6 motivi per cui potete scommettere sull’oscar a Di Caprio (e un motivo per non farlo)

Primesimo motivo. Ha vinto il Golden Globe (best actor in a Drama); negli ultimi anni l’accoppiata globo-oscar è automatica (J. Bridges, C. Firth, D. Day-Lewis, M. McComesiscrive, E. Redmayne)

Secondesimo motivo. REVENANT vincerà la statuetta come Best Film (ho già spiegato perché); l’effetto scia favorisce quasi sempre l’attore protagonista

Terzesimo motivo. La legge dei grandi numeri. LDC è alla quinta nominescion e, come scrisse il profeta Salomone, “dagli dagli dagli, anche le cipolle diventano agli”

Quartesimo motivo. Si profila un lucrosissimo accordo tra la FOX e MEDUSACINEMA per la realizzazione di una serie di kolossal (il primo sarà GANGS OF CASTELVOLTURNO) con LDC e Checcozalone. E’ un affare da fantamiliardi di dollari… e molti giurati dell’Accademy hanno ricevuto offerte che non si possono rifiutare.

Quintesimo motivo. Se la statuetta non va a L. Di Caprio, chi glielo spiega all’orsa che ha lavorato per niente?

Sestesimo motivo. Mostradamus in una celebre centuria profetizza che “il leone e il leopardo uccideranno il biscione nero; da violento cavallo volteggiante sarà trainato, per il fatto il fratello lungo tempo sarà odiato” (chiaro, no?)
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Un motivo per non scommettere? Si chiama Eddie Redmayne. 

Secondo Roberto Nepoti (che di cinema ne capisce) “Eddie potrebbe costare a Dicaprio l’ennesima delusione agli Oscar”
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The winner is… THE GRAND BUDAPEST HOTEL

TGBH si porta a casa il Globo Dorato.

Non avendo ancora visto BIRDMAN non posso dire se questa vittoria sia meritatissima, ma devo recensire SERIAMENTE il vincitore (lo avevo fatto il 27 aprile ultimo scorso, ma in modo informale)

La trama la racconto dopo l’immagine. Così chi l’ha visto non perde tempo. Qui provo a spiegare perché è piaciuto tanto (non solo a me) e infine copio il giudizio di un blog più autorevole del mio (che pigro che sto diventando!!!).

E’ piaciuto ai giurati del Golden Globe Award (per gli Oscar sarà un altro paio di maniche) perché

  1. è un omaggio ai Maestri europei, al Chaplin del THE GREAT DICTATOR (l’invasione di Zubrowka, il personaggio di Henckels) e al Lubitsch di HEAVEN CAN WAIT (l’ironia, il ritmo indiavolato); si tenga conto che i giurati NON sono americani, ma rappresentano la stampa internazionale accreditata a Hollywood
  2. è interpretato da uno squadrone di star: R. Fiennes, A. Brody, T. Swinton, S. Ronan, W. Dafoe, F. Murray Abraham, J. Law, E. Norton, M. Amalric, T. Wilkinson, L. Seydoux, J. Goldblum and so on.
  3. esce dagli schemi: W. Anderson (profetizzo una nomination agli Academy Awards) dirige una “commedia” ironica e grottesca, durante la quale si riempiono una ventina di bare (ho perso il conto) e si miscelano sentimenti delicati, violenza, misteri e inseguimenti sulla neve; a giurati (europei) intelligenti questo piace molto

Lascio ora la parola a C., autrice di Post Scriptum, che così qualifica il film: “adorabile pellicola, cast incredibile, regia geniale, storia appassionante… filate subito a vederlo!”

Concordo e, dopo la locandina, SPOILER.
GBH
TRAMA ESSENZIALE. Fine anni ’30, nella mitteleuropea Zubrowka. L’eccentrico e raffinatissimo Gustave gestisce un grande albergo; viene accusato ingiustamente di omicidio; fugge dal carcere e scopre di essere erede di una grande fortuna; ma non potrà godersela.

Published in: on gennaio 12, 2015 at 12:20 pm  Comments (2)  
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Tema. I 3 migliori film del 2014

SVOLGIMENTO. Quest’anno ho (finora) visto solo 3 film veramente belli.

Eccoli (in ordine antialfabetico):

  1. THE WOLF OF WALL STREET
  2. THE GRAND BUDAPEST HOTEL
  3. AMERICAN HUSTLE

Mhhh… troppo corto. Devo riempire almeno una colonna. Sennò chi la sente la prof?

Ricomincio.

GRAND BUDAPEST HOTEL (di W. Anderson) è candidato ai Goldenpremi nelle categorie miglior film (settore commedia), miglior regista, miglior sceneggiatura, miglior attore protagonista.

Prima domanda: GBH è una commedia? Come tale è stata catalogata, nonostante

  • alla fine è faticoso contare i cadaveri; certo, in AMLETO ce ne sono di più, contando Rosencrantz e Guildenstern, ma Amleto non è una commedia
  • a parte il superlavoro per i becchini, si respira (fin dal prologo) un’atmosfera molto triste… un mondo elegante che è tramontato e non tornerà più

Seconda domanda: ha ancora un senso distinguere i film in commedie e drammi?

Forse la sola utilità di questa distinzione è che i Goldengiurati possono distribuire più premi.

hotel
Adesso che ci penso, anche gli altri film sopraelencati sono difficili da classificare:
hustleAMERICANecc è una storia di truffe e di gente sovraeccitata: non muore nessuno, ma scorrono molte lacrime.

Direi che era molto più “commedia” LA STANGATA (1973), dove i cadaveri non mancavano, ma c’erano un brio e una leggerezza indimenticabili.

wolf
Commedia THE WOLFeccetera?

Anche in questo film (il migliore dei 3, secondo me) i toni leggeri si mescolano a quelli cupi.

Mymovies se la cava definendolo “biografico”

Ecco, mettiamola così: rispecchia la vita, che è un pastrocchio dove la tragedia e la brutalità convivono con la farsa e il grottesco, dove F. Schettino (con tutti i morti che ha sulla coscienza) venne invitato a parlare all’università, dove la Santanché poggiò il suo deretano sui banchi del Governo e i morti da amianto gridano vendetta al Cielo.

Published in: on dicembre 13, 2014 at 12:34 am  Lascia un commento  
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