2 novembre – Tanti ce n’è da commemorare…

Prima di David Bowie, di Dario Fo, di Umberto Eco, di Alan Rickman, di Harper Lee, di Giorgio Albertazzi, di Ettore Scola ecc (allego le foto) celebro il ricordo di Valeria Solesin (ho già spiegato chi era) e delle altre vittime del terrorismo (da Parigi 13 novembre a Nizza 14 luglio).

Care/i amiche/i, non vi dimenticherò.

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Morire, dormire… dormire, forse sognare… (omaggio a Giorgio Albertazzi)

Ciao, Giorgio.

Scrivo due righe per ricordare che grande attore sei stato.

Lo faccio con qualche giorno di ritardo; ma sai, sono un pigrone… e comunque non avevo pronto il “coccodrillo”

Sei stato il principe Myskin e l’imperatore Adriano, Dante e Jekyll, don Giovanni, il cardinale Antonelli e Rodion Romanovic Raskolnikov.

Ma, soprattutto, Amleto.

La prima volta che ti ho sentito nel monologo (Teatro Duse, Bologna) era il dicembre del 1964; l’ultima (nello stesso teatro) era il gennaio 2013.
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Ora ti sei addormentato. Quali sogni ti visiteranno nel sonno della morte?

Te li auguro pieni di musica e di belle donne.

Published in: on maggio 30, 2016 at 6:54 am  Lascia un commento  
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Albertazzi al Duse

Mercoledì sera al teatro Duse. Filosofi sulla scena, nel senso che Albertazzi interpreta F. Nietzsche e Protagora (nelle serate precedenti si era calato nei panni di Platone e di Ratzinger, ma io non c’ero).

Alla fine il pubblico ha applaudito lungamente. L’applausometro ha misurato la sonorità degli applausi a Protagora (52) e a Nietzsche (35): la vittoria di Protagora è comprensibile, in quanto Albertazzi lo ha descritto come campione dell’Ottimismo, mentre Nietzsche era il Pessimista.

“Tu, amico Protagora, ci parli della Democrazia e del Progresso… io, che per ventura vivo 2400 anni più tardi, ho constatato che la democrazia non è servita ad altro che a trasformare gli uomini in pecore…”

Giorgio Albertazzi è un abilissimo, impareggiabile animale da palcoscenico.

Potrebbe recitare l’orario ferroviario o il regolamento dell’Azienda del gas, il pubblico ne sarebbe ugualmente deliziato.

C’è da aggiungere che non c’erano solo i filosofi in scena. Nel suo monologare Albertazzi ha divagato in lungo e in largo, ha parlato della vecchiezza, di Dante e Beatrice e di Giulietta…

e quando ha iniziato con “se sia cosa più nobile sopportare pazientemente gli strali e i colpi di balestra…” ho provato un brivido. Ricordando che, in quello stesso teatro, 45 anni prima (alla vigilia degli esami di maturità) ero spettatore dell’Amleto con Giorgio Albertazzi.

Published in: on gennaio 21, 2010 at 10:22 pm  Comments (6)  
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