quando c’era Berlinguer…

Da un po’ di tempo passo bei momenti su Raistoria, sia nel pomeriggio che in prima e seconda serata.

L’altra sera parlavano di Berlinguer.
enri
Ovviamente in bene. Basterebbe pensare al rissoso bordello che è diventato il PD per capire l’importanza di un leader autorevole e serio come lui.

Eppure…

Eppure lo contestavano, anche duramente. Sono abbastanza vecchio da ricordare gli anni ’70, le folle di adolescenti con il Manifesto (spuntava dai tasconi dell’eskimo) che berciavano contro l’imborghesimento del PCI.

E ce n’era anche per Luciano Lama, che di Berlinguer era grande amico.
lamaeb
E’ il dramma (anzi, la tragedia) della sinistra italiana. C’è sempre qualcuno che salta su, in nome di un’imprecisata “purezza rivoluzionaria”, a contestare chi la rivoluzione non la ritiene imminente.

Succedeva anche negli anni ’20. La scissione del 1921 indebolì il Partito Socialista e chi ci guadagnò fu Mussolini, che si trovò davanti una sinistra disunita.

Dopo il delitto Matteotti (nell’unico momento in cui il fascismo era vulnerabile) i Socialisti insistettero fino in fondo con la “secessione aventiniana”, i Comunisti tornarono in aula. Quando ci si accorse di quanto fosse indispensabile l’unità antifascista era troppo tardi.
duce

Published in: on febbraio 16, 2017 at 11:39 am  Comments (6)  
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