Turisti, visitate l’Italia… se ne avete il coraggio!

Goethe fece testamento prima di partire per l’Italia nel 1786.
dili
Oggi non usa più viaggiare in diligenza, ma in Italia si rischia lo stesso.

Un autobus è stato schiacciato da un tiglio sul Lungarno.

A Roma è venuto giù un platano nel quartiere Prati. Meno male che i turisti erano già scesi.

(ma non sarebbe il caso di potarli questi platani?)
turismoPer non parlare degli incidenti ferroviari…
tren

…e degli incidenti stradali.
auto

Insomma in Italia il turista non si annoia mai. Può provare il brivido del pericolo in molti modi.

Che bisogno c’è di praticare il rafting nelle rapide del Colorado o di scalare l’Himalaya?

Viaggiate in Italia, voi tutte/i che amate il rischio!

Ma prima fate testamento.
raft
Nessun turista è stato molestato nella stesura di questo post

Published in: on maggio 22, 2018 at 2:39 pm  Comments (1)  
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il drammone di un russo, la commediola di un Genovesi

Ispirandosi molto liberamente al dramma firmato da Goethe, questo FAUST è ambientato in un mondo cupo e infelicissimo che sembra già l’Inferno o almeno la sua anticamera. 

Tutti (o quasi) hanno sempre fame, vanno a impegnare le poche gioie da un usuraio (il diavolo) e si ubriacano in una sordida bettola. Sono tutti vestiti male, tranne una misteriosa dama (interpretata da H. Schygulla) che dice di essere la moglie dell’usuraio-diavolo; il quale si aggira instancabile tra la folla ed esibisce davanti alle donne (che si fingono scandalizzate) la propria oscena deformità.

“Credete che all’Inferno vadano solo i cattivi, ma ci vengono anche i buoni” è una delle sue battute.

E il dottor professor Faust è buono?

  • Uccide in una rissa il fratello di Margherita (involontariamente, ma l’omicidio resta omicidio) e non sembra oppresso dal rimorso, tanto è vero che inizia SUBITO a corteggiare Margherita
  • La seduce, con l’aiuto del diavolo (Margherita non vedeva l’ora di essere sedotta, per la verità) e dopo una notte d’amore SE LA SQUAGLIA, pur sapendo che lei rischia una condanna a morte per matricidio (resta il dubbio che la vecchia sia morta davvero: il diavolo non dà certezze, ma solo DUBBI)
Diciamo che Faust è l’INSODDISFATTO per definizione. Appena ottiene qualcosa se ne va.
Per questo motivo il contratto firmato col sangue (la sua anima apparterrà al diavolo se avrà ricevuto anche solo un attimo di felicità) non sarà onorato: Faust non è mai contento e prosegue all’infinito nella sua ricerca. Dopo aver preso a pietrate il diavolo, si allontana tra i geyser e i ghiacciai dell’Islanda in un finale veramente epico.

Punto e a capo. Sabato un amico mi segnala che in un film appena uscito cantano MA L’AMORE NO. Sa che questa canzone mi è molto cara.

Era la canzone preferita di mia madre. Ancora adesso non posso sentirla senza commuovermi. Ma sarò scemo?

Perciò sono andato a vedere LA PEGGIOR SETTIMANA DELLA MIA VITA. Avrebbero potuto intitolarlo FANTOZZI SI SPOSA, in quanto il protagonista colleziona figuracce dal primo all’ultimo giorno.

Ogni tanto urla NOOOOO verso la macchina da presa, come chiedendo al regista di tagliare la scena. La serie dei suoi disastri è talmente fantozziana (il cane finito nella betoniera mi ha fatto ricordare il cagnolino della sig.na Silvani nel ristorante giapponese) da far sospettare che, tra 20 anni, la splendente sposina (interpretata da C. Capotondi) finirà col somigliare alla signora Pina.

E il resto è silenzio…

fabio