Francesco Ingrassia, APEG

Non fate quelle facce schifate.

Francesco (in arte Ciccio) Ingrassia avrebbe potuto essere un grande attore.

Chiamo a testimoniare alcuni registi, nessuno dei quali è parente o conterraneo di Ciccio.

  • Federico Fellini. Gli ho fatto interpretare lo zio “matto” del protagonista in AMARCORD. Ma è proprio matto? Quando si arrampica sull’albero ha le tasche piene di sassi: li tirerà in testa a chi prova a prenderlo. Matto forse, ma scemo no…
  • Pier Paolo Pasolini. In CHE COSA SONO LE NUVOLE? il signor Ingrassia interpreta Roderigo. E’ un personaggio shakespeariano (alleato di Iago, che era interpretato da Totò). Come vedete dall’immagine qui sotto, la tragedia è diventata pirandellianamente spettacolo di marionette: Otello e Iago finiranno in una discarica.ciccio
  • Elio Petri. Ho scelto Ciccio Ingrassia per la parte dell’on. Voltrano in TODO MODO (1976). Aveva una maschera perfetta per un ruolo drammatico, lui che era conosciuto come comico!
  • Paolo e Vittorio Taviani. Nel nostro film KAOS (1984) è contenuto l’episodio LA GIARA, dal racconto di Pirandello. Ingrassia interpreta don Lollò (mentre Franco Franchi è il suo antagonista, Zi’ Dima). Abbiamo inserito nella sceneggiatura alcuni elementi di un’altra novella (LA ROBA di G. Verga), il che aggiunge un tono serio a una storia in bilico tra tragedia e farsa.

Conclusione.

Avrebbe potuto.

Ma i soldi non si fanno con i film d’autore. O lavorando con Edoardo De Filippo.

Si fanno con DUE MAFIOSI CONTRO GOLDGINGER, I DUE SERGENTI DEL GENERALE CUSTER, IL BELLO IL BRUTTO E IL CRETINO…. ingra

Published in: on luglio 16, 2014 at 12:33 pm  Comments (5)  
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Le coppie indimenticabili 8: GIULIETTA e FEDERICO

Sei film.

C’è bisogno di presentarli? Li conoscete tutti, vero?

La domanda è sempre quella. In quale di questi film l’indimenticabile coppia ha meritato maggiormente il vostro applauso?

  • LO SCEICCO BIANCO (1952)
  • LA STRADA (1954)
  • IL BIDONE (1955)
  • LE NOTTI DI CABIRIA (1957)
  • GIULIETTA DEGLI SPIRITI (1965)
  • GINGER E FRED (1985)

masinafedericofellini

Published in: on marzo 4, 2014 at 4:03 pm  Comments (5)  
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film visti al cinema in settembre (andando a scuola tra mostri, re, regine, Gagarin e Fellini)

Che sia finita l’estate me ne accorgo dalle foglie per terra, dai rigori regalati al Milan e dal ritorno di Lilli Strudel.

E in sala si vede qualcosa di buono.

  • di FELLINI VISTO DA SCOLA ho già parlato; gran bel film!
  • idem di A ROYAL AFFAIR; lo abbiamo visto in pochi (è uscito in pochissime sale, chissaperché…); comprerò il dvd
  • ho provato profonde emozioni al cinema Rialto con VADO A SCUOLA; quattro storie, ambientate ai 4 angoli del mondo, descrivono la durezza della vita e quanto la solidarietà umana possa alleviarla; guardo la fierezza del piccolo Jackson mentre fa salire la bandiera (del Kenya) sull’asta e penso a quanto sarebbe diverso da noi (me li immagino, i nostri viziatissimi alunni impegnati a confrontare i reciproci smartfon mentre il Tricolore va su…)
  • niente male MONSTER UNIVERSITY; Luciana ce ne aveva parlato tanto che l’abbiamo “dovuto” vedere; piace ai ragazzini per le goliardate e i bellissimi colori; chi conosce ANIMAL HOUSE (e chi non lo conosce si affretti a farlo) noterà analogie tra i 2 film (ad es, quando la squadra degli sfigati viene invitata a una megafesta, ma solo per essere bersaglio di uno scherzo crudele)
  • infine (qualche gradino più sotto) una commedia francese, intitolata in Italia UN PIANO PERFETTO, su una francesina tuttopepe; le serve un matrimonio pro forma; cerca un marito a Copenhagen, poi in Kenya; si innamora a Mosca (una volta tanto i russi non fanno una brutta figura, anzi…)

Dopo le immagini, se proprio volete sapere a chi dedicherò il prossimo post, qualche indizio.

scuola
Avete presente quel candidato alla Casa Bianca che, tra una conferenza stampa e un appello ai valori etici, ingravida una stagista?

Lo interpreta quell’attore che, quando si presentava a un party senza una bottiglia di Martini, gli sbattevano la porta in faccia.

Do you remember?

Scola racconta Fellini (CHE STRANO CHIAMARSI FEDERICO…) e, a seguire, sensazionali rivelazioni sul prossimo post

scolaEro un po’ prevenuto.

Ma mi sbagliavo: è davvero un bel film. Spero (nell’interesse del cinema italiano) che concorrerà all’Oscar per il Best Foreign Language Film

In gran parte è un vero e proprio film. Gli attori rievocano gli inizi di Fellini (a Roma nel 1939 nel Marc’Aurelio) e la sua formidabile ascesa. Osservate in particolare la surreale figura del Narratore (l’ottimo Vittorio Viviani) che gode del privilegio di non pagare il caffè proprio perché è il Narratore.

In questa cornice si inseriscono gli spezzoni. Ad esempio i provini di Sordi, Tognazzi e Gassman per il ruolo di Casanova (nel film, per la verità non perfetto, del 1976; la parte andò poi a D. Sutherland). Bravi tutti e 3: piacione Sordi, sarcastico Tognazzi e grottesco Gassman.

Finale bellissimo. Scena (vera) della camera ardente nello Studio 5 di Cinecittà, con due impettiti carabinieri in alta uniforme (più 2 vigili urbani, in rappresentanza del Comune) intorno alla bara. E poi… non ve lo racconto per non guastarvi la sorpresa.

Andatelo a vedere, anche se non siete fan di Scola. E, se siete dei veri cinefili, godetevi le citazioni fellinesche (il più citato, direi, è AMARCORD; logico, trattandosi di una rievocazione).

Cambiando argomento, il prossimo post avrà come titolo L’IMPORTANZA DI CHIAMARSI CHRISTIAN.

Metterò a confronto il Christian nonoscarizzato del 1951 con quello oscarizzato del 1974. Chiedendo agli eventuali lettori del bloggaccio quale interpretazione dell’uno e dell’altro sia da ricordare.

Published in: on settembre 16, 2013 at 10:11 am  Comments (2)  
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GIULIETTA DEGLI SPIRITI, film

Diretto da Federico Fellini nel 1965, non è certamente il suo capolavoro.

Ma lo rivedo sempre con piacere. Non è piaciuto a Morandini? Chissenefrega…

TRAMA. Giulietta è infelice, ora che ha scoperto l’infedeltà del marito. La madre e le sorelle non l’aiutano, le “amiche” ridono alle sue spalle, un’indagine affidata a un’agenzia di investigazioni toglie ogni residuo dubbio. Prova a ricambiare le corna, ma si tira indietro all’ultimo momento. Decide di lasciare libero il marito di “correre la cavallina” e di restare sola.

Come è naturale (trattandosi di Fellini) gli eventi si intrecciano continuamente con visioni, incubi, personaggi bislacchi e fantasie barocche.

In una di queste visioni la protagonista si rivede bambina in una recita scolastica: lei era una martire cristiana che dal martirio saliva in cielo (mediante carrucola), ma arrivava il nonno mangiapreti che interrompeva tutto e se la portava via. Nel finale lei sogna che il nonno torni a prenderla e la porti in cielo con lui.

Venendo dopo 8 E MEZZO, il film può esserne considerato la “versione femminile”: al posto di Marcello Mastroianni (che interpreta un regista in crisi permanente effettiva) c’è Giulietta Masina (la protagonista angosciata, oggi si direbbe “casalinga disperata”; ma alla fine lei ne viene fuori).

Una menzione speciale per Sandra Milo, allora polputa trentenne, nel ruolo di una vicina di casa molto disinibita. La scena in cui Sandrocchia (in due pezzi blu) fa salire da lei due giovani passanti causò il divieto per i minori di 14 anni.

Published in: on Mag 13, 2010 at 6:41 pm  Comments (3)  
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GINGER E FRED, film di Federico Fellini

1985. Uno dei migliori film di Fellini, secondo me.

Trama essenziale. Lui e lei erano stati (decenni prima) ballerini di avanspettacolo, passabili imitatori della coppia americana. Si ritrovano sul set di uno show telenatalizio a riproporre il loro numero. Se la cavano ancora. Addio alla stazione Termini. Lui: “Ti ho sempre amata…” Adieu adieu.

Lui: Marcello, malinconico gigione.

Lei: Giulietta, praticamente all’ultimo film.

Bravissimi tutti e due.

Procuratevi il DVD, se non ce l’avete già. Soldi ben spesi.

Particolare non trascurabile: è (oltre che una delicata storia d’amore) una feroce satira della TV berlusconiana. Presentato da un cinico e ipocrita trombone, che finge di commuoversi tutti i momenti (vi ricorda qualcuno?) il megashow è una grottesca sfilata di mezzecalzette, fenomeni da baraccone, “casi umani” (il prete innamorato, ecc) e gnocche mezzenude. Incombe la pubblicità di polenta e insaccati.

Scena memorabile (dopo un’ora e 22′). Lei, presa da una crisi di panico davanti allo specchio per il trucco, vuole andarsene; ma nella sala entra il PRESIDENTE Fulvio Lombardoni. Aggirandosi tra cortigiani e divette, si avvicina a LEI, la seduce con un sorrisone e due frasette gentili, accenna a ballare “cheek to cheek”. LEI cambia idea: the show must go on.

Mi dispiace non poter mostrare il videoclip. Ma ve l’ho detto: accattateve ‘o DVD.