FANTASMI A ROMA, il film

Nel 1961 venne prodotto e distribuito in Italia un bel film (dopo ve ne faccio vedere un pezzo), che vantava alcuni tra i più bravi attori dell’epoca.

Li cito in ordine alfabetico: Lilla Brignone, Tino Buazzelli, Edoardo De Filippo, Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni.

Scusate se è poco.

Eppure ebbe pochissimo successo. Mentre piacque molto in Francia e Spagna: proverò a spiegare il perchè dopo averne riassunto la TRAMA.

Viveva in un palazzo cadente della vecchia Roma un principe (De Filippo), che rifiutava di vendere il palazzo (uno speculatore lo avrebbe trasformato in un supermercato): morto il principe, un gruppo di fantasmi (a cui si aggiunge lo stesso principe) riesce a salvare il palazzo in un modo molto originale.

La domanda è: perché una commedia così brillante (soggetto di Flaiano e Scola, mica còtica) e magnificamente recitata non è piaciuta al pubblico italiano?

Secondo me agli Italiani proprio non piace l’idea della morte. Nonostante la retorica del “siam pronti alla morte!” dell’Inno di Mameli, qui da noi ogni accenno (anche indiretto) all’argomento suscita solo imbarazzo e toccamenti vari.

Eppure è un tema che riguarda tutti. Come l’amore. La morte (con o senza l’amore) riempie la letteratura, l’arte e la musica di tutte le epoche, da Omero a Mozart, dall’Amleto a Garcia Lorca, dal Giudizio di Michelangelo a Saint-Saens.

Insomma, in Italia il film non è piaciuto. Vi consiglio di cercare il DVD (non è facilissimo trovarlo): io ho trovato la versione spagnola, che però è bilingue (volendo, puoi sentire Gassman e Mastroianni doppiati) e comunque, per avere un’idea,  beccàtevi questo video.