Ciao, Nelle

Pubblico la foto di una scrittrice americana, passata ieri a miglior vita. Dopo, se proprio volete, potrete leggere cosa ha scritto e perché il suo romanzo significa molto per me.
lee
Nelle Harper Lee (1926-2016) è famosa soprattutto per il suo romanzo TO KILL A MOCKINGBIRD.

Il titolo italiano è IL BUIO OLTRE LA SIEPE (non è facile tradurre Mockingbird, un uccellino simile al passero che vive solo in Alabama e stati confinanti).

Affascinato dal film (3 oscar, compreso quello a Gregory Peck) andai di corsa a comprare il romanzo.

Bellissimo il film, forse più bello il romanzo (ma sono cose difficili da comparare… come chiedersi se è più buono il gorzonzola o più furbo Renzi)

Dico solo che nelle pagine ci sono finezze narrative che, per forza di cose, l’immagine filmica non può rendere.

La protagonista del romanzo è la giovanissima Scout (in cui l’autrice proietta se stessa) e le sue riflessioni sulla vita e sulla difficoltà di capirsi e di convivere restano nella carta. Nel film il protagonista è l’avv. Atticus Finch (G. Peck, che con la sua grande presenza scenica eclissa gli altri personaggi).

Riflessione finale.

IL BUIO OLTRE LA SIEPE è compreso fin dall’inizio (dagli anni ’90) tra i testi proposti nel gioco didattico Bookland e ha sempre ottenuto voti oltre la sufficienza dalle lettrici e dai lettori. Cosa che mi dà molta molta gioia.

Post scriptum. Nel momento di andare in macchina vengo a sapere che questa notte Umberto Eco ci ha lasciati. Pare che sia approdato all’ISOLA DEL GIORNO PRIMA. Bisognerà che gli dedichi il dovuto omaggio… ma due necrologi nello stesso giorno sono troppi, non vi pare?

Published in: on febbraio 20, 2016 at 12:45 pm  Comments (2)  
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Ho viaggiato nello spazio e mi sono spogliata in assenza di gravità (ma non sono S. Bullock). Ho suscitato l’interesse di un ultrasettantenne (ma non mi chiamo Ruby)

marvinLee Marvin insegna che per prima cosa bisogna alzare il caneCAT BALLOU (1965)
barbareSenza scafandro sono ancora meglioBARBARELLA (1967)
gring
Ecco l’ultrasettantenne Gregory Peck (l’altro si chiama Jimmy Smits, ma chissenefrega) – OLD GRINGO (1989)
come
“Come sarebbe a dire che ho perso il posto?” – QUEL MOSTRO DI SUOCERA (2005)

Published in: on febbraio 6, 2014 at 9:45 am  Lascia un commento  
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LE DEE DEL CINEMA (dopo il Torneo delle Trilogie…)

MARILYN, BRIGITTE, SOPHIA… le mie prime emozioni cinefile me le avete fatte provare voi.

Sullo schermo passavano anche grandi attori: Marlon Brando, John Wayne, Gregory Peck, Kirk Douglas, Burt Lancaster, Sean Connery, Vittorio Gassman e chipiùnehapiùnemetta. Ma (chissà perché) mi attizzavano affascinavano più le donne…

Ragion per cui inizio oggi una galleria di STAR al femminile (degli attori mi occuperò l’anno prossimo, col permesso dei Maya)

Comincio con Uma Thurman (scusate se è poco).uma

Elenco i film in cui l’ho vista lavorare, in ruoli drammatici o da comedian.

Invito gli eventuali lettori a dare un voto (da 1 a 10) alle interpretazioni di Uma.

Di conseguenza i vostri voti diranno IN QUALE RUOLO Uma nostra ha dato il meglio di sé.

Ripeto: NON AI FILM, solo alle interpretazioni. Se il film non l’avete visto, naturalmente passate al successivo.

  • PULP FICTION (1994; interpreta Mia; nomination all’Oscar)
  • GATTACA (1997; interpreta Irene)
  • I MISERABILI (1998; interpreta Fantine)
  • VATEL (2000; interpreta la contessa di Montausier)
  • KILL BILL 1 (2003;  è la Sposa.. che ve lo dico a fa’)
  • KILL BILL 2 (2004; come sopra)
  • PRIME (2005; interpreta Rafi)
  • THE PRODUCERS (2005; interpreta Ulla Inga Hansen Bensen Yansen Tallen Hallen Svaden ecc e canta anche bene)
  • LA MIA SUPER EX-RAGAZZA (2006; interpreta G-Girl)
  • UN MARITO DI TROPPO (2008; interpreta Emma)

N. B. Potete aggiungere altre interpretazioni. Ad es, Sailor Fede ha visto BATMAN&ROBIN e ha dato 6,5POISON IVY, mentre la Medusa di Percy Jackson e le nozze coi fichi secchi prende solo 3.

Anthony Perkins, as Norman Bates

Mi sono chiesto perché l’intensa interpretazione di A. Perkins sia piaciuta così poco ai giurati dell’Academy (manco una nomination!).

MI RISPONDO. A quell’epoca era molto difficile piacesse un personaggio simile.

Norman Bates è un ANTIEROE. E’ uno psicopatico pluriomicida, ma non ha la grandiosità di certi “grandi cattivi” (da Riccardo III a Hank Quinlan, da Dracula al dottor Mabuse). Quando lo arrestano piagnucola, non tenta il suicidio…

In quegli anni l’oscar per il Miglior Attore premiava in genere Eroi “tutti-d’un-pezzo” come

  • il col. Nicholson (Alec Guinness) nel PONTE SUL FIUME KWAI
  • Ben-Hur (Charlton Heston) nel film omonimo
  • Elmer Gantry (Burt Lancaster) in IL FIGLIO DI GIUDA
  • l’avvocato Hans Rolfe (Maximilian Schell) in VINCITORI E VINTI
  • l’avvocato Atticus Finch (Gregory Peck) in IL BUIO OLTRE LA SIEPE
per non parlare di Spencer Tracy, che in quegli anni collezionava nomination (… il vecchio e il mare, giorno maledetto, e l’uomo creò satana, vincitori e vinti…) con le sue robuste interpretazioni dell’American Hero.

Forse (so che non tutti apprezzeranno questo accostamento) per aspettare un antieroe premiato dall’Oscar bisognerà aspettare il 1976.

C’è qualcosa di Bates nel McMurphy di QUALCUNO VOLO’ SUL NIDO DEL CUCULO…

I RAGAZZI VENUTI DAL BRASILE (e non parlo della nazionale)

Romanzo di Ira Levin (1976) e film diretto da F. J. Schaffner nel 1978.

Avevo letto il romanzo e ne ero rimasto impressionato. Era la prima volta che sentivo parlare della clonazione umana in termini realistici. Non come nei romanzi di SF, voglio dire: i principi scientifici e il procedimento erano descritti in lunghe pagine (che naturalmente nel film sono state riassunte in poche parole) e andai al cinema con molta curiosità.

Bel film, lo confermo dopo tanti anni. A molti critici (Morandini e Kezich, ad esempio) è sembrato invece pieno di difetti.

Ma bisogna capirli: erano gli anni ’70 e per loro (per Kezich, soprattutto) il Grande Nemico erano le multinazionali e gli USA, non il neonazismo. Per cui il film era assurdo, fuorviante, mistificante ecc.

A me è piaciuto. Laurence Olivier (Liebermann, il cacciatore di nazisti, chiaramente ispirato alla figura di S. Wiesenthal) e Gregory Peck (Dr. Mengele) sono da applauso. E sono affiancati da altri grandi attori, come J. Mason, Lilli Palmer, Bruno Ganz…

TRAMA ESSENZIALE. Liebermann sa che il dr. Mengele si nasconde in Sudamerica, protetto dall’organizzazione neonazista e dai dittatori locali (nel film quello del Paraguay, nel romanzo il brasiliano Geisel); viene poi a scoprire che Mengele ha creato in una clinica ostetrica nella giungla 94 cloni di Hitler, poi adottati da altrettante famiglie in Nordamerica e in Europa. Poichè non basta il genoma per avere copie conformi, ma bisogna riprodurre una storia personale il più possibile identica a quella di Hitler, gli sgherri di Mengele devono uccidere metodicamente i padri adottivi quando i figli arrivano a compiere 14 anni.

Come va a finire? Se proprio volete saperlo, ve lo dirò dopo l’immagine
boys
Liebermann viene a sapere che uno dei cloni, nel New Jersey, sta per compiere 14 anni. Si reca di corsa sul posto (da solo, senza neanche provare ad avvisare la polizia; chi gli crederebbe?) e, se non riesce a evitare che Mengele uccida personalmente il padre del 14enne, riesce a convincere lo stesso 14enne a scatenare i suoi dobermann contro Mengele che, con un contrappasso dantesco, è ucciso proprio dalla sua creatura.

Nel finale, gli agenti segreti israeliani vogliono la lista dei “piccoli Hitler” per eliminarli, ma Liebermann l’ha distrutta.

“Tutti -assolutamente tutti- hanno diritto di vivere e di scegliere tra il bene e il male” è la sua conclusione.