quando la morte (degli altri) FA RIDERE

Si chiama COMMEDIA il contesto “leggero” in cui tutto viene sdrammatizzato.

Anche la morte.

Qualche esempio:

  • ho già citato RADIO AMERICA (nel post precedente): la Donna Pericolosa (quella che “conduce le anime a Dio”) avverte iettatoriamente il Cacciatore di teste “stia attento a quella curva: è molto pericolosa!”; è di fatto una condanna a morte; il pubblico lo sa e ride (posso testimoniarlo anche in tribunale, avendo visto il film due volte)

ancora più fragorose le risate che accompagnano la morte del mago Splendini (Woody Allen) in SCOOP; Splendini aveva profetizzato che sarebbe morto per via del “modo sbagliato” di guidare nel Regno Unito… e infatti esce di campo con la sua Smart e BOOOM!!! gli spettatori ridono di gusto

  • in SUA MAESTA’ VIENE DA LAS VEGAS (King Ralph, di cui allego il trailer) l’intera famiglia reale britannica (compresi i rami collaterali) è annientata da un corto circuito; il pubblico in sala ride
  • in HAPPY FAMILY la moglie di uno dei protagonisti scende dall’auto e viene spazzata via da un camion; il pubblico ride; una scena quasi identica nel film IL RICCIO (Renée, la portiera letterata, viene uccisa da un furgone mentre attraversa la strada) provoca negli spettatori ben altra emozione

Ripeto, è una questione di contesto. Nel RICCIO, storia realistica di un amore troppo bello per durare, la morte della protagonista ci rattrista (e come ci rattrista!) perchè spezza una poetica illusione. Poteva essere felice e invece…

Al contrario, tutto si sdrammatizza in una comedy in cui la voce narrante ci informa che “il mio nome è Noir, Guy Noir… ho accettato 6 anni fa un lavoro provvisorio a causa di un problema di liquidità dovuto alla eccezionale penuria di ereditiere svanite nel nulla e di magnati trovati morti in un solarium con tracce di rossetto sullo smoking…”

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Published in: on aprile 12, 2018 at 12:36 am  Comments (5)  
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TORNO DA MIA MADRE (Eric Lavaine, 2016)

Avete presente Josiane Balaskò? Se avete visto IL RICCIO (Mona Achache, 2009) non potete aver dimenticato l’incredibile protagonista.

Se non l’avete visto affrettatevi a colmare la lacuna e poi mi ringrazierete.

Beh, in questo bel film (ritmo perfetto, ottima fotografia, dialoghi brillanti) J. Balaskò è la madre, la vera protagonista. Una over 60 apparentemente svitata ma piena di risorse.

Vi racconterò la storia dopo l’immagine. Prima però l’inevitabile domanda.

Perché in Italia non sappiamo fare commedie come questa, con doveroso lieto fine ma senza ignorare che la vita (in particolare la vita in famiglia) è piena di amarezze e di momenti veramente disgustosi?

Da noi, salvo rare eccezioni (PERFETTI SCONOSCIUTI, ad esempio) passano per “commedie” delle farse, spesso basate su accenti regionali. (questo film è ambientato in Provenza, a poca distanza dal confine italiano; forse l’accento regionale si sente ma non conosco tanto bene il francese da poterlo notare)
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TRAMA ESSENZIALE. La figlia è titolare di uno studio di architettura. Lo studio fallisce e il marito la lascia. Lei non ha altro posto dove andare della casa di mamma. Convivenza difficilissima; peggio ancora quando il fratello, la sorella e il cognato vengono a cena. Tutto sembra concludersi nel modo peggiore possibile. Ma non dimenticate che questa è una commedia!

Published in: on settembre 6, 2016 at 11:35 am  Lascia un commento  
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