Commedie nere a Londra, da THE LADYKILLERS a FOUR LIONS

Agli inglesi piacciono molte queste storie, dove TUTTI (o quasi) i protagonisti muoiono. Tipo TEN LITTLE NIGGERS (dieci piccoli indiani) di A. Christie.

E ci ridono anche sopra. Come in quella parodia dell’AMLETO, dove tutti muoiono a torte in faccia. Sono fatti così: gli piacciono le storie di fantasmi e quella cretinata di Halloween. Forse dipende dal clima.

Ve la ricordate LA SIGNORA OMICIDI (sfiorò l’Oscar nel 1956) dove una banda di rapinatori si autodistruggeva? Alec Guinness, Peter Sellers, Herbert Lom, ecc morivano uno dopo l’altro. Alla fine restava viva solo una vecchietta totalmente suonata, di cui non ricordo il nome.

Beh, in questo FOUR LIONS (visto l’altro giorno al cinema Chaplin) i protagonisti non vogliono rapinare un furgone blindato.

Sono dei terroristi fai-da-te che, addestrati in Pakistan nel nome di Al Qaida, vogliono provocare una strage durante la maratona di Londra. Alla fine l’unica superstite è una vicina di casa (una ragazzona totalmente suonata, ma guarda te che analogia) che equivoca su quei giovani maschi che vivono da soli e li chiama “i porcellini gay”.

Ah, non volevate sapere come va a finire?

Ma io invece ci tenevo a dirlo. Per evitare equivoci sul termine COMMEDIA.

C’è ben poco da ridere, tirando le somme. A meno che non vi piacciano situazioni come la seguente.

Uno degli aspiranti kamikaze chiede perplesso ai compagni: “Siete sicuri che andrò subito in paradiso?”

Risposta: “Ma certo! Sarai in paradiso prima che la tua testa tocchi il soffitto!”


Published in: on giugno 13, 2011 at 9:20 am  Comments (1)  
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