THE FABELMANS, film da Oscar

Premessa che non c’entra un cazzo col film di Spielberg.

Sto scrivendo un post su un film di 24 anni fa che, per motivi professionali, ho visto tante volte. E a voi che mi leggete chiedo: c’è un film che avete visto molte volte?

Fine della premessa che non c’entra un cazzo ecc
fabe

La trama non ve la racconto. La sanno anche i sassi.

Vi spiego solo perché mi ha colpito tanto.

Forse perché S. Spielberg e io siamo nati nello stesso anno?

Abbiamo attraversato gli anni Cinquanta in contemporanea e (a 6 anni) abbiamo visto THE GREATEST SHOW ON EARTH, compresa la scena del disastro ferroviario che tanto impressionò il piccolo Steven.

Nel 1962 abbiamo visto THE MAN WHO SHOT LIBERTY VALANCE. Però io l’ho visto a Bologna e lui a Phoenix. Lui ha vinto una carriolata di statuette dorate (a cui questo film ne aggiungerà altre, Golden Globes e Oscar).
osc

Né ho filmato i baci di mia madre con un amico di famiglia. E qui apro una parentesi sul divorzio: da noi negli anni ’50 e ’60 non si poteva divorziare e ci sembrava lunare che in USA bastasse l’incompatibilità di carattere per disfare un matrimonio; nella realtà trovare due caratteri perfettamente compatibili è rarissimo!

P. S. L’incontro tra John Ford e Steven Spielberg (allora 16enne) avvenne davvero negli studi della CBS a Los Angeles. In questo film Ford è interpretato da David Lynch (foto allegata).
joh

Published in: on gennaio 9, 2023 at 12:52 am  Comments (8)  
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Bill Turcotte, uomo dalle molte vite… (dopo aver visto la terzera puntata di 22.11.63)

Comincio dal romanzo.

Jake Epping (il protagonista) si allena a cambiare il passato.

Ma prima si impara a camminare poi a correre.

La grande missione per cui si prepara è salvare la vita di John Kennedy nel 1963; il test di allenamento è impedire a F. Dunning di compiere una orribile strage nella notte di Halloween 1958 a Derry (Maine)
derr
E qui compare Bill “senzabretelle” Turcotte. E’ un veterano della guerra di Corea. Odia Dunning, che probabilmente ha ucciso la sua prima moglie (sorella di Bill). In quella sanguinosa notte di Halloween Jake e Bill si contendono l’onore di uccidere Dunning (vince Bill, che però muore d’infarto).

Jake ritorna nel presente e, così facendo, cancella quanto avvenuto nel primo viaggio. Non chiedetemi perché: è complicato… diciamo che lo richiede l’economia del romanzo.

Secondo viaggio. Jake sfiora appena l’esistenza di Bill. Gli manda (dopo aver fatto secco Dunning in un agguato al cimitero) una lettera, firmata “un amico”: Caro Bill, vai da un bravo medico e fatti curare il cuore

Se Bill sia andato a curarsi non lo sapremo mai.

E ora passiamo alla serie tv
dallas
Nella quale serie (che continua a deludermi) Bill ha ventanni (e l’attore che lo interpreta ne dimostra anche meno), vive in un paesotto del Kentucky e non uccide nessuno. Scopre però che Jake viene dal futuro e si unisce a lui nella strada che porta a Dallas.

Mi dicono che Bill morirà presto… Ma io sto pensando che, se mi infilo nella Buca del Coniglio nascosta nel mio frigorifero, potrei tornare nel passato e convincere S. King (co-autore della sceneggiatura) a cambiare il finale.

 

Published in: on aprile 28, 2016 at 2:51 PM  Lascia un commento  
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La lettura di questo post potrebbe urtare la vostra sensibilità SE VOLETE LEGGERLO LO FARETE A VOSTRO RISCHIO E PERICOLO (dopo non dite che non vi avevo avvertito). In particolare parlerò degli stereotipi del linguaggio giornalistico, dell’ultimo romanzo di Stefano Benni, del ritorno all’ora solare, delle attrici italiane, delle primarie del PD e di altri disastri

benniPerché mi sono occupato finora solo di attrici straniere?

  • esterofilia?
  • scarsa considerazione delle attrici italiane?

Mah… La verità è che le prime che mi vengono in mente sono GRANDIOSE ma appartengono al passato: Sophia Loren, Claudia Cardinale, Monica Vitti…

Al loro confronto non riesco a chiamare DEE le contemporanee Sandrelli, Guerritore, Rocca, Morante, Impacciatore, Buy, Isabella Ferrari eccetera

E poi c’è da dire che molte nostre attrici preferiscono la tivvù al cinema. Si guadagna di più e si lavora di meno.

Barbara De Rossi, Elena Sofia Ricci, Caterina Sylos Labini, Veronica Pivetti… Tutte brave, per carità. Ma preferirei vederle sul grande schermo piuttosto che nello sbrodolamento televisivo.

PROMETTO di dedicare un post alle attrici italiane. Ma adesso cambio discorso.

Cosa dire di DI TUTTE LE RICCHEZZE, romanzo breve di Stefano Benni?

Stefano, ti ho sempre apprezzato come narratore fin da quando andavamo a scuola insieme (Scuola Media GUINIZELLI; allora si entrava da via S’Isaia). Ho lodato in questo blog molti tuoi RACCONTI… ma devo confessare che questa volta sono molto imbarazzato.

Devo proprio recensirlo?

Forse sì. La descrizione di alcuni personaggi (tipo Vudstok, quello che “pensa di assomigliare a Keith Richards… a me ricorda una mia bisnonna”) merita un approfondimento.

Facciamo così. Me lo rileggo con calma la sera di Halloween e poi se avrò gli INCUBI saprò chi accusare.

Già che parliamo di incubi, due parole sulle PRIMARIE del PD. 

In America le primarie funzionano. Avvicinano gli elettori ai candidati e viceversa.

Ma qui no.

Là sono competizioni sportive, come i trials per andare alle Olimpiadi. Chi vince va, chi perde no.

In Italia le primarie sono una guerra feroce. Sgambetti, colpi bassi, coltellate.

Anzi, una GUERRA DI RELIGIONE. Non si sceglie il candidato al posto di presdelcons. Si deve scegliere tra il MESSIA e l’ANTICRISTO. So di gente che sta facendo novene a Santa Rita perché Vendola non arrivi al ballottaggio e di altri che piuttosto che vinca Bersani eleggebbero il pulcino Pio.

pioSopravviverà il PD o bisognerà rifarlo da capo?

Concludo con l’imminente ritorno dell’Orasolare. Ligio agli ordini come sono attenderò le 3 di notte di domenica 28 e RIMETTERO’ INDIETRO LE LANCETTE.

Essendo affetto da insonnia non mi costerà molto. Se mi vien sonno SCRIVERO’ QUALCOSA (come negli anni scorsi): forse sugli stereotipi e le espressioni enfatiche di cui abusano i giornalisti.

  • Duro scontro in Parlamento (qualcuno ha votato sì qualcuno no; che c’è di strano? sarebbe strano se tutti fossero sempre d’accordo)
  • Le indagini proseguono a 360° (siamo in alto mare; non abbiamo la più pallida idea di cosa e dove cercare)
  • Le località di villeggiatura sono state PRESE D’ASSALTO dai turisti (espressione militaresca; dà l’idea di una sanguinosa battaglia, combattuta casa per casa, tra gli invasori delle CAMPERDIVISIONEN e gli eroici paesani)
  • Crollo in borsa (le solite manovre al ribasso, i soliti speculatori che vendono per ricomprare il giorno dopo guadagnandoci qualche milioncino… se volete sapere cos’è un vero CROLLO digitate Parmalat)

Commedie nere a Londra, da THE LADYKILLERS a FOUR LIONS

Agli inglesi piacciono molte queste storie, dove TUTTI (o quasi) i protagonisti muoiono. Tipo TEN LITTLE NIGGERS (dieci piccoli indiani) di A. Christie.

E ci ridono anche sopra. Come in quella parodia dell’AMLETO, dove tutti muoiono a torte in faccia. Sono fatti così: gli piacciono le storie di fantasmi e quella cretinata di Halloween. Forse dipende dal clima.

Ve la ricordate LA SIGNORA OMICIDI (sfiorò l’Oscar nel 1956) dove una banda di rapinatori si autodistruggeva? Alec Guinness, Peter Sellers, Herbert Lom, ecc morivano uno dopo l’altro. Alla fine restava viva solo una vecchietta totalmente suonata, di cui non ricordo il nome.

Beh, in questo FOUR LIONS (visto l’altro giorno al cinema Chaplin) i protagonisti non vogliono rapinare un furgone blindato.

Sono dei terroristi fai-da-te che, addestrati in Pakistan nel nome di Al Qaida, vogliono provocare una strage durante la maratona di Londra. Alla fine l’unica superstite è una vicina di casa (una ragazzona totalmente suonata, ma guarda te che analogia) che equivoca su quei giovani maschi che vivono da soli e li chiama “i porcellini gay”.

Ah, non volevate sapere come va a finire?

Ma io invece ci tenevo a dirlo. Per evitare equivoci sul termine COMMEDIA.

C’è ben poco da ridere, tirando le somme. A meno che non vi piacciano situazioni come la seguente.

Uno degli aspiranti kamikaze chiede perplesso ai compagni: “Siete sicuri che andrò subito in paradiso?”

Risposta: “Ma certo! Sarai in paradiso prima che la tua testa tocchi il soffitto!”


Published in: on giugno 13, 2011 at 9:20 am  Comments (1)  
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