LA DONNA CHE SI VACCINO’ DUE VOLTE (by Hitchcock and Dalì)

Salvador Dalì incontra Alfred Hitchcock a Malibu (accento sulla U)
fredsalv
Alfred, ho in mente una storia affascinante. Una donna si getta dalla cima di un campanile e muore. Scottie, un detective che soffre di acrofobia, l’ha vista precipitare. Ma molto tempo dopo la rivede a San Francisco. “Chi non muore si rivede, eh?” “Io non la conosco, signore!” “Tu non la racconti giusta! Ma dimmi: sei già stata vaccinata?” “Solo la prima dose…” “Vieni con me che ti somministro la seconda!” e la trascina sulle scale di quel famoso campanile-

-Stop! Mi hai detto che Scottie soffre…-

-Si è fatto vaccinare contro l’acrofobia. Sulla cima del campanile incontrano una suora. La donna urla e si getta di sotto. Stavolta è morta davvero-

-Interessante! Fammi pensare… si potrebbe concludere la storia col matrimonio tra Scottie e la suora, che è anche psicanalista (potremmo dare la parte a Ingrid Bergman) E sarebbe splendido, Salvador, se tu potessi disegnare una sequenza onirica per il film-
verti

Published in: on marzo 20, 2021 at 8:34 am  Comments (1)  
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Secret Agent vs Murder on the Orient Express

Due film molto diversi, con alcuni punti di convergenza:

  • un grande attore (vi dirò poi chi è)
  • la complessità degli intrighi e dei mascheramenti
  • i treni da e per Istanbul
Cominciamo dai treni. In SECRET AGENT (A. Hitchcock, 1936) sul Salonicco-Istanbul si ritrovano i 4 protagonisti: una bellissima inglese, innamorata di un americano (MA FORSE NO), l’americano (che FORSE è una spia dei tedeschi), un sedicente generale messicano (FORSE un doppiogiochista) e un aristocratico inglese, che doveva essere morto (il film era iniziato con il suo solennissimo funerale: cose di spie). Arrivano 3 aerei inglesi (c’è la guerra, siamo nel 1916), bombardano il treno che deraglia. Qualcuno sopravvive.
In MURDERecc (S. Lumet, 1974) Poirot sale a Istanbul sul vagone letto dell’Orient-Express diretto in Francia. Sarà testimone dell’omicidio di un uomo d’affari americano (in realtà è un gangster di origine italiana) e resterà perplesso davanti a una folla di possibili omicidi.
TUTTI i passeggeri e persino l’inserviente delle cuccette hanno un segreto da nascondere e il delitto POTREBBE essere opera di un mafioso senza volto.
QUALE DVD TERRO’ NELLO SCAFFALE DEI PREFERITI?
Ardua questione.
What a dilemma…
Se si parla di regìa HITCHCOCK BATTE LUMET QUATTRO A ZERO.
In una scena un uomo sta per essere ucciso su una montagna svizzera. In una stanza d’albergo il suo cane comincia ad agitarsi, si agita sempre più, si mette a ululare… e la bellissima-inglese-di-cui-sopra (che sa cosa bolle in pentola) si agita e trema in sintonia. Basterebbe questo esempio per capire chi è il regista.
Al contrario, Lumet svolge un lavoro calligrafico, ma senza raggiungere la perfezione. Comunque è un gran film: perfetta fotografia, colonna sonora da oscar e un cast sontuoso (in alfabetico ordine, L. Bacall, M. Balsam, Ingrid Bergman, J. Bisset, J. P. Cassel, S. Connery, J. Gielgud, A. Perkins, V. Redgrave, R. Widmark, per citare solo i principali).
Forse li tengo nello scaffale tutti e due.
Infine (come preannunciato) l’attore che compare in entrambi: John Gielgud (grandissimo interprete shakespeariano) che nel ’36 era un romantico avventuriero e nel ’74 si era totalmente calato nel ruolo di impassibile maggiordomo, ruolo che Hollywood premiò con un Oscar nel 1982.

anche gli americani (qualche volta) fanno sbadigliare

Molti mi hanno accusato di esterofilia. Ora provo a discolparmi.

E’ vero che nessun film italiano compare nella lista che ho proposto per il Torneodeifilm organizzato da Gegio, ma lo stesso si può dire di quasi tutti i partecipanti: il massimo di italofilia l’ha raggiunto Sailor Fede, che ne ha proposti 3 (su 12): LA VITA E’ BELLA, BASILICATA-COAST-TO-COAST, IL BUONO IL BRUTTO E IL CATTIVO.

Però voglio attestare solennemente che in questo weekend sono usciti nelle sale un quasi-capolavoro italiano (comincia per B e finisce con Boris; lo recensirò) e una ciofeca proveniente da Hollywood (stroncata unanimemente da critici di ogni colore politico e fede religiosa: Avvenire, l’Unità, il Giornale ecc).

Detta ciofeca si intitola MIA MOGLIE PER FINTA. Praticamente è il remake di FIORE DI CACTUS, una commedia del 1969, che però durava molto meno degli interminabili 116 minuti di questarobaquà (e divertiva molto di più).

TRAMA ESSENZIALE. Un ultraquarantenne rimorchia con successo, fingendosi infelicemente sposato. Costretto a inventarsi una moglie, impone a una sua dipendente di calarsi nella parte… a questo punto anche all’asilo hanno capito come va a finire.

La parte della “moglie-per-finta” è interpretata da J. Aniston.

In FIORE DI CACTUS la parte era affidata a Ingrid Bergman (e il bastardo era Walter Matthau): basta questo per capire la differenza?

A proposito, nel Torneo dei film sopra citato per il titolo di miglior attrice se la giocano in 3: la Bergman (l’ho proposta io), Kate Winslet e Meryl Streep.

Vinca la migliore.