un reality show chiamato LAGER

Giustamente Allemanda mi fa notare che l’idea di un Grandefratello in cui i partecipanti siano ELIMINATI FISICAMENTE uno ad uno non è originale.

L’ha usata Amélie Nothomb in un breve ma densissimo romanzo: ACIDO SOLFORICO.

Aperta parentesi. Tutti i romanzi della Nothomb sono brevi. Embè? Anche IL VECCHIO E IL MARE, uno dei migliori che abbia mai letto, è brevissimo. Ma hanno subito dato il NOBEL al suo autore. Magari lo daranno anche ad Amélie, tra qualche decennio. Hai visto mai? Chiusa parentesi.

Trama essenziale. C’era un vecchio che pescava da solo nel Golfo del Messico… Scusate, mi sono distratto. Daccapo.

Trama essenziale. In un paese dell’Europo centrale si organizza un reality chiamato CONCENTRAMENTO. Un numero imprecisato di donne e uomini sono COSTRETTI a entrare in un lager: chi sopravviverà un anno a stenti e bastonate? Le quali bastonate sono inflitte da una decina di Kapò.

I Kapò (tutti giovani) sono stati scelti dagli Organizzatori tra gli ospiti del Lager; i requisiti sono: mancanza di scrupoli, energia fisica e cinismo. La più cinica è Kapò Zdena, brutale e arrogante ventenne che diventa famosissima (i telespettatori la odiano, ma non riescono a staccare gli occhi da lei) e rimane a sua volta affascinata dalla bellezza (esteriore, ma soprattutto interiore) della detenuta Pannonique.

Quando Pannonique sta per essere uccisa, Zdena si ribella clamorosamente davanti alle telecamere, provocando la fine dello show.                                                      

Ripeto: nel romanzo i partecipanti a CONCENTRAMENTO sono costretti con la forza. Nella nostra TV non c’è bisogno di costringere  nessuno: bisogna anzi selezionare (con un notevole sforzo organizzativo) tra le centinaia di migliaia di aspiranti.

Non escludo che un giorno si arrivi a un grandefratello con spargimento di sangue. Magari con “prove” di coraggio e di resistenza fisica al limite della sopravvivenza. Tutto è possibile, quando i dirigenti delle TV sono ossessionati dai dati Auditel e quando i concorrenti sono ansiosi di vendere l’anima al diavolo per un briciolo di notorietà.                   

Published in: on gennaio 17, 2009 at 5:39 pm  Comments (5)  
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IL GRANDE FRATELLO TI VEDE…

Quando ho cominciato a bloggare, a settembre, la prima cosa che ho fatto è prendermela col Grande Fratello. “C’è qualcosa di peggio?” mi sono chiesto. Beh, qualcosa di peggio c’è, anche se adesso non mi viene in mente…

Comunque, questo è il momento per spiegare perchè lo detesto tanto.

La domanda è: a chi piace il “grande fratello”? Perchè a qualcuno piace, non c’è dubbio. Milioni di telespettatori lo seguono assiduamente e molti di loro attraverso il televoto decidono chi deve uscire dalla Casa e chi, alla fine, vince.

E vincono sempre delle mezze calzette.

Se qualcuno ha delle qualità, anche modeste, state tranquilli che non vince: ho esemplificato in http://un-paio-di-uova-fritte.blog.kataweb.it/  

Azzardo un’ipotesi. Lo SGF (spettatore grande fratello; o spettatrice: presumo che prevalga il pubblico femminile, ma non posso verificarlo) si identifica con il concorrente mezzacalzetta PROPRIO PERCHè NON SA FARE NIENTE. Dice: “è imbranato e superficiale come me… spero che vinca!”

La rivalsa dell’uomo senza qualità, che arriva al successo e alla notorietà non per suo merito ma per puro culo. Lo stesso meccanismo per cui si tifa per il concorrente dei PACCHI di raiuno: che pacchia diventare ricchi senza alcun merito, solo per i capricci della Dea Bendata!

Ma c’è un’altra ipotesi, un po’ più inquietante.

Avete presente i giochi dei gladiatori nell’antichità? Provate ad accostarli ai concorrenti dello show, che entrano nell’Arena, si inchinano al pubblico e recitano le loro banali formulette di saluto così simili al famoso “Ave Caesar, morituri te salutant!”

Solo che invece di Cesare c’è Daria Bignerdi (no, sbaglio: Marcussi… ma si somigliano tutte) e gli spettatori, invece di alzare o abbassare il pollice, usano il telecomando.

Insomma, lo spettacolo è simile a quelli del Colosseo (manca solo lo spargimento di sangue, ma non è detto che in futuro…) e della Corrida (sempre Canale 5, non è un caso): dare allo spettatore l’illusione di decidere qualcosa, almeno in TV.

Con la differenza che alla Corrida chi applaude o fischia o suona i campanacci lo fa apertamente, spesso inquadrato dalle telecamere. Dà la faccia!

Invece al GF il voto è anonimo: tu stai a casa e abbassi il pollice senza essere visto.

Pollice verso! Sei stato nominato! De-vi mo-ri-re, de-vi mo-ri-re, de-vi mo-ri-re….

Published in: on gennaio 15, 2009 at 9:32 am  Comments (6)  
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