per li quali motivi lo MARAVIGLIOSO BOCCACCIO incassa così poco, almeno confrontandolo con lo film dedicato a messer Leopardi

Dibbbattito tra le polpette e le crescentine di Via dei Fornaciai.

Paolina: E’ un film un po’ troppo leccato; bellissime immagini, recitazione così così (addenta una crescentina)

Mario: (intingendo una polpetta nella salsa) Alle signore presenti in sala non ha detto molto, essendo esse signore ancora turbate da mr. Dornan e qui di sesso ce n’è così poco… (inghiotte la polpetta)

Pasqualina: Forse il punto è proprio questo; non ci sono scene “boccaccesche”, a parte quando si scopre un uomo nudo nel letto della madre superiora (si versa da bere)

Io: (tra un sorso e l’altro) Infatti quello è stato il solo momento in cui hanno riso tutti…

Gian Luigi Rondi, travestito da cameriere: (portando un altro piatto di crescentine) In realtà il senso della morte prevale sul tema del sesso; pensate quante morti si vedono o sono annunciate nella narrazione… Ghismunda, Guiscardo, il figlio di Monna Giovanna… e naturalmente le vittime dell’epidemia (va a prendere dell’altro Lambrusco)

Paolina: (servendosi di altri sottaceti) A me è piaciuto perché conferma la superiorità delle donne sugli uomini; sono sempre loro a prendere le decisioni giuste; ad esempio, raccontare storie per ammazzare il tempo… ai 3 giovani (soprattutto a Dioneo) erano venute altre idee… (inforchetta una polpetta)

Mario: (inghiottita un’oliva) Ecco, è un film femminile che al pubblico femminile piace poco (beve)

Io: (vuotato il bicchiere) Però io dico che se il film l’avesse distribuito Raicinema, invece di Teodora, l’incasso sarebbe stato molto più alto (ordino un limoncello)

Gian Luigi Rondi: (annotando la mia ordinazione) Questo è poco ma è sicuro; IL GIOVANE FAVOLOSO, distribuito dalla Rai, ha superato i 6.000.000; lo stesso vale per UN PICCIONE SUL RAMO CHE RIFLETTE SULL’ESISTENZA E CAGA SUI PASSANTI (se ne va)

Pasqualina: Pensate all’episodio di Calandrino… (si riempie il piatto di crescentine) gli “amici” gli fanno uno scherzo crudele! tra amiche queste cose non si fanno…

Io: Mi è venuta un’idea a proposito del Piccione sul ramo… (altro sorso, mentre gli altri si guardano preoccupati “adesso che bischerata verrà fuori?”) Federigo degli Albercosi avrebbe dovuto cucinare il piccione invece del falcone: anzitutto la carne è più tenera e poi il pubblico avrebbe apprezzato… soprattutto gli animalisti, che vedendo quelle misere penne nel piatto sono veramente inor-ri-di-ti… (è evidente che ho bevuto troppo; meno male che non devo guidare)

bocc

 

Published in: on marzo 6, 2015 at 8:52 am  Comments (6)  
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LA GIARA di L. Pirandello (e tanti auguri a Sophia)

Stanotte ho dormito male (devo mangiare meno pesante la sera); ero in una specie di carcere-caserma e mi chiedevo cosa avessi fatto di male. Forse avevo criticato il governo? Bah…

Comunque la mia mente non era occupata dalla domanda “come farò a uscire di qui?”, ma mi chiedevo “Come faccio ad aggiornare il blog? Come avvisare lettrici e lettori che sono in galera?”

Poi mi sono svegliato. Ed eccovi il nuovo post. Peggio per voi che mi leggete…

Premesso che oggi Sophia compie gli anni (ma ne parlano tutti e poi il mio tributo l’ho già dato) vengo all’argomento GIARA.

L’anno scorso ho chiesto alle classi che avevano partecipato al gioco didattico BOOKLAND “tra i testi letti quale è piaciuto di più?”

Al primo posto c’è (come nell’anno precedente) il racconto pirandellesco. Forse perché è corto, forse perché in Pirandello è difficile trovare una storia che non sia mesta o angosciante. E qui si ridacchia…

Trama e commento. L’avaraccio attaccabrighe Don Lollò Zirafa ha una brutta sorpresa: la più grande delle sue giare (non incignata ancora!) è stata spaccata (un sabotaggio?). Si ricorre al prodigioso mastice di Zì Dima Licasi, il vecchio conciabrocche; però Zì Dima, riparando la giara dall’interno, non riesce più ad uscirne. Don Lollò, sentito un avvocato, lo cita per alloggio abusivo e perché impedisce l’uso della giara (Zì Dima, non l’avvocato). Finale grottesco, tra le risate dei contadini ubriachi. Morale: never smile when you meet a crocodile… (scusate, ho sbagliato foglio) … quando vai dall’avvocato ci rimetti sempre e sul lavoro la sicurezza è la prima cosa.

Post scriptum. La foto qui sotto (starring Franco e Ciccio) è tratta da KAOS (fratelli Taviani, 1984); nell’episodio tavianesco, a essere pignoli, si contamina un po’ Pirandello con Verga e don Lollò con Mazzarò.
giara

Published in: on settembre 20, 2014 at 10:11 am  Comments (6)  
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Francesco Ingrassia, APEG

Non fate quelle facce schifate.

Francesco (in arte Ciccio) Ingrassia avrebbe potuto essere un grande attore.

Chiamo a testimoniare alcuni registi, nessuno dei quali è parente o conterraneo di Ciccio.

  • Federico Fellini. Gli ho fatto interpretare lo zio “matto” del protagonista in AMARCORD. Ma è proprio matto? Quando si arrampica sull’albero ha le tasche piene di sassi: li tirerà in testa a chi prova a prenderlo. Matto forse, ma scemo no…
  • Pier Paolo Pasolini. In CHE COSA SONO LE NUVOLE? il signor Ingrassia interpreta Roderigo. E’ un personaggio shakespeariano (alleato di Iago, che era interpretato da Totò). Come vedete dall’immagine qui sotto, la tragedia è diventata pirandellianamente spettacolo di marionette: Otello e Iago finiranno in una discarica.ciccio
  • Elio Petri. Ho scelto Ciccio Ingrassia per la parte dell’on. Voltrano in TODO MODO (1976). Aveva una maschera perfetta per un ruolo drammatico, lui che era conosciuto come comico!
  • Paolo e Vittorio Taviani. Nel nostro film KAOS (1984) è contenuto l’episodio LA GIARA, dal racconto di Pirandello. Ingrassia interpreta don Lollò (mentre Franco Franchi è il suo antagonista, Zi’ Dima). Abbiamo inserito nella sceneggiatura alcuni elementi di un’altra novella (LA ROBA di G. Verga), il che aggiunge un tono serio a una storia in bilico tra tragedia e farsa.

Conclusione.

Avrebbe potuto.

Ma i soldi non si fanno con i film d’autore. O lavorando con Edoardo De Filippo.

Si fanno con DUE MAFIOSI CONTRO GOLDGINGER, I DUE SERGENTI DEL GENERALE CUSTER, IL BELLO IL BRUTTO E IL CRETINO…. ingra

Published in: on luglio 16, 2014 at 12:33 pm  Comments (5)  
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CESARE DEVE MORIRE

MENO MALE CHE C’E’ LA SACHERFILM.

Un’opera come questa (ergastolani VERI, girato nelle cupe celle e nei cortili di Rebibbia, più documentario sulla condizione dei detenuti che film vero e proprio, BN tranne l’ultima scena) CHI AVREBBE AVUTO IL CORAGGIO DI DISTRIBUIRLA NELLE SALE?

Lasciamo perdere MEDUSA, WARNER BROS, FILMAURO, UNIVERSAL PICTURES, EAGLE ecc che devono per definizione fare molti quattrini e quindi vanno sul sicuro.

Ma anche società più coraggiose come ARCHIBALD ENTERPRISES, BIM o 01 DISTRIBUTION avrebbero rischiato i loro soldi (perché ce ne vogliono molti, credete a me, per stampare le copie e distribuirle nelle città italiane, promuovere una campagna pubblicitaria… insomma sfidare un mercato sonnolento e tradizionalista come il nostro) scommettendo su un “prodotto” così poco commerciale?

Meno commerciale di così non potrebbe essere. Mancano infatti

  • sesso, corna, adolescenti alla prima cotta e vampiri romantici
  • eroi dei fumetti, gladiatori, dei dell’olimpo o del valhalla
  • maestri e discepoli nelle arti marziali
  • extraterrestri, serial killer, diavoli in libera uscita dall’inferno
  • figli immaturi di genitori immaturissimi
  • inseguimenti in auto e/o moto in 3D

Insomma nessun ingrediente per attirare le folle. Solo Shakespeare e gli ergastolani.

AVREMO IN FUTURO NUOVI ESPERIMENTI DI QUESTO TIPO?

Spero di sì. Fare teatro, cinema (o, in generale, coltivare interessi artistici) è il modo migliore di sfuggire alla DISPERAZIONE.

Intendiamoci. Non sono un buonista (poareti… un bell’indulto e liberi tutti…). Questi qui non sono all’ergastolo perché hanno attraversato la strada fuori delle strisce, ma “le pene devono tendere alla rieducazione del condannato” (art. 27 della Costituzione repubblicana).

E forse qualcuno di loro potrà diventare un attore professionista.

Salvatore Striano (ve lo ricordate in Gomorra?) c’è riuscito, dopo aver scontato 8 anni di carcere a Poggioreale.

Qui ha la parte di Bruto, la più impegnativa.

P.S. Su suggerimento di pensierini vi segnalo una buona recensione http://nemoinslumberland.wordpress.com/2012/03/19/cesare-deve-morire/

cesare