6 motivi per cui The Grand Budapest Hotel NON vincerà l’oscar per il miglior film

Ha vinto il Golden Globe (non lo assegnano gli americani) e vincerà sicuramente alcuni premi “tecnici” (sceneggiatura, colonna sonora, costumi ecc) ma non quello per il miglior film, perché

  1. Esce troppo dagli schemi classici del cinema ollivudiano: Protagonista contro Antagonisti, protagonista vince (o muore eroicamente, come in Braveheart); qui non è chiaro nemmeno chi sia il protagonista (Gustave? Zero? o piuttosto il mondo raffinato dei grandi alberghi del passato?)
  2. Ammettiamo comunque che Gustave sia l’eroe della fabula, una specie di Odisseo tra sirene, ciclopi e proci; è pieno di contraddizioni (colleziona poesie romantiche, ma medita di spendere la fortuna ereditata in “whiskey and whores”) e questo a Hollywood non piace
  3. TGBH si ispira a uno scrittore ultraconservatore pessimista (Stefan Sweig) che insultava i fascisti da destra e definì “barbaro mattatoio, quello che una volta era conosciuto come genere umano…”; e pensate che un messaggio simile piaccia ai giurati dell’Academy? Naaaa….
  4. TGBH è un film surrealista (pensate alla voglia sulla guancia destra di Agatha, agli innumerevoli monaci che vivono in cima alla montagna, ai coccodrilli nel fossato della prigione) e accoppiare il surrealismo a una statuetta dorata è, appunto, fuori della realtà
  5. TGBH è pieno di violenza (per contare i cadaveri ci vuole il pallottoliere) ma i sadici si divertono poco: i tanti ammazzicidi sono raccontati, non mostrati, sia che si tratti di avvelenamento (la nobildonna) o di defenestrazione (il gatto del notaio); insomma non c’è quel bum bum spettacolare che gonfia le vele di “capolavori” come ROCKY o IL GLADIATORE
  6. A parte tutto ciò, quest’anno l’oscar lo vince sicuramente BOYHOOD in base all’equazione B + G = O, dove B sta per BAFTA, G per GOLDEN GLOBE e O per OSCAR
Published in: on febbraio 10, 2015 at 8:33 am  Comments (2)  
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torno a parlare di THE ARTIST (e la volta prossima…)

Una settimana fa mi chiedevo quanti Oscar avrebbe portato a casa. Intanto ha beccato 3 Golden Globe: miglior commedia, miglior attore, miglior colonna sonora.

Ribadisco il giudizio: è un film FURBO.

Comincia col commuovere (il grande divo che tramonta ingloriosamente mentre la giovanissima star si arrampica sulla cima dell’Olimpo: un classico) e finisce in gloria. Un omaggio al cinema muto (la scena con l’attaccapanni ha un sapore chapliniano) confezionato molto bene.

E non sottovalutiamo la mossa antisovietica (nell’iniziale film-nel-film). “Putin, non alzare la voce! Noi a Hollywood sappiamo cosa pensare di voi, sporchi russi…”

Anche MIDNIGHT IN PARIS ha ricevuto un Goldenglobe (per la sceneggiatura; e qui non c’è distinzione tra soggetti drammatici e “leggeri”).

Altro film furbo: W. A. contrappone all’America contemporanea (che considera prosaica e bigotta) gli “anni folli” di F. S. Fitzgerald e di Gertrude Stein. Sesso alcool e charleston (niente droga per Woody e il rock potrà piacere a Celentano, non a lui).

Beh, ne riparliamo tra un mese…

Postscriptum: nel prossimo post si parlerà di GAME POWER, un mensile degli anni ’90 che molti non hanno dimenticato…

art

Published in: on gennaio 16, 2012 at 7:02 pm  Comments (9)  
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