I bolognesi sono sempre stati matti. Ma anche i romagnoli non scherzano (in questo post accennerò al modo con cui Giuseppe Giacobazzi nel suo show incontra se stesso sul palco)

Ho già raccontato delle bizzarrie della vecchia Bologna; qui ne cito solo 3

  • lo storico cambio di identità tra Petronio (il Santo patrono) e papa Gregorio; da più di 220 anni in Piazza Maggiore si attesta il falso…

divus

  • il nome del quotidiano locale: in altre città si legge LA REPUBBLICA, LA NAZIONE, LA LIBERTA’, IL TEMPO (tutte cose serie) e qui si legge IL RESTO DEL CARLINO (sembra uno scherzo di carnevale)
  • chi abita in Via Malcontenti è contento di questo nome? e chi abita in Via Senzanome?

Detto ciò, vi presento un amico.

Non è bolognese (è nato ad Alfonsine), ma lo abbiamo adottato da decenni. All’anagrafe è registrato come Andrea Sasdelli (qua sotto, a sinistra).

In arte, Giuseppe Giacobazzi (a destra).

sasdellgiacob

Cominciò in radio, poi nel COSTIPANZO SHOW (anni 90).
costip

Venerdì sera abbiamo assistito al suo nuovo show: NOI – MILLE VOLTI E UNA BUGIA.

Titolo dichiaratamente pirandelliano: “ognuno sul volto mette una maschera, spesso più di una”

Sasdelli, lo show man, alterna una riflessione molto seria a gags classiche

  • i testimoni di Geova alla porta, la mattina presto
  • quando vai in banca a chiedere un mutuo
  • il venditore del Vorwerk Folletto che ti dimostra quanto è sporco il tuo pavimento
  • l’eccesso di tecnologia, con particolare riferimento ai sex toys

Ma il centro dello show è la dichiarazione che “ero arrivato a odiarlo quel comico con la giacchetta bianca, la cravatta nera a pallini e i sandali”.

Cosa succede poi?

NON POSSO SPOILERARE!

Sasdelli-Giacobazzi ci ha pregato di non svelare la sorpresa finale. Vi dico solo che sul palco potrete vedere insieme l’uno e l’altro.

Giacobazzi, Pizzocchi e Mister X (ovvero, quello che avvenne al teatro di via Libia…)

Prima di raccontare quello che è successo sabato sera al Dehon, un’anticipazione.

Nel prossimo postaccio riassumerò le vite parallele di 2 famosi attori, nati l’uno il 10 aprile del 1932 in una grande città all’estremità meridionale del Mediterraneo, l’altro il 30 dicembre dello stesso anno in una grande città all’estremità settentrionale dello stesso.

Detto ciò, ecco i fatti nudi e crudi.

Nome dello spettacolo: DUPLEX.

In scena il noto duo Giacobazzi&Pizzocchi.
duplex
Auncertopunto Pizzocchi Duilio (al secolo, Maurizio Pagliari) sta raccontando la storiella dell’allevatore che faceva mangiare bottiglie rotte alle pecore…

E’ VECCHIA!!! esclama qualcuno in platea.

(effettivamente è vecchia; la raccontò Noè sull’Arca e già allora gli dissero che la battuta su come ottenere la lana di vetro era vecchia; secondo alcuni biblisti l’avrebbe raccontata Abele a Caino, il che spiegherebbe quel che seguì…)

Comunque il Pizzocchi accusa il colpo. Balbetta che è troppo facile mettere in difficoltà l’attore nascondendosi nel buio della sala…

HO DETTO CHE E’ VECCHIA!! replica il disturbatore (la E di vecchia è molto romagnola) e un faretto lo illumina.

Risata generale. E’ Paolo Cevoli.
cevoli
Viene avanti col suo cranio lucente e stringe le mani delle signore.

Festa sul palco.

Poi il motivo della sua presenza viene svelato. Ha appena finito di girare un film, come protagonista e regista. Uscirà in primavera col titolo di SOLDATO SEMPLICE, ambientato nel 1917 sui ghiacciai alpini.

Tutto qui. E adesso mi rimetto a ridere, pensando alla storiella dei 2 bevitori che avevano trovato il modo di non pagare…

 

Published in: on ottobre 20, 2014 at 11:54 am  Comments (3)  
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Pizzocchi-Giacobazzi al teatro Fanin

Al teatro Giuseppe Fanin di San Giovanni in Persiceto ci sono quasi 600 posti a sedere. L’altra sera non c’era una sedia vuota. Avevano riempito anche il palcoscenico, lasciando solo pochi metri quadrati e due poltroncine per il duo PIZZOCCHI (al secolo, Maurizio Pagliari) – GIACOBAZZI (al secolo, Andrea Sasdelli).

Spettacolo affascinante quello di questi due cabarettisti. Lavorano insieme da una vita (anche se non hanno avuto lo stesso successo mediatico) e sono affiatatissimi.

Per chi non ha mai sentito Giacobazzi dal vivo, lascio qui un filmato che ne dà un’idea. Ma vi assicuro che in coppia con Duilio Pizzocchi è ancora meglio.

Poche righe per testimoniare la nostra (mia e di mia moglie) ammirazione.

Due grandi artisti, dicevo. Pizzocchi è irresistibile nella gag del camionista o in quella dello scippatore balordo che, messo in riga per un confronto all’americana, E’ LUI CHE RICONOSCE LA VECCHIETTA SCIPPATA: “è lei, è lei, la riconosco!”

Quanto al biancovestito Giacobazzi, ha caratteristiche uniche: è talmente simpatico che gli perdoni il vezzo di ridere delle sue stesse battute (è bello vedere uno che si diverte!) e, anche se certe gag le sai a memoria, il suo modo di porgere travolge gli spettatori a risate DA STAR MALE.

Ed è l’unico, in tutto il teatro italiano (credo), che non esorta a spegnere i telefonini.

“Mettiamo il caso che, mentre sei qui, RAMONA ti invia un sms e ti invita a una notte infuocata. Se hai il cellulare spento tu perdi un’occasione irripetibile E MI ODIERAI PER TUTTA LA VITA!!!! Preferisco vederti saltare in piedi gridando YUUUUUU e correre verso l’uscita: almeno tu serberai un buon ricordo di me….”

 

Published in: on marzo 23, 2009 at 9:16 am  Comments (1)  
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