Quiz cinefilo di settembre

Cosa hanno in comune Rubeus Hagrid, il governatore Mike Morris, “il Conte” (dj su una nave sgangherata), John Doe (serial killer in SEVEN), Daniel Plainview (affarista totalmente amorale, ramo petrolio), Fred Flintstone e Winston Churchill (nel film del 2010)?
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SOLUZIONE DEL QUIZ: Hanno (nella versione italiana) la voce di Francesco Pannofino. Una voce molto bella, spesso cavernosa (ma qualche volta dolce), capace comunque di adattarsi a ogni situazione.

“In tutto il mondo ragazzi e ragazze avranno sempre i loro sogni”

“Albert non va bene; troppo germanico; che ne dice di George?”

“Wilma, dammi la clava!!!”

“Non sono speciale, non sono mai stato eccezionale…”

“Voglio guadagnare così tanto da stare lontano da tutti…”

“Se solo avessi fede! Porca puttana!!”

Published in: on settembre 24, 2016 at 7:02 am  Lascia un commento  
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NERO WOLFE (rivedendo Tino Buazzelli in tv)

Per me è stata una festa rivedere ieri Tino Buazzelli e Paolo Ferrari nella serie del 1969.
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C’è stata anche una serie tv nel 2012, con Pannofino (N. Wolfe) e Sermonti (A. Goodwin). Se proprio volete la mia opinione sulla differenza tra le due versioni… abbiate pazienza un momento. Prima devo dire qualcosa sul personaggio.

Wolfe non è un eroe buonista. Già il nome non incoraggia (Nero sta per Nerone). Non ha la cortesia di Poirot né la signorilità di Holmes. E’ burbero, scostante, irascibile, tratta male le donne… e anche gli uomini.

Si serve di Archie Goodwin (segretario tuttofare) soprattutto per riscuotere esose parcelle, ma lui finge di non essere interessato ai dollari. Ogni tanto Archie, esasperato, sbotta che se ne vuole andare; il suo datore di lavoro sogghigna: “Quella è la porta, Mr. Goodwin”

(appare più nei romanzi che sullo schermo, dove la figura di Wolfe è leggermente ingentilita; comunque Archie si consola con rapide conquiste femminili, perché a lui le donne piacciono molto)

Nonostante tutto Nero Wolfe ha il suo fascino. Si muove pochissimo (e non suona neppure il violino) ma ragiona con incredibile lucidità. E, qualche volta, prova un po’ di commozione. Ad esempio quando parla contro la guerra (da alcuni indizi si deduce che, quando era molto giovane e meno obeso, abbia preso parte alla prima guerra mondiale)
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Ecco qui Francesco Pannofino.

Senza offesa, France’, tu sei bravissimo ma il confronto con Buazzelli ti vede perdente. Lui veniva da decenni di teatro (Shakespeare, Brecht, Gogol, Pirandello…). Tu hai dato il meglio di te in BORIS…

Ma sei ancora giovane (e ti auguro vita lunghissima): puoi diventare un grande!

Un merito notevole, devo dirlo, la serie del 2012 ce l’ha. Trasferendo Wolfe nel tempo e nello spazio, le sue indagini si svolgono a Roma alla fine degli ’50. Ciò evita il tono, anzi la stonatura di far parlare poliziotti e assassini di NYC con accenti romaneschi e viterbesi (come avveniva nella serie buazzelliana).

Published in: on maggio 15, 2016 at 11:37 am  Lascia un commento  
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THE TREE OF LIFE (best of 2011)

In quell’anno (ultimo dell’era berlusconiana) uscirono molti film di alto livello. Ne citerò solo 2. Anzi 3.

Sui motivi che mi fanno preferire L’alberodellavita a THE ARTIST ho già postato.

Voglio ribadire due concetti:

  1. Le immagini sono la materia prima del cinema. Chi vuol sentire dialoghi frizzanti o parole appassionate, infatti, preferisce il teatro. Qui, tra l’aurora boreale e la nebulosa di Andromeda, passando per i dinosauri e Bomarzo (Viterbo), Malick ha accumulato una quantità incredibile di bellezza. Corre voce che voglia riutilizzare questo materiale (più altri filmati della NASA) per un documentario sulla storia dell’universo.
  2. Amo il lieto fine, ma c’è un limite. In THE ARTIST finisce che meglio non si può (sono tutti felici e contenti, compresi il cane, l’autista e il produttore). Questo non è Disney, è un dramma che affronta l’antichissimo tema del contrasto padre-figlio (la scena in cui il giovane Jack è tentato di uccidere il padre dà i brividi) senza sdolcinature: si riconcilieranno alla fine, in una spiaggia al di là del tempo, dove Brad Pitt ha la stessa età di Sean Penn.

Dopo l’immagine aggiungerò qualcosa sul mio film italiano (sempre del 2011) preferito.
malick
Uscirono molti film italiani nel 2011.

Alcuni semplicemente inguardabili (femminecontromaschi, isolitidioti, lapeggiorsettimanadellamiavita…); altri tollerabili (chebellagiornata, qualunquemente, immaturi); per il titolo di ITALIAN BEST se la giocano THIS MUST BE THE PLACE e BORIS IL FILM.

Dopo averli visti e rivisti ho deciso all’unanimità di assegnare detto titolo a BORIS, acre e sarcastica descrizione del mondo cinematografico affidata a un cast affiatatissimo (Francesco Pannofino, Antonio Catania, Paolo Calabresi, Valerio Aprea, Luca Amorosino e Carolina Crescentini, nel ruolo della “cagna maledetta”).

Ci sono tutti dentro: Margherita Buy, Raicinema, i cinepanettoni, gli sceneggiatori “democratici” e il produttore che, acquistati i diritti su LA CASTA (di Rizzo e Stella), realizza una farsa di culi e pernacchie.

THIS MUST BE THE PLACE (di Paolo Sorrentino): bel film (non lo nego), un’ottima interpretazione di Sean Penn, una buona colonna sonora e poco più.

Premio CHIAVICA 2013: c’è una novità…

hitlerPREMESSA DI INCALCOLABILE IMPORTANZA. Al termine di una baldoria particolarmente alcoolica (il più sobrio era quello della foto) è stato deciso di utilizzare d’ora in poi le seguenti sigle per valutare le fetecchie in esame. TPB sta per Trama Particolarmente Balorda, CA per Cagneria di Attori/Attrici, SCC per Sceneggiatura a Cazzo di Cane, CS4S per Colonna Sonora da 4soldi, SFV per Scena Finale da Vomito. FINE DELLA PREMESSAecc

E’ stato deciso altresì di SCINDERE il Premio in DUE SEZIONI

  1. CHIAVICHE ITALIANE 
  2. INTERNESCIONAL KIAVIKS

Come ci siamo arrivati? Uno dei Maya imbucatisi nella festa ha fatto presente che anche all’estero fanno dei film orrendi, ma non arrivano sui nostri schermi. Di conseguenza i 4 titoli che (entro il 31/1) i lettori potranno valutare non sono TROIATE ASSOLUTE come i 4 titoli nostrani.

Al contrario, la produzione nazionale riversa spudorate infamie su di noi. Talmente orrende che solo un masochista come me poteva catalogare.

Quando leggerete di che si tratta capirete meglio.

A proposito delle differenze tra il cinema de noantri e quello di là, colgo l’0ccasione per preannunciare che il prossimo post sarà dedicato a due attrici (una di NYC, una di Viareggio) nate nello stesso anno.

Ecco l’elenco dei candidati italiani. Se voterete +1 vorrà dire che trovate qualche pregio, se voterete -1 vorrà dire POLLICE VERSO, se non voterete vorrà dire che NON LI AVETE VISTI (beati voi)

  • 100 METRI DAL PARADISO. Trionfi della squadra vaticana di Atletica alle Olimpiadi. TPB, CA, SCC, CS4S, SFV.
  • ALL’ULTIMA SPIAGGIA. Si prepara un reality televisivo per sfigati. La coda non finisce più. TPB, CA (salvo solo Ivano Marescotti), SCC, CS4S.
  • COM’E’ BELLO FAR L’AMORE. Coppia di 40enni non fa più sesso. Arriva un pornoattore e cambia tutto. La Gerini si spoglia dimostrando che fare palestra le giova. TPB, SCC, CS4S.
  • OPERAZIONE VACANZE. Villaggio turistico con annesso mafioso (Pannofino). TPB, CA (mi dispiace, caro Francesco, ma vale anche per te), SCC, CS4S, SFV.

Troppo schematico? Credete a me, basta così.

Per il premio INTERNESCIONAL KIAVIKS concorrono

  1. TO ROME WITH LOVE
  2. SNOW WHITE AND THE HUNTSMAN (Biancaneve e il cacciatore)
  3. ABRAHAM LINCOLN: VAMPIRE HUNTER (La leggenda del cacciatore di vampiri)
  4. PROMETHEUS

Nelle prossime due settimane dedicherò adeguato spazio a ciascuno di questi film.

Potete già votarli (+1 o -1) e attribuire loro le sigle TPB, CA, SCC, CS4S ecc ecc.

CATTIVISSIMO ME vs CORALINE

Due film APPARENTEMENTE PER BAMBINI, ma che possono piacere più agli adulti.

Quale resterà nello scaffale dei preferiti?

CORALINE E LA PORTA MAGICA (2009) racconta di una grintosa ragazzina che deve scegliere tra i noiosi genitori e una mamma “alternativa”, padrona di un mondo magico. In questo mondo parallelo tutti sono gentili e simpatici, gli spettacoli del Circo sono incredibilmente belli e c’è tanto da mangiare. Coraline non si lascia ingannare (mica si chiama Pinocchio) e si salva con l’aiuto di un gatto parlante.

Tutto ciò è raccontato in stile Timburtonesco (il regista è Henry Selick, lo stesso di Nightmare Before Christmas): basterebbe la scena iniziale (dita scheletriche compiono uno strano rito su una bambola di pezza, capiremo poi perché…) per capire che non è Disney.

CATTIVISSIMO ME (2010) è decisamente meno cupo.

GRU è una specie di Arsenio Lupin ipertecnologico. La sua ossessione è quella di rubare la Luna (c’è una spiegazione psicoanalitica…) e poi ricattare il mondo. Ma progressivamente dimostra di avere un cuoredipanna e di essere un tenero papà. Chi veramente è un BASTARDO ALL’ENNESIMA POTENZA è il padrone della Banca del Male (chiara allusione alla LEHMAN BROTHERS di New York) che finanzia Gru e altri furfanti.

Si ride molto (diversamente da Coraline). Nella scena iniziale un pastore conduce biblicamente le capre presso le Piramidi di Giza, ma arriva un pullman di turisti obesi e di marmocchi maleducati a sciupare l’atmosfera (colonna sonora SWEET HOME ALABAMA) e alla fine si scopre che Qualcuno ha rubato la piramide di Cheope. 

E si ride con i Minions, che ricordano gli Umpa-Lumpa di CHARLIE E LA FABBRICA DI CIOCCOLATO (anche qui spunta Tim Burton, ma in versione meno gotica del solito) e col dottor Nefario, un Archimede Pitagorico piuttosto scombinato.

Difficile scegliere anche stavolta.

Per il momento CORALINE vince 7 a 6. Gru me lo rivedrò…

P.S. Nel video (relativo a Coraline) è compreso un breve dibbbbattito tra Francesco Pannofino e alcune giornaliste sul problema del doppiaggio.