CHICAGO, film del 2002

Si può definire “commedia grottesca” CHICAGO, un film dove una storia realistica (un processo per omicidio) si intreccia con la sua trasfigurazione come commedia musicale.

Se lo avete visto (e vorrei lo aveste visto tutti) avete capito già tutto e sapete che alcuni critici hanno citato Brecht e la sua OPERA DA TRE SOLDI.

Se non lo avete mai visto, accludo un video (non è il massimo, ma non ho trovato di meglio) in cui la conferenza stampa di Rosie e del suo volpesco avvocato (R. Zellweger e R. Gere) si trasforma in uno show di marionette.

Altri “numeri” trasfigurano il venale avvocato (“se Gesù Cristo avesse avuto 5.000 dollari e fosse venuto da me, le cose sarebbero andate diversamente”) in un romanticone che “fa tutto per amore, solo per amore” e l’impiccagione di “Hunyak” Halenski in uno spettacolo di illusionismo. Lo stesso avviene per la carceriera “Mama” Morton, per “Cellophane man” ecc.

Moralmente parlando, è il trionfo del cinismo. La giustizia (solo nello stato dell’Illinois?) è un’illusione, tu puoi compiere ogni crimine MA LA FARAI FRANCA se hai un buon avvocato.

Al contrario, l’unica ad essere impiccata è (forse) innocente, ma ha due gravi difetti

  • non ha soldi e amicizie per assoldare Billy Flynn
  • non sa una parola d’inglese (a parte un disperato “no guilty”) e non può farsi capire

Ma questo non è un post moralista. Voglio solo sostenere che CHICAGO è un film affascinante, veramente affascinante, e lo propongo per il torneo

http://torneodeifilm.blogspot.com/

Published in: on agosto 24, 2010 at 7:57 am  Comments (2)  
Tags: , , , , ,

perché c’è tanta polizia nelle fiction televisive?

Da Maigret a Montalbano, da Derrick al Maresciallo Rocca, dal tenente Colombo all’ispettore Barnaby, passando per squadre di polizia, RIS, CSI, The Discrict, Texas Rangers, il commissario Rex e Raul Bova (improbabile agente dei servizi di Intelligence). C’è il crimine e dall’altra parte i tutori della legge che investigano, smascherano e spiegano.

La giustizia trionfa. SEMPRE.

Nella realtà non è così, lo sappiamo. La maggior parte dei crimini resta impunita, dal furto dei motorini ai delitti della mafia.

Non sapremo mai chi era veramente Jack lo Squartatore, come sono andate le cose quando uccisero John Kennedy… 

e Mattei? e Sindona? e Ustica? Delitti impuniti.

PROPRIO PER QUESTO piacciono tanto queste fiction poliziesche, queste “finzioni” in cui alla fine i birbaccioni sono sempre sconfitti.

NON CI RASSEGNAMO a vivere in un mondo in cui l’arbitrio, la disonestà e la sopraffazione trionfano. ABBIAMO FAME E SETE DI GIUSTIZIA.

Vogliamo che il crimine e l’ipocrisia siano sconfitti dall’intelligentone/intelligentona di turno. 

Almeno in TV.

POST SCRIPTUM (postato alle 22.00) Per essere precisi, qualche volta la polizia riesce nel suo intento: qualche mafioso viene arrestato, qualche apparato criminale viene smantellato, ecc… Per lo più, ciò avviene grazie a un’antica istituzione, chiamata “soffiata“, cioè alle informazioni che provengono da confidenti (categoria in cui regnano l’ambiguità e il doppiogioco, ma comunque indispensabile…) o da criminali veri e propri (desiderosi di eliminare la concorrenza).

Per capire bene certe situazioni vi consiglio di leggere e rileggere un famoso romanzo di Leonardo Sciascia, IL GIORNO DELLA CIVETTA.

Al quale romanzo (e al film che ne fu tratto nel 1968) dedicherò presto un post.