24 maggio 1915 (prendete appunti: probabilmente ve lo chiederanno all’esame)

Cento anni fa il regno d’Italia dichiarò guerra all’impero di Cecco Beppe.

Vedendo in prospettiva, possiamo dirlo subito: NON è una ricorrenza felice.

Occorre che spieghi perché?

Sangue, devastazioni, quel culto della vita militare (“l’igiene del mondo…”) che sappiamo cosa ci ha portato. Ci toccherà sentire la vecchia balla che quella guerra rinsaldò il popolo italiano? Alla fine gli italiani erano più divisi di prima: c’era una tale tensione tra interventisti e neutralisti, che il 4 novembre del 1919 il primo Anniversario fu celebrato in sordina, perché già tirava aria di guerra civile…

Ci toccherà anche risentire quella canzone di E. A. Mario, fasulla fin nei particolari?

“l’esercito marciava… per far contro il nemico una barriera…” (nella realtà, il nemico era schierato sulla difensiva; eravamo noi ad attaccare); dopo l’immagine elencherò alcuni dati che serviranno all’esame
guerra
Dicevamo?

Ah, sì; sapete a quali stati stranieri l’Italia ha dichiarato guerra, grazie alle scalmane belliciste dei suoi Capi?

(l’elenco è lungo e forse ne dimenticherò qualcuno)

  • Impero d’Austria (1866)
  • Impero d’Etiopia (1895; poi abbiamo fatto il bis nel 1935)
  • Impero turco (1911)
  • Impero austro-ungarico (1915)
  • Impero tedesco (1916)
  • Francia e Impero britannico (1940)
  • Grecia (1940)
  • Jugoslavia (1941)
  • Unione Sovietica (1941)
  • Stati Uniti d’America (11 dicembre 1941)
  • e mi fermo qui, perché sarebbe troppo lungo aggiungere tutte le altre guerre, interventi, “missioni di pace” ecc, che hanno mandato i nostri marinai e i nostri soldati a morire in Cina, Spagna, Libano, Balcani, Iraq…

E sapete quali stati hanno attaccato noi? NESSUNO, a parte quel simpaticone di Hitler, l’8 settembre 1943 (ma, formalmente, non era una dichiarazione di guerra)

In fondo noi siamo simpatici, facciamo tenerezza. Noi non siamo un popolo di guerrieri, siamo quelli di Arlecchino e Pulcinella, dei macaroni e della tarantella, figaro qua figaro là sono il factotum della città lalla la ralla lalla lallà!

Published in: on Mag 24, 2015 at 11:31 am  Comments (3)  
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Tutti alla guerra! Ma per riderci su…

APOCALYPSE NOW è l’unico film di guerra PROPRIAMENTE DETTO presente nella mia raccolta.

(ci sarebbe anche BARRY LYNDON, ma lì solo 30′ su 184′ riguardano eventi bellici)

Non mancano invece i film che hanno come oggetto la guerra, ma STRAVOLGENDONE I TONI DRAMMATICI. Insomma le parodie.

Eccoli in ordine cronologico:

  1. DUCK SOUP (1933; nell’ediz. italiana LA GUERRA LAMPO DEI FRATELLI MARX). La guerra tra Freedonia e Sylvania è solo un pretesto per una indiavolata rumba di gags surreali, tra le quali la parodia della Cavalcata di Paul Revere (che per gli Americani è una sintesi di Ettore Fieramosca, Nino Bixio e la piccola vedetta lombarda).
  2. BABETTE VA ALLA GUERRA (1959). I Francesi hanno abbastanza spirito per scherzare sulla loro Resistenza. NOI NO. Vi immaginate una commedia con Pieraccioni partigiano e Belen Rodriguez che si fa paracadutare dietro le linee tedesche?
  3. 1941 – ALLARME A HOLLYWOOD (1979). Steven Spielberg rischiò molto, realizzando un film così poco patriottico. Nel pandemonio successivo all’attacco di Pearl Harbour gli unici che riescono a colpire almeno parzialmente i loro obiettivi sono i marinai del sottomarino giapponese. I militari e i civili americani sono ugualmente ridicoli.
  4. STURMTRUPPEN (1976). Da noi è facile ridicolizzare le forze armate (vi lascio indovinare il perché) per lo più con farse trucide (Lino Banfi, Montagnani, Franco&Ciccio ecc ecc). Questo è forse l’unico film che meriti rispetto in questo campo (a parte che me l’ha regalato mia moglie) con le sue battute sarcastiche e la bravura degli interpreti: Cochi, Renato, Toffolo, Andreasi, Teocoli, Boldi…

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Apocalypse now, by F. F. Coppola

Joseph Conrad scrisse nel 1899 (e ripubblicò nel 1902) un breve romanzo intitolato CUORE DI TENEBRA. Era ambientato nella foresta del Congo: un capitano inglese, incaricato di ritrovare Kurtz (funzionario di una compagnia mineraria) lo trova presso una comunità indigena che lo venera come un dio; Kurtz è completamente pazzo e non vuole ritornare alla “civiltà”.

Il cinema italiano sfruttò l’idea (nel 1968, regia di E. Scola) per una commedia amarognola: RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A RITROVARE L’AMICO MISTERIOSAMENTE SCOMPARSO IN AFRICA? Lì era Sordi che risaliva un fiume dell’Angola per scoprire che il cognato (Manfredi) si era rifugiato presso una tribù (meglio loro che i parenti romani!) di cui era diventato lo stregone.

Ben diversa la versione di Francis Ford Coppola.

La scena è la guerra in Vietnam. Una delle più assurde della storia: gli americani combattevano contro un nemico invisibile una guerra non dichiarata, ufficialmente per aiutare il regime sud vietnamita, IN REALTA’ per sperimentare nuove armi e dimostrare a russi e cinesi di essere militarmente imbattibili.

In questo contesto un capitano americano riceve l’ordine di rintracciare il colonnello Kurtz oltre il confine della neutrale Cambogia. Kurtz è impazzito e ha costruito una specie di regno nascosto nella giungla, venerato come un dio dai cambogiani e da disertori americani.

“Sollevare dal comando” Kurtz significa in pratica ucciderlo. E Kurtz si farà uccidere senza opporre resistenza, dopo aver enunciato (nella sua lucida follia) che la guerra, anzi la vita intera, non è altro che ORRORE, PURO ORRORE.

LA FOLLIA è la protagonista di questo film grandioso, affascinante e sconvolgente. “Lascia senza fiato” (Truffaut),  “Un monumento della storia del cinema” (Irene Bignardi), “Un mito” (Morandini).

Follia la guerra in sé, follia il surf del colonnello Kilgore mentre sulla spiaggia cadono bombe di un mortaio vietcong, follia esibire conigliette seminude davanti a soldati arrapati…

Accludo una delle scene più famose di Apocalypse now: un attacco aereo accompagnato dalla “cavalcata delle valchirie” di Wagner.

il dottor Stranamore di Stanley Kubrick (1964)

Adesso qualcuno salterà su a dire che io sono un vecchio fissato “laudator temporis acti”.

Ma ditemi voi, dopo aver visto le mediocri pellicole degli ultimi mesi (se ci tenete a saperlo, dopo vi dico quali salverei) e averle paragonate ai capolavori del passato (Blade Runner, Barry Lindon, Apocalypse now, La stangata, Amadeus, MASH, La mia Africa ecc) COME SI FA a non “laudare” quel tempo.

Erano storie ben recitate da attrici e attori che venivano dal TEATRO (in questo caso Peter Sellers) e non dagli spot televisivi. Facce espressive, non fotomodelle/i. Satire taglienti, non cinepanettoni.

TRAMA. Scoppierà la Guerra mondiale e renderà inabitabile la crosta terrestre per un secolo. Come succederà? Da una parte un generale americano impazzito scatena un attacco nucleare sull’URSS, dall’altra un leader sovietico megalomane ha predisposto (senza dirlo a nessuno) una rappresaglia automatica e inesorabilmente inarrestabile. Ma il genere umano non si estinguerà: uno scienziato ex-nazista propone di salvare nel fondo delle miniere americane e russe una piccola percentuale di esemplari (un maschio ogni 10 femmine, per aumentare il tasso di natalità), che naturalmente comprenderà le elites politiche e militari. A pensarci bene, questo particolare deve aver ispirato gli autori di 2012.

Dicevo di Peter Sellers. Interpreta 3 personaggi essenziali: il dott. Merkwurdigliebe (in italiano, Stranamore: lo scienziato tedesco), il presidente americano Muffley e il capitano inglese Mandrake. Ci sono voluti 3 attori italiani per doppiarlo: Oreste Lionello doppiava lo scienziato.

Non ci provo nemmeno ad aggiungere aggettivi a quelli che sono già stati usati. Godètevi il video che ho inserito. Dopo (ma proprio perchè insistete) elencherò, tra i film usciti negli ultimi 2 mesi, quelli che ho apprezzato di più.

Vediamo un po’.

Nessun capolavoro nei mesi di Febbraio-Marzo.

Anzi, un solo film (IL CONCERTO) mi è piaciuto davvero. Ne ho parlato nel post del 17 febbr. Voglio solo aggiungere che non mancherà nella mia collezione di DVD e mi dispiace moltissimo di non capire bene il francese, perchè il modo in cui i russi storpiano il francese è (mi dicono) irresistibile.

Elenco infine altri sette nani opere che (anche se non mi hanno entusiasmato) meritano senz’altro la sufficienza

  • IL PROFETA – dramma a forti tinte; la brutalità del carcere è sottolineata un po’ troppo; se fosse durato 50′ in meno lo avrei apprezzato molto di più
  • INVICTUS – celebrazione (un po’ troppo retorica) di Nelson Mandela e della nascita del Sudafrica interrazziale; rende simpatico anche Matt Damon;  adattissimo a un pubblico scolastico
  • ALICE IN WONDERLAND – vedi il post dell’11 marzo; alcuni lo hanno massacrato; a me non è dispiaciuto (forse lo rivedrò)
  • AN EDUCATION – ne ho parlato il 17 febbr; una storia amara (una ragazzina si illude di aver trovato il grande amore e la disillusione è dolorosa) in cui un’insegnante fa una bellissima figura
  • GENITORI E FIGLI, AGITARE BENE PRIMA DELL’USO – ne ho parlato il 1° marzo; si può vedere, ma non comprerò il DVD
  • E’ COMPLICATO – ne ho parlato il 21 marzo; Meryl Streep regge sulle sue poderose spalle una commedia riuscita solo a metà
  • HAPPY FAMILY – l’ho visto ieri sera; non è male: descrive con vivacità un insieme di tipi bizzarri (ne riparlerò)

L’avventura di Walter Schnaffs

Tra un mese inizieranno le gare del Torneo BOOKLAND.

Devo ripassare i testi pagina per pagina, sennò come faccio a giudicare esattamente le risposte?

Cominciamo con Maupassant: agli alunni di terza è proposto (tra gli altri) un racconto (L’avventura di Walter ecc) che ha sempre riscosso buoni punteggi da chi lo ha letto.

WALTER, il protagonista, è un soldato (grande, grosso e infelice) dell’esercito prussiano.

Nel 1870, l’avanzata prussiana in Francia è inarrestabile. Ma Walter odia la guerra, odia la durissima disciplina e odia le interminabili marce. Quando la sera dorme sulla nuda terra avvolto da una coperta militare, Walter pensa all’affettuosa moglie e ai figli che forse non vedrà più. E piange.

Ha un solo desiderio: arrendersi ai francesi (così la guerra, per lui, sarà finita). Volete sapere se ci riuscirà?


, alla fine ci riesce. Dopo avere rischiato di morire di fame e di essere fatto a pezzi dai contadini della Normandia, Walter è preso prigioniero! E’ salvo!

Aggiungo che la sua avventura è raccontata molto bene. Maupassant è un grandissimo narratore e alterna toni sentimentali (il soldato che prova una struggente nostalgia della sua vita borghese) e umoristici (i comandanti francesi che trasformano la cattura di uno sbandato in un’impresa epica, inventando nel loro rapporto di aver costretto alla fuga un intero reggimento nemico).