N – io e Napoleone

Film di Paolo Virzì (2006).

Non è l’opera migliore di Virzì. Daniel Auteuil fa di Napoleone all’Elba una macchietta e certe battute tipo “questo è un miracolo elbano!” non fanno ridere nessuno. Però l’ho inserito nella mia raccolta di DVD e ogni tanto lo rivedo. Ammiro l’ottima interpretazione di Sabrina Impacciatore e Elio Germano, che hanno dovuto imparare il dialetto locale, e anche Ceccherini e la Bellucci sono bravi.

E apprezzo molto lo sforzo organizzativo. Realizzare un film storico richiede mezzi economici notevolissimi e grande precisione nei dettagli. Le armi, le imbarcazioni e i costumi sono perfetti (per la nave inglese si è utilizzata l’Amerigo Vespucci, opportunamente “truccata”) e Portoferraio è stata ricostruita in un paesino toscano, con l’aiuto del computer.

Purtroppo l’incasso è stato modestissimo (è andato meglio in Francia, dove Napoleone “tira” sempre) e temo che questo sconsiglierà i futuri produttori da rischiare i loro soldacci in questo genere.

Per De Laurentiis, Medusa e Raicinema il film ideale è sempre in ambiente contemporaneo, possibilmente usando gli ultimi modelli della Lancia, Bmw, Mercedes, Toyota ecc che strapagano per queste marchette pubblicitarie.

Ah, dimenticavo di raccontare la TRAMA. Per chi non la conoscesse, la riassumo dopo il video.

Cerca ripetutamente di uccidere Napoleone (“tiranno sanguinario che ha tradito gli ideali della rivoluzione”) l’intellettuale foscoliano Martino, ma senza riuscirci. Anzi, frequentandolo come bibliotecario e scrivano personale, subisce il fascino della sua personalità. Alla fine Napoleone fugge di notte, nella sua illusoria riconquista del potere, e il tirannicida mancato si consola sposando la sua servetta (non s’era mai accorto, da vero intellettuale, di quanto lei lo amasse) e lavorando nell’impresa commerciale dei fratelli.