Thank you, Gabriele Muccino!

Devo proprio ringraziare Muccino. Grazie alla sua web-esternazione su Pasolini regista ha permesso a molti umoristi di esercitare la loro arte.

E permette a me di ritornare su Pasolini (nel post del 28 ott non avevo toccato l’argomento cinema).

Adesso vi dico qualcosa sullo stile “scabro e austero” di P. P. Pasolini.

Poi elencherò alcuni frizzi dal forum di http://www.spinoza.it (sono autorizzato dal grande filosofo)

Mettiamo a confronto IL VANGELO SECONDO MATTEO (1964) e il GESU’ DI NAZARETH di Zeffirelli (1976).

Da una parte una laica riflessione sul messaggio di Gesù, senza attori di grido e senza colori. Dall’altra un santino coloratissimo, farcito di divi visibilmente poco convinti (Peter Ustinov, Laurence Olivier, Anthony Quinn, Rod Steiger, Claudia Cardinale…). Secondo voi, dov’è il vero cinema?

  • Muccino critica Pasolini regista. MANCA LA VIRGOLA DOPO “CRITICA”
  • Muccino critica Pasolini come regista. SAREBBE STATO MEGLIO FARLO GIOCARE TERZINO
  • Muccino critica Pasolini “Non basta essere scrittori per trasformarsi in registi” BASTA ESSERE IL FIGLIO DI UN DIRIGENTE RAI
  • E comunque Muccino ha criticato il Pasolini regista, non quello scrittore. PER QUELLO, SE HO CAPITO IL MECCANISMO, CI PENSERA’ FABIO VOLO
  • A PASOLINI E’ ANDATA BENE: MUCCINO POTEVA DIRE CHE L’HA SEMPRE PRESO A MODELLO
  • Bravo Muccino: (INCOMPETENTE) come te nessuno mai.
  • Muccino critica Pasolini regista: “NON HA NEANCHE LE IMPRONTE SULLA WALK OF FAME!!!!”

ppp

Published in: on novembre 4, 2015 at 4:28 pm  Comments (2)  
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tre film in febbraio

An education è un bel film inglese, candidato a 3 Oscar (miglior film, miglior attrice protagonista, miglior sceneggiatura).

LEI è una 17enne che sogna di potersi iscrivere a Oxford. Incontra un fascinoso affarista con una coupé rossa, perde la testa, non vuole più andare a Oxford. Preparate i fazzoletti per il finale.

Tra le attrici non protagoniste ho notato la grande EMMA THOMPSON (è la preside) e Rosamund Pike (in Orgoglio e pregiudizio era Jane, la bellissima sorella di Lizzie Bennet).

IL CONCERTO è una coproduzione franco-romena, diretta da Radu Mihaileanu, quello di Train de vie. Con il quale Trainecc ha in comune l’umorismo e l’ottimismo: anche le imprese più impossibili possono riuscire, l’importante è non rassegnarsi alla sconfitta.

LUI è un poveraccio. Era stato “direttore di grande orchestra di Bolshoi”, ma lo avevano retrocesso a uomo delle pulizie ai tempi di Bresnev.

Per un puro caso (intercetta un fax che era diretto alla “vera” orchestra) finisce con l’esibirsi con i suoi vecchi amici concertisti in un grande teatro di Parigi. Nonostante siano un po’ arrugginiti, il mestiere e la magia della musica funzionano. Applausoni e lacrime (si viene a sapere di chi è figlia la solista).

Infine, un film italiano. Dieci anni fa mi era piaciuto molto L’ULTIMO BACIO, ma questo sequel mi ha un po’ deluso. E’ un dramma, più che una commedia. Anzi un MELODRAMMA: ci sono tutti gli ingredienti classici, tradimenti gelosia uno si spara gravidanze a go-go (niente precauzioni?) un probabile cancro al cervello…

Diciamola tutta. Sembra una soap opera, tipo SENTIERI o BIUTIFUL. Primi piani in eccesso, sequenze brevissime, dialoghi scontati: ti devo parlare, dimmi, sono incinta, ah!, non mi chiedi di chi?…

Per non parlare delle marchette pubblicitarie. Tutti vanno in giro con auto nuove e lucide (Italia del benessere…): ho notato una BMW, una Mercedes, una Lancia Ypsilon (e non sono un buon osservatore), nessuna delle quali aveva un’ammaccatura o uno schizzo di fango. Per non parlare di Actimel (che rinforza le difese naturali dell’organismo…) su cui si diffonde il pubblicitario Stefano Accorsi.

Gli attori, però, sono bravi e professionali. Soprattutto la Impacciatore e Piefrancesco Favino. 

Concludendo. Muccino, ti vogliamo bene. La volta prossima puoi fare di meglio. Stacce (voce del verbo “starci”).

Perchè non lo facciamo in Italia?

Quello che ha deciso Sarkozy (a proposito della pubblicità sulle reti pubbliche) perchè non lo facciamo qui?

In Francia è come da noi. Da una parte il servizio pubblico, dall’altra le TV commerciali. Quella che potremmo definire la RAI francese fino all’altro ieri farciva i suoi programmi con quintalate di pubblicità. Ora non più. Penserà il governo con un fondo speciale a ripianare il deficit.

Perchè la RAI non prova a fare a meno della pubblicità, almeno nei programmi serali?

Finchè sono interrotte dagli spot fregnacce come LA VITA IN DIRETTA o ITALIA ALLO SPECCHIO, che alternano notizie ansiogene di cronaca nera a pensosi quesiti esistenziali su temi Emanuele Filiberto ha cambiato fidanzata? et similia, POCO MALE.

Ma ogni tanto va in onda un bel film o un programma interessante (stasera su F. De Andrè: oseranno infarcirlo con “minestroni orogel” o “vodaphonelifeisnow”?). Almeno esentate RAITRE dall’umiliazione, vi prego!

Badate bene che non sono uno di quei Savonarola che i pubblicitari li brucerebbero tutti. Certi spot mi divertono: avete presente la tipa che, dopo essersi allenata “alla Rocky”, riesce a dire DI PARMA?

E non dimentico che Fellini, Tornatore, G. Muccino ecc. hanno lavorato (bene) nel settore.

Però si potrebbero concentrare gli spot in finestre tipo CAROSELLO. Gli sponsor calerebbero? Chissenefrega degli sponsor! Vuol dire che alla RAI avrebbero meno miliardi e meno direttori generali!

Published in: on gennaio 9, 2009 at 2:54 pm  Comments (4)  
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La ricerca della felicità

Film di Gabriele Muccino del 2006. Primo (e spero non ultimo) girato in America, con cospicuo budget e un big actor, Will Smith.

Trama. Un piazzista ambizioso ma sfortunato finisce letteralmente sul lastrico per una speculazione sbagliata. La moglie se ne va, lasciandogli il figlio di 6 anni. Non si perde di coraggio, però, e dopo sei mesi di sforzi e di FAME riesce a trovare un lavoro adeguato alle sue capacità e (quello che più gli sta a cuore) benessere al figlio.

A noi italiani fa un po’ impressione vedere una scena in cui padre e figlio passano la notte dormendo nei bagni della metropolitana. Da noi FINORA è molto improbabile che uno da ricco finisca così (c’è sempre la famiglia, gli amici…) ma in America non è sembrato tanto strano.

Da loro succede spesso. Infatti nella produzione e nella presentazione del film è stato molto utile il vero Chris Gardner, miliardario californiano che da giovane ha avuto davvero alti e (molto) bassi così.

E poi c’è un altro fatto. Un italiano (in genere) se si trova con l’acqua alla gola SI ADATTA e va a fare il cameriere, il postino, il buttafuori in discoteca, ecc. Là il protagonista mira in alto: sa quello che è veramente capace di fare, il piazzista (difatti ha il dono di chiacchierare in modo convincente), sa dove vuole arrivare e bullshit! ci arriverà.

Due righe su Will Smith (grande attore a cui penso di dedicare un post in futuro): all’inizio della carriera era condannato a parti da CARINO, da brillante. Ha cominciato in TV, poi è stato grande in SEI GRADI DI SEPARAZIONE. Fa l’eroe in INDIPENDENCE DAY e in MEN IN BLACK, ma secondo me ha delle grandi capacità come attore drammatico. E questa ricerca della felicità è una buona prova.

Infine, CONSIDERAZIONE STORICO-FILOSOFICA.

Nella DICHIARAZIONE DI INDIPENDENZA del 1776, sono elencati i diritti inalienabili dell’uomo: vita, libertà e ricerca della felicità. Badate, è un diritto ricercare la felicità, non essere felici.

Non facciamoci illusioni. Vivono FELICI E CONTENTI solo i personaggi di certe favole. Però, se c’è qualcosa che somiglia alla perfetta felicità, secondo me, è proprio la lotta per aiutare e proteggere i propri figli.

Published in: on dicembre 14, 2008 at 4:59 pm  Comments (2)  
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CLASSIFICA PROVVISORIA

Secondo i miei personalissimi gusti, elenco i migliori 10 film italiani dal 2000.

Chiedo scusa in anticipo per errori e omissioni. Mica li ho visti tutti!

Eppoi è una classifica PROVVISORIA.

Mi auguro che nei 15 mesi che ci separano dalla fine del decennio venga alla luce qualche nuovo capolavoro. Ad esempio, aspetto di vedere il film di Bellocchio, VINCERE.

  1. GOMORRA  (M.Garrone) -non è soltanto un film formalmente bellissimo; è la denuncia appassionata di una realtà che molti sembrano ignorare; ma non è una descrizione senza speranza: si può dire di no, come fa Roberto, il giovane assistente del cinico riciclatore dei rifiuti settentrionali-
  2. TUTTA LA VITA DAVANTI (P.Virzì) -nella miglior tradizione della commedia all’italiana: come il medico della mutua nel 1968 diede una veste comica a un problema serissimo, così oggi si descrive, senza ridere manco per niente, il dramma dei giovani nelle sabbie mobili del precariato-
  3. L’ULTIMO BACIO (G.Muccino) -commedia dal sapore amaro sulla difficoltà di amare quando si è affetti da narcisismo (la religione del nostro tempo); bravissimi gli attori e soprattutto le attrici (Mezzogiorno e Sandrelli)-
  4. L’AMORE RITORNA (S.Rubini) –grande interpretazione di Fabrizio Bentivoglio; bravissimi anche gli altri attori (Rubini, Buy, Mezzogiorno, Mariangela Melato); il grande pubblico non ha premiato questo film quanto merita (sempre secondo me)-
  5. BACIAMI PICCINA (R.Cimpanelli) -in tutti a casa l’8 settembre 1943 un tenente scendeva dal nord a Napoli; qui un carabiniere fa il percorso inverso e si unisce ai partigiani sull’altipiano di Asiago; epica in tono minore, senza retorica; bravo Marcorè, bravissimo Salemme-
  6. GIORNI E NUVOLE (S.Soldini) -film amaro (ma tanto bello) sulla tragedia di un imprenditore cinquantenne che perde tutto, tranne l’amore della moglie; la via crucis di Antonio Albanese è veramente commovente-
  7. LE ROSE DEL DESERTO (M.Monicelli) -la guerra in Libia è un tema difficilissimo da trattare; si rischia la retorica o il macchiettismo; ma Monicelli è un grande (bravissimo Placido)-
  8. LEZIONI DI CIOCCOLATO (C.Cupellini) –piccolo grande film; un po’ dolciastro (si parla continuamente di cioccolata), ma affronta il tema attualissimo degli infortuni sul lavoro, causati non dalla fatalità ma dalla tirchieria del padrone che non fa costruire le impalcature-
  9. IO E NAPOLEONE (P.Virzì) -non è proprio un capolavoro, ma va reso il dovuto onore al regista, agli attori (Elio Germano e Sabrina Impacciatore i migliori) e allo sforzo produttivo: un film in costume non è mai facile
  10. NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI (F.Brizzi) -commedia leggerina leggerina, ma l’interpretazione di FALETTI è maiuscola e la colonna sonora è tanto bella-