TOY STORY 3, film

Una storia per tutti, dai 3 ai 99 anni. I piccoli apprezzano i bei colori e le scene d’azione, i meno piccoli sono colpiti dalla complessa personalità del megaorsacchiotto Lotzo che, apparentemente bonario leader della comunità dei giocattoli, SI RIVELA UN CRUDELISSIMO DESPOTA (ma -detto a sua attenuante- ha alle spalle un trauma “infantile”).

Si ride molto (i duetti tra Barbie e Ken, l’astronauta Buzz che diventa spagnolo) e non mancano i momenti commoventi.

Insomma un mix ben riuscito. Dopo aver riassunto la trama, aggiungerò due considerazioni extra-vaganti.

Momento drammatico per i giocattoli di Andy: il loro padrone (ormai 17enne) sta per lasciarli. Porterà con sè solo il prediletto Woody (cosa ci farà con un giocattolo al college? misteri della psiche adolescenziale…) e tutti gli altri finiranno in soffitta. Woody non vuole separarsi dagli amici. Finiscono tutti in un asilo di bimbi pestiferi, evadono in massa, rischiano di essere inceneriti e finalmente trovano la giusta collocazione nella casa di una bimba ricca di fantasia.

Considerazioni finali:

  • com’è bello vedere bambini che preferiscono evitare TV e videogiochi (non se ne vede uno in tutto il film!) e usare la loro fantasia con giocattoli “semplici”, non particolarmente sofisticati!
  • lodevolissima la generosità con cui Andy non solo regala tutti i suoi giocattoli (compreso Woody) alla bimba Bonnie, ma le descrive le “caratteristiche ludiche” di ogni singolo pezzo

Infine, il doppiaggio: godetevi le belle voci di Giorgio Faletti, Fabio de Luigi, Claudia Gerini, Massimo Dapporto, Riccardo Garrone, Gerry Scotti, ecc

EMILY DICKINSON

Breve, ma piena di mistero fu la vita di questa affascinante poetessa americana.

1830-1886 e tutta l’età matura la volle passare rinchiusa in casa, ricevendo solo pochissimi fidati amici.

Sui motivi di questa autoreclusione ci sono molte opinioni: si era innamorata di un uomo sposato, non sopportava la volgarità della gente, il suo unico amore era morto in guerra, era incredibilmente timida ecc

Io preferisco non pronunciarmi. Voglio solo rendere onore alle sue meravigliose poesie.

Difficilissime da tradurre in italiano, perchè si basano su sonorità e allitterazioni che il traduttore (e ci hanno provato artisti come Luzi e Montale, mica còtica) non riesce quasi mai a rendere in pieno.

Perciò trascrivo qui 3 brevi poesie nell’originale (con una trad alla buona) e mi inchino senza aggiungere altro.

To make a prairie it takes a clover and one bee

one clover, and a bee,

and revery.

The revery alone will do,

if bees are few.

Per fare una prateria ci vuole un trifoglio e un’ape

un trifoglio e un’ape

e la fantasia.

La fantasia è sufficiente

se le api sono poche.

I’m Nobody! Who are you?

Are you -Nobody- too?

Then there’s a pair of us!

Dont tell! they’d advertise -you know!

How dreary – to be – Somebody!

How public – like a frog

to tell your name -the livelong June-

to an admiring Bog!

Mi chiam0 Nessuno. Tu chi sei?

Sei Nessuno anche tu?

Allora siamo in due!

Non raccontarlo in giro: si potrebbere spargere la voce!

Che peso essere Qualcuno!

Che volgarità! Come una rana

che gracida il tuo nome -per tutto il mese di Giugno-

a un pantano di ammiratori.

If I can stop one Heart from breaking

I shall not live in vain

if I can ease one Life the Aching

or cool one pain

or help one fainting Robin

unto his Nest again

I shall not live in Vain.

Se io potrò impedire a un cuore di spezzarsi

non sarò vissuta invano

se potrò alleviare il dolore di una vita

o addolcire una pena

o aiutare un pettirosso caduto a ritornare al suo nido

non sarò vissuta invano.

Published in: on gennaio 31, 2009 at 9:12 am  Comments (4)  
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