VITE PARALLELE di due under 18

Torno a chiedermi: perché il cinema americano (o comunque straniero) offre di continuo parti importanti a giovani e giovanissime attrici, mentre qui no? E’ solo colpa della televisione?

E che fine hanno fatto le nostre Alice Teghil (incantevole in CATERINA VA IN CITTA’) e Carla Marchese (così brava in I BACI MAI DATI)?

Tema da riprendere nelle prossime settimane.

Qui di seguito dirò qualcosa su due attrici, una di Atlanta e una di Los Angeles…

Ah, un momento! Lasciatemi anticipare che nel prossimo post i protagonisti saranno attori con la faccia da duro, specializzati in ruoli drammatici (ma se la cavano egregiamente anche nelle commedie), nati nello stesso anno (e stesso mese) in cui sono nato io. Potevo ignorarli?

Tornando alle attrici, da chi comincio?

grintDa Hailee Steinfeld (d’ora in poi denominata H), nata l’11 dicembre 1996?chloe
O da Chloe Grace Moretz (d’ora in poi, C), nata il 10 febbraio 1997?

Comincio da C.

  • ha appena 8 anni quando interpreta Chelsea Lutz in AMITYVILLE HORROR
  • tra un horror e una commedia (ve la ricordate in 500 GIORNI INSIEME?) la carriera di C arriva al top; in KICK-ASS (2010) è “Hit-Girl” Mindy, scatenata supereroina in lotta contro il crimine
  • nel frattempo sono diventati di moda i teen-vampiri e C non poteva mancare; in BLOOD STORY è Abby, che ha 12 anni, ma li ha da tanto tempo…
  • C non passa tutto il suo tempo a sterminare cattivi e a bere sangue; ha anche uno sguardo dolce e lo dimostra in HUGO CABRET (2011)
  • tornano parti dark nel 2012 (DARK SHADOWS) e nel 2013 (LO SGUARDO DI SATANA; troppo bella C per interpretare Carrie: ditemi voi, una sventola così… evitata e sbeffeggiata dai maschi?)
  • se Carrie muore nel 2013, Mia Hall ritorna in vita (dal coma profondo) in RESTA ANCHE DOMANI (2014)

H, invece, ha girato pochi film. Ma ha lasciato il segno.

  • Nomination all’Oscar per l’interpretazione di Mattie Ross in IL GRINTA (201o). Ve la ricordate con Jeff Bridges e Matt Damon nel Territorio indiano?
  • TUTTO PUO’ CAMBIARE è del 2013. Violet è la figlia del protagonista.
  • nello stesso anno H è Giulietta Capuleti, in un film girato completamente in Italia.
  • e di Petra Arkanian (una 16enne intelligentissima, ma tenera e comprensiva) non vogliamo parlare? se, come è stato detto, ENDER’S GAME è la risposta americana al ciclo di Hogwarts, Petra è l’Hermione della Scuola di guerra (Ender è Harry, Bean è Ron)

C comparirà presto sugli schermi italiani in SILS MARIA, dove interpreta Jo-Ann, una giovane attrice.

H, a sua volta, ritorna nel vecchio West; in THE HOMESMAN (che ha rischiato di vincere la Palmadoro a Cannes) Tabitha attraversa le pianure del Nebraska insieme a Tommy Lee Jones (anche regista), Hilary Swank, Miranda Otto e Meryl Streep.

Published in: on novembre 4, 2014 at 9:24 am  Comments (2)  
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Ritorno a Bright Star

La domanda a cui cercherò di rispondere è la seguente.

PERCHE’ nel cinema anglosassone ci sono tantissimi esempi di bambine/i che sanno recitare BENISSIMO (Jackie Coogan, Freddie Highmore, Dakota Fanning, Hailee Steinfeld ecc) e IN ITALIA NO?

Se volete seguirmi, armatevi di santa pazienza perché devo aprire una divagazione MOLTO LUNGA.

Quando un film mi piace DAVVERO lo voglio subito rivedere (ci sono tanti dettagli che sfuggono la prima volta…)

Se è il caso, compro il DVD (mi sono pentito solo una volta di averlo fatto, magari un giorno vi dico il titolo di quel film), il che mi permette di

  • ascoltare la versione originale e, grazie ai sottotitoli, fare progressi nelle lingue straniere
  • fermare l’immagine e godermela (quando l’immagine vale la pena di essere fermata)
  • vedere fino in fondo i titoli di coda (spesso ci sono degli extra deliziosi nascosti lì, ma in sala me li perdo quasi sempre perché nel frattempo è iniziato il dibbbbattito con gli amici: mi è piaciuto, vi è piaciuto?, grande interpretazione ma però, avete colto la citazione?…)
  • varie ed eventuali
Sto rivedendo in questi giorni pasquali il dvd di BRIGHT STAR e più lo vedo più mi affascina (l’avevo già lodato
https://ilbibliofilo.wordpress.com/2010/06/22/bright-star/)
Compito difficile (raccontare gli ultimi anni e la morte di Keats), ma svolto alla perfezione dalla regista Jane Campion, responsabile anche del soggetto e della sceneggiatura.
Evitando il rischio del patetico, l’amore romantico è descritto e ammantato da musiche incantevoli (Mozart, soprattutto Mozart); perfetta la fotografia, costumi da Oscar.
Quanto agli attori, rinnovo l’applauso a Abbie Cornish (la protagonista), a Ben Whishaw (Keats) e a Paul Schneider (il cinico amico di lui; ripensandoci, anche questo personaggio ha un suo perché).
E qui arriviamo al punto: la protagonista ha una sorella di circa 10 anni (interpretata molto bene da tale Edie Martin) che continua a chiedersi se “il signor Keats è un idiota o no”.
A questo punto chiudo la divagazione MOLTO LUNGA.

Dunque, perché da noi non ci sono (tranne rare eccezioni) dei J. Coogan, dei F. Highmore, delle sorelle Fanning e (appunto) delle Evie Martin?

Una prima risposta è che là ci sono SCUOLE SPECIALI di recitazione e qua no (facciamo fatica a far funzionare le scuole normali…).
E poi, lo ha detto Maurizio Nichetti da qualche parte, i piccoli attori italiani, “gonfiati” dalle rispettive mamme, papà, zie ecc, sono affetti da PROTAGONISMO.
ESIGONO ruoli importanti, sognano carriere rapidissime in TV (dove si lavora poco e si guadagna molto), non sopportano di essere scartati a un provino…
D’altra parte, il nostro cinema sembra non avere ruoli adatti a loro. L’ultima parte degna di tal nome data a un under 14 risale a Baarìa (Peppino Torrenuova da piccolo); poi solo particine mute o quasi.
Per pareggiare l’interpretazione di George McLaren in HEREAFTER (il gemello superstite) bisogna sommare decine delle nostre commediole.