Orinoco Flow (Sail away! Sail away! Sail away!…) o The celts… e mi sento rinascere.

Questa incantevole cantautrice (e ottima strumentista: pianoforte, chitarra, flauto…) ha composto canzoni in inglese, irlandese-gaelico, latino, spagnolo (Soy la sognadora) e perfino nelle lingue degli elfi tolkieniani: il Sindarin (Anìron) e il Quenya (May it be, bilingue: è sui titoli di coda della Compagnia dell’Anello).

Due sole pecche: è venuta a cantare a Sanremo qualche anno fa (Wild child, mi pare) e le sue arie sono talmente orecchiabili che finiscono troppe volte negli spot pubblicitari.

Vabbè, nessuno è perfetto.

Published in: on febbraio 9, 2009 at 12:50 pm  Comments (5)  
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