Uscito dal cinema dove avevo visto MOSCHETTIERI DEL RE ho tirato fuori il dvd L’ARMATA BRANCALEONE; noto qualche differenza…

Confronto impietoso

  • il regista de LAB era Monicelli e quello di MDR è Veronesi
  • in LAB c’erano Vittorio Gassman, Gian Maria Volonté, Enrico Maria Salerno…; in MDR la scena è occupata da Rocco Papaleo, Sergio Rubini, Valerio Mastrandrea e Pierfrancesco Favino
  • la marcetta BRANCA BRANCA BRANCA LEON LEON LEON una volta che l’hai sentita non la dimentichi più!
  • voglio vedere chi si ricorderà qualcosa delle musiche di MDR, a parte il modernissimo (1973) grammelot di Celentano
  • la sceneggiatura di Age&Scarpelli era perfetta, senza cadute di ritmo
  • quella di MDR sbanda spesso in curva, ricorda le parodie di Franco e Ciccio, e alterna giochetti di parole a tentativi di serietà (la morte del Servo, nel sottofinale)

branmoshett

C’è però una chiave di lettura che spiega le molte illogicità di MDR; ve la darò dopo l’immagine.

Ma se non volete sapere come finisce il film, salutiamoci qui.
aramis

Immaginate che un ragazzino legga il romanzo di Dumas mentre la sua numerosa famiglia porta al camposanto un caro (?) congiunto.

Scopre così che c’è la morte, che anche durante i funerali ci si scontra con amarissime parole e che la sola possibilità di uscirne è sfrenare la fantasia.

Una fantasia capace di immaginare un luogo surreale, chiamato Su-per-Giù, al confine tra la Francia (dove si ammazza e si tortura col pretesto della religione) e la Spagna, paese dell’amore (dove anche un coglione dissoluto come Luigi può trovare moglie).

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Published in: on gennaio 3, 2019 at 12:20 pm  Comments (6)  
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JANE EYRE, by C. Fukunaga

Per me, quelli che stravolgono un testo letterario per inseguire i gusti del pubblico andrebbero cosparsi di pece e rotolati nelle piume di gallina (o altri pennuti). E’ la classica punizione che nel vecchio West era riservata ai bari, ai truffatori e ai falsari.

Molti esempi potrebbero essere elencati qui. Ad esempio IL GIRO DEL MONDO IN 80GG, una bischerata Disney del 2004, in cui Passepartout è cinese e A. Schwarzenegger interpreta un principe turco. E adesso arriva una nuova edizione dei Tre Moschettieri, che promette di essere anche peggio. Parodia per parodia, preferisco Paperino moschettiere!!!!

Fortunatamente non è sempre così.

I classici, soprattutto nel cinema inglese, vengono rispettati. Come in questo caso.

Per chi non conoscesse la trama di JANE EYRE, classico che più classico non si può (da quelle parti è popolare come da noi i Promessisposi), la riassumo qui.

LUI (riccone) si innamora di LEI (poverissima). Lei riama ma, quando si accorge che Lui ha moglie (pazza, ma legittima), fugge disperata. Meglio povera che disonesta (altri tempi…). La vuol sposare L’ALTRO (un prete anglicano, gentile ma un po’ loffio). Lei torna da Lui, che un terribile incendio ha reso cieco e vedovo. Love for ever.

Come dicevo, la storia non è stata stravolta. Fedeltà encomiabile. Ho controllato alcune battute, tipo “Vedo nei vostri occhi un uccellino curioso, chiuso in una gabbia…” C’è. C’è nel testo, capitolo 14.

Ne è venuto un film da Oscar. Stupenda la fotografia e i costumi (la concorrenza è temibile: THE TREE OF LIFE per la fotografia, ANONYMOUS per i costumi). Notevole anche la colonna sonora di Dario Marianelli, che ha beccato la statuetta nel 2006 per ORGOGLIO E PREGIUDIZIO (film che presenta notevoli analogie con questo, come ha giustamente notato Alessia in http://firstimpressions86.blogspot.com/2011/08/jane-eyre.html).

Bravi gli attori:

  • Mia Wasikowska (la protagonista)
  • Judi Dench (sempre brava, ci potrebbe scappare una nomination)
  • Romy Settbon Moore (l’alunna bilingue di Jane; appena 10 anni, ha sicuramente un futuro)
  • Jamie Bell (ve lo ricordate Billy Elliot, quel magrolino che ballava…? Ecco, è lui)
  • Michael Fassbender (già notato nei panni di C. G. Jung; quando chiede a Jane di parlargli dei suoi ricordi d’infanzia, ti aspetti che lei si sdrai sul lettino della psicanalisi; invece no, niente lettino… questo è un film puritano, in cui si ama solo in posizione verticale).