Le coppie indimenticabili 8: GIULIETTA e FEDERICO

Sei film.

C’è bisogno di presentarli? Li conoscete tutti, vero?

La domanda è sempre quella. In quale di questi film l’indimenticabile coppia ha meritato maggiormente il vostro applauso?

  • LO SCEICCO BIANCO (1952)
  • LA STRADA (1954)
  • IL BIDONE (1955)
  • LE NOTTI DI CABIRIA (1957)
  • GIULIETTA DEGLI SPIRITI (1965)
  • GINGER E FRED (1985)

masinafedericofellini

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Published in: on marzo 4, 2014 at 4:03 pm  Comments (5)  
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DUE DOMANDE FONDAMENTALI (in allegato, profonde considerazioni sulla parola AMORE)

PRIMA DOMANDA FONDAMENTALE: Benigni è messo talmente male finanziariamente da dover accettare una parte così loffia?

SECONDA DOMANDA FONDAMENTALE: Possiamo fin d’ora candidare TOROMEWITHLOVE per il Premio CHIAVICA D’ORO 2013?

Alla domanda numero 1 rispondo negativamente. A quanto mi risulta Roberto sta bene a soldi.

Per spiegare la sua presenza nel cast ritengo si debba seguire un’altra pista. Dopo l’Oscar del 1999 il Nostro era famoso nel mondo (per non citare la parte in ASTERIX CONTRO CESARE), ma poi c’è stato il flop di PINOCCHIO…

Mettiamola così: quando si è stati sul red carpet non ci si rassegna a sparire. Ragionpercui Benigni DIREBBE SI’ A QUALSIASI PROPOSTA, magari una comparsata in MEN IN BLACK 4…

Alla domanda n° 2 preferisco non rispondere (per ora). Preferisco ascoltare il parere dei miei eventuali lettori. Perilmomento posso solo dire che ho visto in questi primi mesi del 2012 film ben più chiavicheschi, come il vanzin-obbrobrio BUONA GIORNATA.

Allegato finale. ATTENZIONE!!!!!! Leggere le seguenti righe può provocare SBALZI D’UMORE, CRISI CARDIACHE, ANSIA, ENURESI e PRURITO.

Come è stato dimostrato da Euclide, scrivendo ROMA al contrario si ottiene AMOR. Dobbiamo dedurre che ROMA sia il contrario di Amore?

Si consideri che nel titolo compare LOVE, parola ambigua che si può tradurre in molti modi, da “questo lo faccio SOLO PER TE, non lo farei per nessun altra/o” a “ti ho comprato anche i cioccolatini: me la dai o no?”

  • in un episodio, un’americanina particolarmente insulsa incontra un romano lungocrinito: non hanno ancora litigato (è lì che si vede se può funzionare) e già i genitori di lei traversano l’Oceano… QUANTA FRETTA!!!
  • poi c’è la pochade, ispirata al fellinesco SCEICCO BIANCO: mentre la mogliettina passa dalle braccia di Albanese a quelle di Scamarcio, il maritino viene sgridato da una escort (“sei arrivato vergine al matrimonio? vergogna!!!”); a parte che Penelope Cruz sta a Giulietta Masina come Berlusconi sta a De Gasperi, mi volete spiegare come tradurre LOVE in questo episodio?
  • altro episodio, altro tipo di amore; uno studente piuttosto ingenuo si infatua per un’attrice furba e capricciosa; A. Baldwin, qui nel ruolo di grillo parlante, gli ripete: “non ti accorgi che è fasulla? lasciala perdere!”; fortunatamente lei se ne va e lui torna dalla comprensiva fidanzatina.
  • infine, l’episodio di Benigni (e così il cerchio si chiude): qui l’amore NON C’ENTRA PROPRIO, c’è solo l’attrazione fatale che certe donne provano per il VIP di turno (“ti ho visto in tv, ergo voglio entrare nel tuo letto”); finita la notorietà, finita l’attrazione.

CONCLUDO dicendo che queste cose succedono a Roma, ma sarebbe lo stesso a Grosseto o a Innsbruck (però il film “venderebbe” di meno). Credo in definitiva che non sia Roma il contrario di Amore.

Se capovolgi AMORE, leggi Allen.

Invecchiando, Woody è diventato sempre più amaro e misogino. Davanti a questo Dio misterioso, di cui sappiamo così poco oltre alla sua forza irresistibile, non si inginocchia più (come in MIGHTY APHRODITE), ma si limita a sottolinearne sarcasticamente l’irrazionalità.

benigni

GIULIETTA DEGLI SPIRITI, film

Diretto da Federico Fellini nel 1965, non è certamente il suo capolavoro.

Ma lo rivedo sempre con piacere. Non è piaciuto a Morandini? Chissenefrega…

TRAMA. Giulietta è infelice, ora che ha scoperto l’infedeltà del marito. La madre e le sorelle non l’aiutano, le “amiche” ridono alle sue spalle, un’indagine affidata a un’agenzia di investigazioni toglie ogni residuo dubbio. Prova a ricambiare le corna, ma si tira indietro all’ultimo momento. Decide di lasciare libero il marito di “correre la cavallina” e di restare sola.

Come è naturale (trattandosi di Fellini) gli eventi si intrecciano continuamente con visioni, incubi, personaggi bislacchi e fantasie barocche.

In una di queste visioni la protagonista si rivede bambina in una recita scolastica: lei era una martire cristiana che dal martirio saliva in cielo (mediante carrucola), ma arrivava il nonno mangiapreti che interrompeva tutto e se la portava via. Nel finale lei sogna che il nonno torni a prenderla e la porti in cielo con lui.

Venendo dopo 8 E MEZZO, il film può esserne considerato la “versione femminile”: al posto di Marcello Mastroianni (che interpreta un regista in crisi permanente effettiva) c’è Giulietta Masina (la protagonista angosciata, oggi si direbbe “casalinga disperata”; ma alla fine lei ne viene fuori).

Una menzione speciale per Sandra Milo, allora polputa trentenne, nel ruolo di una vicina di casa molto disinibita. La scena in cui Sandrocchia (in due pezzi blu) fa salire da lei due giovani passanti causò il divieto per i minori di 14 anni.

Published in: on maggio 13, 2010 at 6:41 pm  Comments (3)  
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GINGER E FRED, film di Federico Fellini

1985. Uno dei migliori film di Fellini, secondo me.

Trama essenziale. Lui e lei erano stati (decenni prima) ballerini di avanspettacolo, passabili imitatori della coppia americana. Si ritrovano sul set di uno show telenatalizio a riproporre il loro numero. Se la cavano ancora. Addio alla stazione Termini. Lui: “Ti ho sempre amata…” Adieu adieu.

Lui: Marcello, malinconico gigione.

Lei: Giulietta, praticamente all’ultimo film.

Bravissimi tutti e due.

Procuratevi il DVD, se non ce l’avete già. Soldi ben spesi.

Particolare non trascurabile: è (oltre che una delicata storia d’amore) una feroce satira della TV berlusconiana. Presentato da un cinico e ipocrita trombone, che finge di commuoversi tutti i momenti (vi ricorda qualcuno?) il megashow è una grottesca sfilata di mezzecalzette, fenomeni da baraccone, “casi umani” (il prete innamorato, ecc) e gnocche mezzenude. Incombe la pubblicità di polenta e insaccati.

Scena memorabile (dopo un’ora e 22′). Lei, presa da una crisi di panico davanti allo specchio per il trucco, vuole andarsene; ma nella sala entra il PRESIDENTE Fulvio Lombardoni. Aggirandosi tra cortigiani e divette, si avvicina a LEI, la seduce con un sorrisone e due frasette gentili, accenna a ballare “cheek to cheek”. LEI cambia idea: the show must go on.

Mi dispiace non poter mostrare il videoclip. Ma ve l’ho detto: accattateve ‘o DVD.