Coglionometro

Ha cominciato Michela Murgia col FASCISTOMETRO (ammiro molto la prosa della Murgia e chi non ci crede legga qui ma stavolta la penna è scivolata per eccesso di velocità; dire che l’Italia è ingovernabile è forse un eccesso di pessimismo, ma non scomoderei le camicie nere)

Poi Gramellini ha intitolato SALVINOMETRO uno dei suoi “caffè”.

Tocca a me.

Elenco qui 11 affermazioni coglioniste. Chi le sottoscrive tutte concorre al premio COGLION OF THE YEAR.
coglion

  1. Macchè riscaldamento globale! Oggi fa un freddo cane!
  2. Marilyn Monroe era troppo grassa
  3. Aumenta il prezzo della benzina? Ma io ne faccio sempre 20 euro!
  4. Non sono io che sono omofobo, sono loro che sono froci.
  5. Chi fa da sé fa per tre (commento personale: il difetto principale degli italieschi è l’individualismo; è passata l’epoca dei geni solitari alla Marconi e adesso la ricerca scientifica e tecnologica si fa in gruppo; non lamentiamoci quindi se siamo rimasti indietro)
  6. Tra la moglie e il marito nessuno metta il dito (se uno dei 2 coniugi, quasi sempre LUI, mena di brutto tu hai il DOVERE di usare quel dito per chiamare la polizia)
  7. Meglio un asino vivo che un dottore morto (un asino vivo può provocare guai tremendi, soprattutto se è al governo; un dottore, se è morto, NO)
  8. Qui lo dico e qui lo nego (puoi dirlo solo se ti chiami Luigi Pirandello)
  9. Se tutti parlano male di lui è senz’altro colpevole… (#liberate Barabba)
  10. Lei non sa chi sono io! (sì, lo sa: soltanto un COGLIONE può pronunciare questa frase)
  11. Hitler ha raggiunto la piena occupazione nel suo stato: metà dei tedeschi era sotto le armi, l’altra metà costruiva armi (questa frase, incredibilmente coglionesca, è stata pronunciata davvero in una cerimonia pubblica da un coglion da un tale che si chiama Ettore ed era il Presidente dell’Istituto delle Opere di Religione; primato mondiale tutt’ora imbattuto di stracoglionaggine con rincorsa)

Potrei aggiungere altre frasi coglion-friendly, ma ora il sonno mi vince. Magari riprenderò il tema.

MI RIFACCIO VIVO (sai le risate quando Silvio morirà e sarà giudicato da Marx?)

TRAMA ESSENZIALE: Biagio, il protagonista, muore con una pietrona al collo nelle fredde acque del lago di Bracciano. Suicidio? Sembra di sì, ma un angelo (Sergio Rubini) argomenta che forse non è così e che quindi la sua anima non deve andare al Seminterrato, dove vuole mandarla Karl Marx (che qui ha il compito che Dante affidava a Minosse). Dai e dai, l’anima di Biagio torna sulla Terra dentro un altro corpo: ha una settimana di tempo per meritare il paradisiaco Secondo Piano. Ma lui è solo assetato di vendetta.

Se volete sapere COME VA A FINIRE, ve lo racconto dopo le immagini.

Intanto osservo che, anche quando ci sono attori di tutto rispetto (Marcorè, la Buy, Emilio Solfrizzi, ecc) e qualche idea buona, se manca una sceneggiatura decente il risultato delude.

  • La storia è inutilmente complicata da personaggi minori, che distraggono lo spettatore dal nocciolo della questione (la psicologa, il figlio di Ottone, l’avvocato Mancuso); nel mondo del cinema si deve combattere la disoccupazione…
  • E il cane era proprio necessario? Forse qualcuno ha visto THE ARTIST vincere l’Oscar e si è convinto che i cani portino fortuna.
  • Certi spunti si potevano sfruttare meglio: quando il protagonista va in Vaticano c’era spazio per una satira sullo IOR e invece tutto si riduce a una gag di scarso respiro.
  • Ultima considerazione. Per decenni abbiamo cercato di combattere il vizio del fumo, anche escludendole dallo schermo. Da un po’ di tempo noto sempre più portaceneri pieni e personaggi felicemente nicotinadipendenti. Sono troppo malizioso se immagino una campagna di pubblicità occulta?

vivomarx
SPOILER.
Di chi si vuol vendicare Biagio? Del rivale di sempre Ottone
(una specie di rivalità Paperino-Gastone).

Ma alla fine salta fuori che Gaston Ottone è anche lui un povero diavolo, stressatissimo e ormai pentito delle sue bastardate. Per cui Biagio non porta a termine la sua vendetta. Come premio viene resuscitato, riemergendo dalle fredde acque braccianesche.