Uncle Scrooge in Little Boston (Ca)

IL PETROLIERE (There will be blood)

Non riesco a rivedere il protagonista del film (interpretato dal segaligno Daniel Day-Lewis, che ha beccato un Oscar per questa performance) senza pensare al personaggio dei fumetti, in eterna competizione con la Banda Bassotti e con Rockerduck.

Al posto dell’oro del Klondike c’è il petrolio di Little Boston (California). Al posto di Rockerduck c’è la Standard Oil (la “Esso”).

Ma questo ” petroliere” è un Paperone VERAMENTE cattivo: è un BASTARDO AL CUBO dalle mani insanguinate, ipocrita e vendicativo, che sfrutta cinicamente la faccia pulita del figlio adottivo (sintesi di Paperino, Qui, Quo e Qua) per fregare i contadini e il pastore Eli.

E il sangue che scorre nel titolo originale è appunto quello di Eli, rovinato dalla crisi del 1929 e ucciso nel tremendo finale dal Petroliere, ormai stramiliardario.

Sangue che nei fumetti non c’è. Ma c’è nella realtà del capitalismo.

Eccome se c’è.

P.S. Se qualcuno vi chiede da dove viene il tema del film, la parola d’ordine è Brahms…

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Published in: on aprile 14, 2018 at 10:42 pm  Comments (5)  
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NON E’ UN PAESE PER VECCHI (best of 2007)

A giocarsela come miglior film del 2007 sono in due: IL PETROLIERE (regia di P. T. Anderson) e l’oscarizzato NON E’ UN PAESEecc (dei fratelli Coen).

Ho scelto il secondo. Del PETROLIERE ho già detto che esprime benissimo la ferocia del capitalismo, personificato dal protagonista: “voglio guadagnare così tanto da stare lontano da tutti…”

Film molto bello, anche per la fotografia e per le note di Brahms che esplodono nei titoli di coda.

Ma il western moderno (con più gatti che cavalli) dei Coen mi convince di più. Se vi interessa vi spiego perché.
vecchi
E’ una storia crudele, senza miti, senza lieto fine. Non c’è l’eroe intrepido che sconfigge i nemici o gli adolescenti che salvano il mondo dagli alieni… c’è la legge della giungla, il più forte che calpesta i deboli, ma anche lui sarà schiacciato.

E’ un mondo degradato (mica solo il Texas) dominato dal cinismo e dall’avidità quello che il vecchio e disilluso sceriffo osserva.

Qualcuno ha notato analogie col leonesco IL BUONO IL BRUTTO E IL CATTIVO, che però in confronto a questo è una favoletta per le elementari.

  • il BUONO è lo sceriffo di cui sopra, interpretato alla grandissima da Tommy Lee Jones
  • il BRUTTO è l’incauto Moss (avrebbe fatto meglio a lasciarli lì tutti quei soldi…) interpretato da Josh Brolin, veramente brutto con i baffoni
  • il CATTIVO (anzi cattivissimo) è il killer Anton (J. Bardem ci ha vinto l’oscar), che però non viene ucciso dal Buono: viene fracassato in un incidente stradale (tardivo intervento di Dio? Bah…)

da quando Helena mi ha mollato LA MIA CARRIERA HA PRESO LA VIA DEL DRAMMA (spesso sono morto e le mie mani si sono sporcate di SANGUE)

Daniel Day-Lewis. L’ho visto la prima volta in un film del 1986: A ROOM WITH A VIEW (in Italia, Camera con vista). Interpretava Cecil Wyse, un tipo pieno di spocchia (una specie di Sgarbi); fidanzato con la protagonista Lucy (Helena Bonham Carter), veniva piantato alla grande a favore del più disinvolto George (Julian Sands).

Nel 1989 è stato il protagonista di MY LEFT FOOT. E’ la storia vera di Christy Brown, poeta e pittore irlandese a cui una gravissima paralisi cerebrale non impedì di trovare originalissime forme di espressione. Oscar come miglior attore (e non mancavano valide alternative quell’anno, da K. Branagh a R. Williams)

L’ULTIMO DEI MOHICANI è del 1992. Occhiodifalco è noto come sterminatore di cervi nelle foreste tra Albany e il Canadà (correvano gli anni tra il 1756 e il 1760); quando poi spara agli Uroni la mira è anche più precisa, perché un cervo se lo manchi mica ti scotenna. A proposito, la sapete la storiella dei Nosbari? Ah, è vecchia…

L’ETA’ DELL’INNOCENZA (diretto da M. Scorsese nel 1993) descrive la vita degli aristocratici di NYC alla fine dell’Ottocento. Non muore nessuno, ma sposarsi senza passione, come fa Newland, è una specie di ergastolo.

Ancora Scorsese, regista di GANGS OF NEW YORK. Daniel sfiora l’Oscar con il personaggio di Bill il macellaio, boss della malavita che alla fine muore ammazzato… Volete sapere da chi? Io niente sacciu, non c’ero e se c’ero dormivo e sognavo che non c’ero!

Secondo Oscar come miglior attore. IL PETROLIERE vede Day-Lewis nel ruolo di Daniel, uno spietato e cinico Zio Paperone dominato da una paranoica fame di ricchezza. Alla fine scorre il sangue.

Terzo Oscar, l’anno scorso. LINCOLN è, secondo me, un film noiosetto. Ma l’interpretazione del Presidente americano è notevolissima. E non dimenticate che Day-Lewis è inglese…

Confesso di  non aver visto tutti i film di questo attorone. Ad esempio non ho mai visto NINE, specie di musical ispirato da OTTO E MEZZO, in cui Daniel aveva il ruolo di Mastroianni, cioè il protagonista.

Mi sono perso molto?
cecilpetroillincoln

CINEMA A NATALE: la duchessa e il cosmo sul comò

I film migliori non arrivano sugli schermi in questo periodo.

I distributori sanno che va al cinema una gran massa di persone dal palato facile e i “prodotti” migliori li mandano in giro in autunno o nei mesi gennaio-febbraio-marzo. Fate uno sforzo di memoria: quando sono usciti in Italia i migliori del 2008, cioè GOMORRA, IL PETROLIERE, AMERICAN GANGSTERS, IO SONO LEGGENDA e BURN AFTER READING?

PREMESSO CIO’, un paio di bei film li ho visti.

ALDO GIOVANNI E GIACOMO hanno confezionato un buon prodotto, pieno di solido mestiere teatrale, aiutati da una brillante schiera di attrici (tra le quali Angela Finocchiaro). Migliore tra i quattro episodi, secondo me, il secondo: la surreale coppia parroco-sacrestano nella scena del confessionale ha strappato una risata omerica alla platea del Medica.

Ancora di più ho apprezzato LA DUCHESSA.

A metà strada tra ORGOGLIO E PREGIUDIZIO e MARIE ANTONIETTE.

KEIRA KNIGHTLEY (la bravissima interprete di ELIZABETH BENNETT) qui è un’inquieta nobildonna che ha sposato un duca (era meglio se sposava Mr. Darcy!) e si è MOLTO PENTITA di averlo fatto.

Tutto il pubblico, maschile e femminile, ha fatto il tifo per lei per 112 minuti e nel finale ho sentito i fazzoletti testimoniare la commozione. Splendidi i costumi (da Oscar secondo me, come da Oscar furono quelli di Milena Canonero) e perfetta l’ambientazione storica.