Le 7 vite di Maria Sklodowska (potete farci una tesina per l’esame di stato; ma citate la fonte!)

Nata a Varsavia il 7 novembre 1867 dimostrò fin da giovanissima eccezionali capacità.

Si laureò in chimica e in fisica alla Sorbona di Parigi.

Durante un viaggio a Londra nel 1892 si verificò un episodio (siamo in pochi a conoscerlo) che diede un’imprevedibile svolta alla sua vita.

Si trovava alla stazione di King’s Cross quando notò strani fenomeni presso il pilone che separava il binario 9 dal binario 10. Unitasi a un’insolita comitiva di viaggiatori, salì con loro su un treno e si ritrovò alla Hogwarts School of Witchcraft and Wizardry. Lì si impadronì presto (grazie alle sue straordinarie doti) delle nozioni teorico-pratiche necessarie per realizzare l’incantesimo multiplicatio.

Com’è noto, chi riesce a padroneggiare questo incantesimo vive contemporaneamente in 7 luoghi diversi.

Fu così che Maria

  1. ritornò a Parigi, sposò Pierre Curie, ottenne il premio Nobel per la Fisica (1903) e per la Chimica (1911); in onore di Marie Sklodowska Curie fu dato nome Polonio all’elemento di numero atomico 84, un semi-metallo radioattivo molto raro
  2. visse a lungo in Inghilterra, dove si faceva chiamare Agatha Christie; scrisse 77 romanzi, decine di racconti e drammi popolarissimi (Trappola per Topi); delle sue opere furono stampare oltre 2 miliardi di copie; i personaggi da lei creati (Miss Marple e Hercule Poirot) sono famosissimi
  3. in Italia fu nota col nome di Maria Montessori, prima donna a laurearsi in Medicina in Italia; ideò e promosse in tutto il mondo scuole e centri di ricerca pedagogica, basandosi su un metodo innovatore che da lei prende il nome; nutrì una grande ammirazione (ricambiata) per il Mahatma Gandhi
  4. in Germania si chiamava Rosa Luxemburg; esponente del pacifismo e della socialdemocrazia, fu uccisa nel 1919 durante un tentativo di insurrezione; conosceva bene Lenin e lo criticò in un saggio sulla rivoluzione russa, sostenendo che il sistema sovietico (impedendo la libertà di stampa) avrebbe nel tempo tradito il suo slancio rivoluzionario e costruito unicamente una casta di burocrati
  5. in America col nome di Amelia Mary Earhart conquistò fama mondiale; traversò in aereo l’Oceano Atlantico nel 1928 pochi mesi dopo Lindbergh e (nel 1932) l’Oceano Pacifico da sola; durante il tentativo di completare il giro del mondo scomparve con il suo aereo presso l’atollo di Nikumaroro
  6. col nome di Isadora Duncan diventò una delle ballerine più celebri della storia; il suo stile antiaccademico suscitò entusiasmi e aspre critiche, come diedero occasione di scandalo le sue relazioni con Eleonora Duse e col poeta russo Esenin; la sua movimentata esistenza si interruppe il 14 settembre 1927, quando la lunghissima sciarpa che le avvolgeva il collo si impigliò nella ruota posteriore della sua Bugatti
  7. la settima vita non si è ancora conclusa e si è svolta prevalentemente nel castello di Hogwarts; lì Maria è nota come Minerva McGonagall (McGranitt nella versione italiana), insegnante di Trasfigurazione, capo della Casa di Gryffindor e, dopo la morte di Albus, Preside della Scuola.

 

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IL PALAZZO DEL VICERE’ di G. Chadha

IO – “Questo film andrebbe studiato a scuola. Qui c’è la storia del colonialismo e della decolonizzazione, il tema della convivenza delle religioni, ci sono Gandhi, Nehru, Churchill…”

PAOLA – “Se provassi a farlo vedere ai miei alunni passerei dei brutti momenti; denuncerebbero al Telefono Azzurro la mia crudeltà

  • perché c’è troppo dialogo e poca azione
  • perché c’è una storia d’amore senza una briciola di sesso (non si baciano nemmeno!)
  • non ci sono eroi spaccatutto (la violenza c’è, eccome, ma è collettiva)
  • forse quello che provocherebbe maggior delusione è la mancanza della contrapposizione manichea “buoni-cattivi”; chi aveva ragione? quelli come Gandhi che volevano far convivere nello stesso stato gli indù, i mussulmani, i sikh ecc? ma la coabitazione forzata non avrebbe aumentato le stragi?

Meglio riservare il film a spettatori particolarmente inclini alla riflessione.

Ma mi accorgo che ho accennato solo indirettamente alla trama. Lo farò dopo l’immagine e aggiungerò qualcosa a proposito di un film americano dell’anno scorso con molte analogie a questo VICEROY’S HOUSE.
lasd

Delhi 1947. Lord Mountbatten, cugino di re Giorgio VI, viene inviato dal governo (laburista) di Londra a gestire la difficilissima indipendenza del subcontinente indiano. Verrà spartito in due stati, uno induista e uno islamico?

E come si concluderà la love story tra il giovane indù Jeet e la giovane musulmana Aalia?

Stavolta niente spoiler.

Rivelo soltanto che nel finale ci sono colpi di scena, mentre la prima parte appare noiosa ai ragazzini in sala (anche perché non muore nessuno).

Come dicevo sopra, ARRIVAL (ha sfiorato l’Oscar, ricordate?) ha notevoli analogie con IL PALAZZO DEL VICERE’.

Al centro c’è il problema della convivenza e la difficoltà del dialogo (in un caso tra terrestri e alieni, nell’altro tra fedeli di diverse religioni).

E c’è il confronto tra l’istintivo “ammazziamoli-tutti” e la razionalità (che, in ARRIVAL, prevale).
arriva

 

Published in: on ottobre 18, 2017 at 7:43 am  Comments (5)  
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