PREMIO CHIAVICA per il peggio film: le prime nominations (però lasciatemi dire qualcosa anche su BLUE JASMINE)

Ve lo ricordate il Principio di Indeterminazione di Heisenberg?

Ha dei postulati interessanti anche nel mio Trofeo per i PEGGIORI FILM.

Dìcesi bruttofilm quello che viene visto e smerdato da almeno 2 osservatori cerebromuniti; in caso contrario il film è magari una mostruosa bischerata, ma non è possibile candidarlo al Trofeo chiavichesco perché è inosservabile”

Qualche esempio. Dicono che MAI STATI UNITI sia stato il peggior italiano dell’anno… ma chi lo può dire? Nessuno dei miei conoscenti lo ha visto (o ammette di averlo visto).

Lo stesso valga per RIPD – POLIZIOTTI DALL’ALDILA’ (chi l’ha visto? io no…)

Si sussurra che UN FANTASTICO VIA VAI sia davvero orribile, la brutta copia di UNIVERSITARI di F. Moccia. VALE LA PENA OCCUPARSENE? Io direi di no.

Ma se qualche amica/amico vuol candidarlo al PREMIO CHIAVICA me lo scriva. Magari ci butto un occhio e lo STRONCO per bene.

Qui propongo qui un trio di fetecchie internazionali (international kiaviks) candidandole al Premio. Chi vuole aggiungerne altre?

  1. AFTER EARTH (l’ho visto io)
  2. HANSEL&GRETEL CACCIATORI DI STREGHE (non l’ho visto, ma mi fido di Sailor Fede)
  3. WORLD WAR Z (non l’ho visto, ma mi fido di Cannibal Kid)

E, dopo tanta monnezza, parlerò di un film bellissimo, diretto da un certo Allen. Oltrepassate le immagini, please…

aftergretel
zombi
Interpretazione maiuscola di Cate Blanchett.

Tira aria di Oscar in BLUE JASMINE. Ne ho parlato nell’altro blog, quello della fragolina.

Certo è un film amarissimo. Se vi aspettate qualche battuta, qualche tono leggero RESTERETE DELUSI. Se, poi, vi aspettate una caramella finale (tipo BASTA CHE FUNZIONI) arriverà la mazzata definitiva.

Detto ciò, vorrei aggiungere qualcosa su uno dei comprimari.

Ve lo ricordate M. Sthulbarg? Protagonista di A SERIOUS MAN e sentenzioso alieno in MEN IN BLACK 3?

Qui è un dentista, presso il cui studio Cate cerca lavoro. Uno dice “ah, sì, come in FIORE DI CACTUS, dove il dentista era Walter Matthau e lei era Ingrid Bergman…” e magari spera che… MACCHE’, IL DENTISTA CI PROVA E LEI SCAPPA (dovevo dirlo, perché non ci fossero illusioni)

Se invece Sthulbarg si fosse ricordato di essere stato Griffin l’Arcaniano (in un’altra dimensione), avrebbe ammonito Cate: “la verità è l’unica strada… la verità più amara è meglio della bugia più dolce…”

Invece la sventurata continua a raccontare balle e i nodi vengono al pettine, anzi i nodacci vengono al pettinaccio.

IL GIOVANE HOLDEN

Due giorni fa avevo segnalato il sacrilego accostamento dell’ultimo romanzo di Federico M. al celebre IL GIOVANE HOLDEN.

Ora, proprio per chiarire quanto sballato sia questo accostamento, aggiungerò qualcosa sulle differenze tra i due romanzi e, soprattutto, tra i due autori.

The catcher in the rye (questo è il titolo originale) è un “classico” della letteratura anglosassone. Pubblicato nel 1951, ha avuto un successo mondiale e continua ad essere ristampato.

Poichè un romanzo “classico” è citato da molti, ma spesso lo hanno letto in pochi, riassumo la TRAMA.

Holden Caulfield parla di se stesso: ha 17 anni, è un pessimo studente. Non è scemo: è sommamente DEMOTIVATO. Non ha alcun interesse a prendere un diploma e a integrarsi nella classe media americana (a cui appartiene la sua famiglia).

Desidera semmai andarsene nel west, lavorare in un ranch lontano dalla modernità, innamorarsi di una ragazza semplice…

Alla vigilia dell’inevitabile bocciatura, lascia la scuola e ritorna a New York. Passa uno scombinato weekend da solo (i genitori non sono in casa) e riceve la solidarietà della sorellina Phoebe.

Tutto qui?

Tutto qui: è una storia apparentemente povera. Ma dentro c’è il rifiuto dell’american way of life e questo spiega come gli hippies degli anni ’60 abbiano visto in Holden un precursore.

Dal punto di vista linguistico, il romanzo fu tra i primi ad usare un tono volutamente disadorno, pieno di ripetizioni, proprio per rendere realisticamente il modo di parlare di un 17enne assai poco colto. Holden ripete centinaia di volte espressioni triviali come “goddamn” (maledizione) o “and all that” (e così via).

Nonostante le offerte di versione cinematografica fioccassero, Salinger ha sempre detto di no. Da Jack Nicholson a James Dean a Jerry Lewis tantissimi attori avrebbero voluto “essere Holden”. Niente da fare. E questa è una differenza basilare con uno come Moccia.

Differenze notevolissime anche tra Holden e i (più o meno coetanei) personaggi di Amore 14, tre metri sopra il cielo and all that.

Holden non è uno studente modello, ma qualcosa ha studiato (lo dimostra nel colloquio con un prof); mentre Step, Massi and all that NON HANNO MAI UN LIBRO IN MANO e in questo si dimostrano perfettamente integrati con la società berlusconiana.

In compenso danno un’enorme importanza al sesso, nelle diverse sfumature del termine: romantiche (i famosi lucchetti di ponte Milvio) e fisiche (alcune/alcuni sembrano non pensare ad altro).

Holden, al contrario, ha altro per la testa e il suo maldestro tentativo con una puttanella si conclude  con un nulla di fatto.

Rimane da spiegare come IL GIOVANE HOLDEN fosse negli anni ’90 apprezzatissimo dai lettori di Bookland e sia stato, invece, “bocciato” a partire dal 2002. Ma il post sta venendo troppo lungo. Ne parlerò la prossima volta.

Moccia come Salinger?

Moccia Federico, celeberrimo autore di pilastri della letteratura mondiale come “tre metri sopra il cielo”, ha presentato il suo ultimo romanzo.

Ha azzardato un’analogia con IL GIOVANE HOLDEN di J. D. Salinger.

Per me le analogie tra Moccia e Salinger si limitano al fatto che entrambi hanno scritto romanzi.

Allo stesso modo c’è analogia tra MARTIN LUTHER KING e Piero Marrazzo: entrambi hanno avuto alcune “disavventure”.

Published in: on novembre 5, 2009 at 9:27 am  Comments (3)  
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