ORIGIN (by D. Brown)

PREMESSA. Daniel Brown (per gli amici, DAN) è antipatico al mio computer. Appena digito Dan lui fa le bizze. Ciò dimostra indubitabilmente che D. Brown è l’Anticristo; anzi no, è il Messia di una nuova Era; anzi no, è un replicante prodotto dalla Tyrell Corporation (lo hanno fabbricato nell’Area 51, nel Nevada); anzi no, è la reincarnazione di J.F.Kennedy (tra il 22/11/1963 e il 22/06/64 passano esattamente 7 mesi; ci può stare); anzi no, è un discendente di Maria Antonietta Maddalena e di re Artù (quindi può rivendicare il Trono di Spade!).

Premesso ciò, ho letto fino all’ultima pagina ORIGIN.

Chi mi conosce mi regala libri, tra Natale e l’Epifania. Regalare libri costa poco e fai (quasi sempre) bella figura.

Inoltre mi avevano detto: “E’ un romanzo molto interessante! Si celebra una specie di riconciliazione tra religione e scienza…”

Nell’ultima pagina, infatti, l’ascia di guerra sembra sotterrata. Dialogando con un religioso spagnolo (padre Bena) Robert Langdon si rammarica di non averlo conosciuto prima e poi “addolcisce” un famoso verso di W. Blake.

“Le religioni oscure spariranno e la dolce scienza regnerà” diventa “La dolce scienza fugherà le religioni oscure per far fiorire quelle illuminate”
langdon
Già. E quali sono le religioni oscure? Magari nel prossimo romanzo Brown ci dirà cosa pensa dell’Islam.

Quanto al valore letterario di ORIGIN, noto la solita inflazione di aggettivi. A pag. 90 ne ho contati 29! E’ proprio indispensabile all’economia del racconto dirci che Ambra (l’equivalente di Sophie Neveu) ha un’elegante veste bianca, che la sua pelle è olivastra, che la sua voce è colta e raffinata ecc? Secondo me bastava dire che Ambra è attraente… anche se Langdon (come negli altri romanzi) è troppo cerebrale per innamorarsi.

Niente di nuovo sotto il sole, dice Qoèlet. E’ come IL CODICE DA VINCI, con le stesse pallosità e gli stessi giochini di parole: scomporre il nome Churchill in church + hill (il Monte della Chiesa) ricorda molto il “cavaliere sepolto da un papa” (si allude a Sir Isaac Newton la cui sepoltura fu curata da Alexander Pope)

Ma ci sono dei pregi, devo riconoscerlo. A un lettore di media cultura (tipo me) LA SAGRADA FAMILIA di Barcellona, L’ABBAZIA DI MONTSERRAT (idem), IL MUSEO GUGGENHEIM di Bilbao e LA VALLE DE LOS CAIDOS non sono ignote.

Per molti altri (i bovari del Kansas o dell’Australia, Matteo Salvini ecc) non c’è differenza tra Pompei e Disneyland, tra i centurioni e le guardie svizzere; magari imparano qualcosa.

Concludo. Non so se il nostro futuro, come si sostiene nel cap. 96, consiste in una specie ibrida (corpi umani + intelligenze artificiali). So che il presente è rappresentato (ahimè) da Donald Trump, che di intelligenza non ne ha, né tradizionale né artificiale…
orig

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Published in: on gennaio 12, 2018 at 11:46 pm  Comments (1)  
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HER – pron. pers. (in italiano, LEI)

Nessun gatto è stato maltrattato nella stesura di questo post (tornerò sulla questione nel finale).

Aggiungo che il film l’ho già recensito nell’altro blog, affrontando la vitale questione se l’orgasmo di Samantha sia simulato o autentico.

Ma ora devo aggiungere alcune osservazioni e, dopo l’immagine, affrontare un punto cruciale 

    • tutto si svolge nel prossimo futuro a Los Angeles; non posso fare a meno di ricordare BLADE RUNNER, dove si immaginava LA nel 2019: inquinatissima e piena di auto volanti; qui invece non si vedono auto (solo treni silenziosissimi e grandi aree pedonali); e, al posto dei Replicanti, invisibili Intelligenze Artificiali che non uccidono nessuno (anzi si innamorano di noi); questo si chiama ottimismo!
    • la “partenza” di Samantha e delle altre Intelligenze mi ha fatto tornare in mente L’ULTIMA DOMANDA (racconto del 1956, del grande Isaac Asimov); lì è Multivac (in un futuro futurissimo) a uscire dal tempo e dallo spazio; in sostanza diventa Dio e, dopo la fine dell’universo, lo ricrea (“Sia la Luce” e tutto il resto)
    • in conclusione, andate a vedere il film (se non vi piace, peggio per voi); dopo l’immagine (che fa un po’ cagare) la domandona ona ona

phoenix

DOPPIAGGIO: cosa poteva fare M. Ramazzotti, di fronte alla sensualissima voce di Scarlett?

Mah. Direi che non poteva fare di più; magari nascondere un po’ l’accento romanesco (ti aspetti che da un momento all’altro si metta a parlare della Lazio e della Roma).

POST SCRIPTUM. Non ho esperienza di chat erotiche. Perciò chiedo, a chi ne sa più di me, si incontra davvero gente così? 

Voglio dire, una tipa stramba che chiede di essere strangolata con la coda del gatto e, arrivata all’orgasmo, dice ciao e butta giù?

Published in: on marzo 18, 2014 at 12:31 pm  Comments (6)  
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