Problema. La mamma va al mercato con la cittadinanza card…

Cosa ha comprato la mamma?

  • 75 grammi di mortadella
  • una guida turistica di Genova (bisognerà pure incrementare il turismo per quella sfortunata città…)
  • una confezione da un kg di sale grosso
  • un city pass valido per 10 corse sull’autobus
  • un costume da Donna Vampiro (è quasi Halloween)
  • una scatola di viagra, contenete 4 compresse (per il marito? per il figlio? per il vicino di casa? meglio non precisare)
  • una statuetta di gesso alta 14 cm raffigurante Padre Pio
  • 120 gr di lardo di colonnata
  • 6 lampadine LED Philips E27
  • una confezione di Nutella da 25 grammi
  • 24 scatolette di cibo per gatto “No trip for cats” da 85 grammi ciascuna

Quali acquisti saranno giudicati di prima necessità?
clint

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il Gabibbo

Perché quella faccia schifata? E’ cultura anche il Gabibbo, eccome se è cultura!

E’ un personaggio televisivo conosciutissimo: non fate finta di non conoscerlo, se non siete vissuti sulla Luna negli ultimi 18 anni (sarebbe come fingere di non aver mai sentito dei Simpson, di cui mi occuperò tra breve) o non vi hanno praticato la lobotomia.

Ha una sua storia e un suo significato simbolico, entrambi importanti.

Riguardo alla storia, mi limito a citare Wikipedia. La voce “il Gabibbo” è impeccabile, sia per l’origine del nome (dal genovese “gabibbu”, meridionale) sia per le controversie legali con la Western Kentucky University.

Voglio ricordare che, all’inizio, il Gabibbo non era il pacioccone buonista che è oggi, più o meno seriamente impegnato a segnalare sprechi e malefatte.

ERA UN VIOLENTO: la sua frase abituale (nei primi anni ’90) era “TI SPACCO LA FACCIA” e in una occasione si mangiò topo Gigio.

In sintesi era una proiezione del carattere anarchico di ANTONIO RICCI, il Ricci di Lupo Solitario, Matrioska e L’araba fenice.

Poi (si sa com’è la vita…) Ricci si è rassegnato a un ruolo impiegatizio.

Le sue trasmissioni come Striscialanotizia sono diventate conformiste e perfettamente omologate allo stile Mediaset: un perpetuo carnevale dove si finge di contestare goliardicamente il sistema.

In conclusione, caro Gabibbo, ti sei imborghesito anche tu: non spacchi più la faccia a nessuno.

Mi piacevi più all’inizio; ma ti capisco. Anche tu devi mangiare.

 

Published in: on maggio 2, 2009 at 4:04 pm  Comments (6)  
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