Eulalia Torricelli di Forlì

Questa canzoncina era molto in voga quando ero piccolo. Era allegra e orecchiabile: la cantavano tutti. Dopo ve la faccio sentire.

Ma oggi, con la mania di inquadrare STORICAMENTE il tuttoquanto, mi chiedo: cosa si nasconde in questa storiella surreale?

Vediamo un po’. EULALIA è ricca (tra i castelli e la relativa servitù, è una feudataria) e romantica. Si innamora di un uomo rude che viene dai boschi (dell’Appennino romagnolo, e da dove sennò?) che però la maltratta e la conduce alla rovina.

Quell’uom dal fiero aspetto (guardia forestale sciupafemmine) si chiama Giosuè De Rossi. Alla fine se la squaglia e va “in Puglia”.

Sembrerebbe un’allusione a re Vittorio Emanuele e alla fuga dell’8 settembre. MA VE LA IMMAGINATE VOI UNA DONNA ROMAGNOLA CHE SI PERDE PER QUEL TAPPO????

CI SONO!!! Giosuè (il bastardo sciupafemmine) è BENITO MUSSOLINI, prima agitatore socialista (De Rossi = ex rosso) e poi duce.

Predappio è una cittadina appenninica in provincia di Forlì…

Quindi EULALIA rappresenta l’establishment prefascista (nobiltà e borghesia arricchita) che si affida incautamente a Mussolini e ne viene trascinata nella tragedia della guerra mondiale.

Prima di togliersi la vita (mangiando fiammiferi) EULALIA fa testamento e lascia la sua ricchezza “a chi castelli non ha”, cioè attua la redistribuzione delle terre che avviene nel dopoguerra (riforma agraria di A. Segni); infatti la canzone è del 1947.
Dunque tutto collima…

Secret Agent vs Murder on the Orient Express

Due film molto diversi, con alcuni punti di convergenza:

  • un grande attore (vi dirò poi chi è)
  • la complessità degli intrighi e dei mascheramenti
  • i treni da e per Istanbul
Cominciamo dai treni. In SECRET AGENT (A. Hitchcock, 1936) sul Salonicco-Istanbul si ritrovano i 4 protagonisti: una bellissima inglese, innamorata di un americano (MA FORSE NO), l’americano (che FORSE è una spia dei tedeschi), un sedicente generale messicano (FORSE un doppiogiochista) e un aristocratico inglese, che doveva essere morto (il film era iniziato con il suo solennissimo funerale: cose di spie). Arrivano 3 aerei inglesi (c’è la guerra, siamo nel 1916), bombardano il treno che deraglia. Qualcuno sopravvive.
In MURDERecc (S. Lumet, 1974) Poirot sale a Istanbul sul vagone letto dell’Orient-Express diretto in Francia. Sarà testimone dell’omicidio di un uomo d’affari americano (in realtà è un gangster di origine italiana) e resterà perplesso davanti a una folla di possibili omicidi.
TUTTI i passeggeri e persino l’inserviente delle cuccette hanno un segreto da nascondere e il delitto POTREBBE essere opera di un mafioso senza volto.
QUALE DVD TERRO’ NELLO SCAFFALE DEI PREFERITI?
Ardua questione.
What a dilemma…
Se si parla di regìa HITCHCOCK BATTE LUMET QUATTRO A ZERO.
In una scena un uomo sta per essere ucciso su una montagna svizzera. In una stanza d’albergo il suo cane comincia ad agitarsi, si agita sempre più, si mette a ululare… e la bellissima-inglese-di-cui-sopra (che sa cosa bolle in pentola) si agita e trema in sintonia. Basterebbe questo esempio per capire chi è il regista.
Al contrario, Lumet svolge un lavoro calligrafico, ma senza raggiungere la perfezione. Comunque è un gran film: perfetta fotografia, colonna sonora da oscar e un cast sontuoso (in alfabetico ordine, L. Bacall, M. Balsam, Ingrid Bergman, J. Bisset, J. P. Cassel, S. Connery, J. Gielgud, A. Perkins, V. Redgrave, R. Widmark, per citare solo i principali).
Forse li tengo nello scaffale tutti e due.
Infine (come preannunciato) l’attore che compare in entrambi: John Gielgud (grandissimo interprete shakespeariano) che nel ’36 era un romantico avventuriero e nel ’74 si era totalmente calato nel ruolo di impassibile maggiordomo, ruolo che Hollywood premiò con un Oscar nel 1982.