il drammone di un russo, la commediola di un Genovesi

Ispirandosi molto liberamente al dramma firmato da Goethe, questo FAUST è ambientato in un mondo cupo e infelicissimo che sembra già l’Inferno o almeno la sua anticamera. 

Tutti (o quasi) hanno sempre fame, vanno a impegnare le poche gioie da un usuraio (il diavolo) e si ubriacano in una sordida bettola. Sono tutti vestiti male, tranne una misteriosa dama (interpretata da H. Schygulla) che dice di essere la moglie dell’usuraio-diavolo; il quale si aggira instancabile tra la folla ed esibisce davanti alle donne (che si fingono scandalizzate) la propria oscena deformità.

“Credete che all’Inferno vadano solo i cattivi, ma ci vengono anche i buoni” è una delle sue battute.

E il dottor professor Faust è buono?

  • Uccide in una rissa il fratello di Margherita (involontariamente, ma l’omicidio resta omicidio) e non sembra oppresso dal rimorso, tanto è vero che inizia SUBITO a corteggiare Margherita
  • La seduce, con l’aiuto del diavolo (Margherita non vedeva l’ora di essere sedotta, per la verità) e dopo una notte d’amore SE LA SQUAGLIA, pur sapendo che lei rischia una condanna a morte per matricidio (resta il dubbio che la vecchia sia morta davvero: il diavolo non dà certezze, ma solo DUBBI)
Diciamo che Faust è l’INSODDISFATTO per definizione. Appena ottiene qualcosa se ne va.
Per questo motivo il contratto firmato col sangue (la sua anima apparterrà al diavolo se avrà ricevuto anche solo un attimo di felicità) non sarà onorato: Faust non è mai contento e prosegue all’infinito nella sua ricerca. Dopo aver preso a pietrate il diavolo, si allontana tra i geyser e i ghiacciai dell’Islanda in un finale veramente epico.

Punto e a capo. Sabato un amico mi segnala che in un film appena uscito cantano MA L’AMORE NO. Sa che questa canzone mi è molto cara.

Era la canzone preferita di mia madre. Ancora adesso non posso sentirla senza commuovermi. Ma sarò scemo?

Perciò sono andato a vedere LA PEGGIOR SETTIMANA DELLA MIA VITA. Avrebbero potuto intitolarlo FANTOZZI SI SPOSA, in quanto il protagonista colleziona figuracce dal primo all’ultimo giorno.

Ogni tanto urla NOOOOO verso la macchina da presa, come chiedendo al regista di tagliare la scena. La serie dei suoi disastri è talmente fantozziana (il cane finito nella betoniera mi ha fatto ricordare il cagnolino della sig.na Silvani nel ristorante giapponese) da far sospettare che, tra 20 anni, la splendente sposina (interpretata da C. Capotondi) finirà col somigliare alla signora Pina.

E il resto è silenzio…

fabio

ho deciso: sarà la notte del quizzone

Aperta parentesi. Ierilaltro ho visto il FAUST di Aleksandr Comesichiama. Un film speciale che merita una recensione speciale. Ci lavorerò nel lungo ponte che ci aspetta. Chiusa parentesi.

Quanto alla notte più lunga (tra sabato e domenica 30) ho deciso di usarla per postare un quiz per cinefili. E’ un po’ che non mi concedo questa libidine…

Quando avrò finito (verso le tre di notte) metterò indietro le lancette e dormirò fino a martedì.

Per evitare quella Bieca Operazione Commerciale chiamata Allouin

Published in: on ottobre 28, 2011 at 3:37 pm  Comments (1)  
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