E se il SACRIFICIO DI ISACCO fosse stato comandato a Sara?

Mostra a Forlì: DA MICHELANGELO A CARAVAGGIO (ma c’è anche Tiziano)

Bellissima.

Ci troviamo, mia moglie e io, davanti al “Sacrificio di Isacco”
carav

Domando (retoricamente): E se il sig Geova avesse chiesto di sacrificare Isacco non al padre ma alla madre?

Risposta (di mia moglie). Io avrei risposto così al Signore: se mi chiedi di sacrificare mio marito io obbedisco, e anche volentieri. Ma il mio Isacco NO, CENTO MILA VOLTE NO!!!!

Poi com’è noto la storia finisce bene.

Abramo aveva già impugnato il coltello (vedi sopra) quando un angelo gli disse “Sorridi Abramo, sei su SCHERZI A PARTE!!!!”

 

Published in: on giugno 17, 2018 at 11:21 am  Lascia un commento  
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Eulalia Torricelli di Forlì

Questa canzoncina era molto in voga quando ero piccolo. Era allegra e orecchiabile: la cantavano tutti. Dopo ve la faccio sentire.

Ma oggi, con la mania di inquadrare STORICAMENTE il tuttoquanto, mi chiedo: cosa si nasconde in questa storiella surreale?

Vediamo un po’. EULALIA è ricca (tra i castelli e la relativa servitù, è una feudataria) e romantica. Si innamora di un uomo rude che viene dai boschi (dell’Appennino romagnolo, e da dove sennò?) che però la maltratta e la conduce alla rovina.

Quell’uom dal fiero aspetto (guardia forestale sciupafemmine) si chiama Giosuè De Rossi. Alla fine se la squaglia e va “in Puglia”.

Sembrerebbe un’allusione a re Vittorio Emanuele e alla fuga dell’8 settembre. MA VE LA IMMAGINATE VOI UNA DONNA ROMAGNOLA CHE SI PERDE PER QUEL TAPPO????

CI SONO!!! Giosuè (il bastardo sciupafemmine) è BENITO MUSSOLINI, prima agitatore socialista (De Rossi = ex rosso) e poi duce.

Predappio è una cittadina appenninica in provincia di Forlì…

Quindi EULALIA rappresenta l’establishment prefascista (nobiltà e borghesia arricchita) che si affida incautamente a Mussolini e ne viene trascinata nella tragedia della guerra mondiale.

Prima di togliersi la vita (mangiando fiammiferi) EULALIA fa testamento e lascia la sua ricchezza “a chi castelli non ha”, cioè attua la redistribuzione delle terre che avviene nel dopoguerra (riforma agraria di A. Segni); infatti la canzone è del 1947.
Dunque tutto collima…