quella notte c’era la luna piena e il cielo era sereno su Milano…

10 anni fa, su suggerimento di Lavinia (una blogger di cui si sono perse le tracce), dedicai questo postaccio all’allunaggio del 1969. Lo ripubblico e lo dedico a Lavinia.

Seguivamo la diretta Rai (c’era solo la Rai) lei e io.

A un certo punto un attore, credo che fosse Ferruccio De Ceresa, lesse un breve racconto intitolato SENTINELLA.

Lo conoscete? E’ una famosa pagina di F. Brown: “ERA BAGNATO FRADICIO E COPERTO DI FANGO E AVEVA FAME E FREDDO…”

Era la prima volta che la sentivo, quella storia triste di un soldato che deve uccidere.

L’ho ripetuta tante volte quando sono diventato professore. Ritengo che sia molto formativa. Fa riflettere sulla relatività, sul fatto che ciascuno ha diritto al suo punto di vista.

Questa è la cosa che mi è rimasta più impressa di quella notte.

La sera successiva lei mi sorprese con un’osservazione.

Guardando il faccione della luna piena mi disse: “Ci pensi che in questo momento quei due sono là, camminano sulla luna? Adesso non riesco più a trovarla romantica…”

Infatti, se ci pensate, il romanticismo è passato di moda.

Published in: on luglio 20, 2019 at 12:59 am  Comments (3)  
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BLADE RUNNER all’italiana, in 2D e mezzo (doveva essere in 3D, ma i mezzi sono quello che sono)

I protagonisti

Kapicchioni Clemente (in arte, K; interpretato da Paolo Ruffini) è un replicante. Dirige un’agenzia di pompe funebri (la famosa “meglio attè che ammè”) e si premura di seppellire i replicanti di vecchia generazione.

Rick Deckard (interpretato da Giorgio Panariello) è un replicante, riluttante all’idea di essere imballato nelle casse da morto di K; si nasconde nelle macerie di Forte dei Marmi.

Trama essenziale

K scopre, abbandonata in fondo a un vecchio magazzino, una bara su cui una mano infantile ha inciso la frase

Supercazzola prematurata con doppio scappellamento a destra come se fosse antani
ber

K –“Ma questo l’ho scritto io, quand’ero bimbino! Me lo rammento benissimo!”

Sulla base di questo e di altri indizi K capisce di non essere stato creato all’ILVA di Taranto, ma di essere uscito da una passerina. Si mette in testa anche di essere figlio di Rick e lo va a cercare. Dick non lo vuol vedere e si nasconde tra i ruderi della Capannina.

K – “Esci di costì, babbino mio! Sono il tu’ figliolo, e mi chiamo Kapicchioni…”

Dick – “Te tu m’ha’ rotto i coglioni!!!”

K – “E di nome faccio Clemente!”

Dick – “Me li hai rotti ugualmente!!!”

Finalmente Dick esce allo scoperto e per impressionare il pischello si mette a declamare

Dick -“Io non so chi tu se’ né per che modo venuto se’ qua giù, ma fiorentino mi sembri veramente quand’ io t’odo…”

K – “O bischero!!! Fiorentino a me? Io son livornese livornese! Dell’Ovosodo!”

Dick – “E tu saresti il mi’ figliolo? Ma chi lo vuole in casa un citrullo livornese, figlio di una bucaiola maremmana e di qualche soldataccio della quinta armata!!! Annusa questo, bellino!!”

E gli scorreggia in viso, lasciandolo stecchito (si fa per ridere, via!)

Quando il regista (Neri Parenti) ha visionato il materiale ha rinunciato a montarlo, gridando che una simile bischerata era buona giusto per qualche spot sulla cura delle emorroidi.

Poi è fuggito alle isole Cayman con i soldi dell’anticipo. Sull’aereo c’erano anche il Ruffini e il Panariello, intenti anch’essi a contare i loro soldacci.
ruffipanar

Published in: on ottobre 14, 2017 at 8:08 am  Comments (1)  
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ARRIVAL, by Denis Villeneuve

Piaciuto molto.

Adesso però mi voglio divertire a parodiare il film, prima che lo faccia Stefano Disegni e mi rubi l’idea. Se vi interessa la recensione seria saltate le prossime 19 righe e la troverete dopo l’immagine.

In 12 località terrestri (Venezuela, Montana, Mar Giallo, Mar Nero, Karthoum, Valguarnera Caropepe ecc) appaiono astronavi aliene.

Trasmettono il seguente messaggio:

E pecché? Pecché dringhete drà! ‘miezzo o mare ‘nu scoglio ce sta…

Tutte venono a bevere accà! Pecché dringhete dringhete ndrà!

Amy Adams, nata a Vicenza, non conosce la legge di Menga-Whorf e traduce erroneamente con

Partono le astronavi da stelle assai luntane.

Cantano a bordo; so’ napulitane!

Viene convocato quindi Francesco Schettino.

Gli alieni, come lo vedono, se tornano a casa loro borbottando “mala gggente, i terrestri…”

Come si verrà a sapere poi, il messaggio alienesco andava tradotto così:

O le le o la la! Faccele vedé, faccele toccà!

Purtroppo per gli spettatori Amy non aveva capito una mazza e resta vestita per tutto il film.

arri
COSA DICE VERAMENTE IL FILM.

Arrivano gli Alieni! Panico mondiale! La famosissima linguista Louise (Amy Adams) deve decifrare le intenzioni di questi enigmi con 7 tentacoli.

Scoprirà, guidata dal suo intuito, che sono bene intenzionati. La difficoltà del loro linguaggio (si esprimono con circoli, come gli ometti di INCONTRI RAVVICINATI DEL 3° TIPO si esprimevano con note musicali) verrà progressivamente superata.

Alla fine Louse convincerà il generale Shang a non scatenare un attacco (che potrebbe avere conseguenze terribili).

Adios, ci vediamo tra 3000 anni!

Published in: on gennaio 24, 2017 at 6:19 pm  Comments (7)  
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WALL-E (best of 2008)

In quest’anno uscirono film di buon livello. Anche italiani.

  • GOMORRA – ne ho parlato qui
  • TUTTA LA VITA DAVANTI – recensito qui
  • GRAN TORINO – recensito qui
  • THE READER – recensito qui
  • CORALINE E LA PORTA MAGICA – recensito qui
  • IL BAMBINO CON IL PIGIAMA A RIGHE – recensito qui

Volendo scegliere quello che mi è piaciuto di più sono restato in bilico tra GRAN TORINO (tragedia suburbana, in cui il vecchio Clint espia volontariamente una colpa commessa in una guerra dimenticata) e questo gioiello della Pixar.

Cos’è WALL-E?

  • E’ fantascienza. Evidenti le citazioni di 2001 ODISSEA NELLO SPAZIO, soprattutto nel contrasto tra il comandante McCrea e il computerone (voce di Sigourney Weaver).
  • E’ una storia d’amore. Molto casta ovviamente, date le caratteristiche anatomiche di Wall e di Eve. Sono Dante e Beatrice nello spazio. Solo che lui è molto più simpatico (non è un poeta, è un operatore ecologico).
  • E’ una favola ecologista. Tra le tante previsioni catastrofiche del cinema americano, quella di un pianeta diventato un’inquinatissima discarica mi sembra la più realistica. Siamo su quella strada.

In sintesi, se lo conoscete non avete bisogno che vi dica quanto è bello.

Se non lo conoscete BEATI VOI perché vi aspetta una grandissima goduria. Se andate SUBITO, DI CORSA, a comprare il dvd.

Dopo l’immagine riassumerò la trama essenziale, cercando di non spoilerare troppo.

automa
Da secoli l’umanità ha lasciato la Terra e vive in immense astronavi. Non c’è spazio per fare sport, per cui donne e uomini sono pigri e obesi. Viene inviata sulla Terra EVE, robottina naturalista, che scopre che ora qualche pianticina riesce a vivere. E incontra WALL-E, il romanticone.

Niente sarà più come prima…

Notizie dal Premio CHIAVICA 2013 (cominciando da PROMETHEUS)

Prima del mio chiavichesco premio al peggior film del 2012, voglio dire 2 parole sul TORNEO DELLE ATTRICI.

Accostare l’italica Sandrelli a Susan Sarandon è stato impietoso. QUATTRO A ZERO per Susan (biba, Lidia, pensierini e lilian così sentenziarono).

Vediamo se il prossimo match sarà più equilibrato. Un’attrice italiana e un’americana entrambe nate nel 1962; capito, no?

Ciò premesso, parliamo di chiaviche.

PROMETHEUS (regia di Ridley Scott) è attualmente in testa alla classifica, NEL SENSO CHE E’ RITENUTO IL PEGGIORE DEI PEGGIORI.

Lo avevo spernacchiato in data 20settem ultimo scorso. Ma meglio di me ha fatto Cecilia, con la raffinatezza e la concisione che le sono proprie.

Per cui, da quel pigrone che sono, cito il suo giudizio (tu permetti, vero?).

“PESSIMO, DA SCONSIGLIARE. Uno dei film più inutili e rivoltanti della storia del cinema, con immagini fredde ed eleganti che però non hanno niente di nuovo… Come Ridley Scott sia riuscito a fare un film così francamente brutto, pur con bravi attori, mezzi notevoli e buona colonna sonora rimane un mistero: miracoli di una sceneggiatura disperante”

Da parte mia, sintetizzo la TRAMA. Così potrete fare bella figura citandolo davanti a un piattone di salumi e crescentine SENZA AVER SUBITO LO STRAZIO DI VEDERLO (oltretutto non finisce mai…)

Un semidio in mutande si beve un Amaro Montenegro sulla riva di un lago islandese. Si dissolve in miliardi di cellule e dà origine alla vita del nostro pianeta. Per evitare che i Semidei vengano a sapere dell’esistenza di Fabrizio Cicchitto e vengano a distruggere la loro opera viene inviata un’astronavona con a bordo scienziati particolarmente scemi, un vecchio miliardario bavoso (viene da Arcore?), la di lui figlia e un androide di cui un’archeologa pian pianino si sta innamorando (almeno, se la sposa, non dirà che la mamma cucinava meglio…)

Basta così. Sono già le 9 e 53 e non ho ancora rifatto il letto.

Ci risentiamo lunedì, parlando di queste qui.
gostrosso

Published in: on gennaio 10, 2013 at 10:54 am  Comments (3)  
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Non tutti i Ridliscott vengono col buco: ad esempio, Prometheus…

Se PROMETHEUS fosse stato diretto da un pistanghelli qualunque…

Ma il regista è lo stesso di ALIEN e di BLADE RUNNER!!! Ci si aspettava qualcosa di più!

Infatti la sensazione prevalente è di DELUSIONE (vedansi le rece di Cecilia, Effettonotte, Cavalli e Segugi, Antoniofalcone, Pensiericannibali and so on) proprio perché (lo so che mi ripeto) ALIEN ERA TUTTA UN’ALTRA COSA.

Da una parte un vero HORROR: se non vi si drizzavano i peli dalla paura quando l’avete visto la prima volta siete fatti di ferro. Uno dopo l’altro gli astronauti del Nostromo sono sterminati dal Mostro, con la crescente consapevolezza dell’invincibilità dello stesso (proprio come l’equipaggio del Demeter, annientato da quel simpaticone di Dracula).

Dall’altra un fumettone pieno di illogicità e di chiacchiere inutili (questi Ingegneri che hanno indirettamente creato la specie umana sembrano alludere al famoso Disegno Intelligente), che dura 124 lunghi minuti e piacerà soprattutto agli adolescenti, abituati alla SF da fumetto.

Come ha scritto Mauro Uzzeo, sembra la sottomarca cinese di un bel giocattolo. O, come dico io, è come quando copi la versione di latino da internet e ci metti apposta degli errori per non farti scoprire.

L’unica scena da applauso è la prima. Nello scenario delle Cascate Dettifoss (Islanda) un Ingegnere in mutande (in America non si possono vedere sullo schermo ingegneri nudi) beve un China Martini e si disfa.

Almeno lui non parla a vanvera.

P.S.: Come prevedevo Stefano Disegni ha sfrugugliato Prometheus su CIAK (numero di ottobre).
alienprometeo

Published in: on settembre 20, 2012 at 12:08 pm  Comments (6)  
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I viaggi nel tempo da Hermione Granger a Stephen King

Credo che il primo scrittore a immaginare di tornare al passato per modificare il presente sia stato Mark Twain.

Poi ci sono stati Bradbury, Asimov e tanti altri maestri della SF.

Mettiamoci anche la Rowling. In un episodio della Hogwartsaga Hermione usa un Giratempo (Time-turner nell’originale) che le permette di seguire più lezioni contemporaneamente (dalle 10 alle 11 Rune Antiche, poi torna alle 10 per l’ora di Divinazione…)

Se l’adorabile secchiona viaggia nel passato solo per prendere dei bei voti, il protagonista dell’ultimo romanzo di S. King (11/22/63, segnalatomi da Armakuni) ha un progetto di importanza STORICA.

LUI (un prof 35enne, nato nel Maine nel 1976) ha scoperto che può, attraverso una “buca del coniglio”, tornare nel passato e impedire che John F. Kennedy sia ucciso a Dallas.

E ci riesce, affrontando traversie di ogni tipo. Una misteriosa forza gli si oppone, creando continui intoppi: IL PASSATO NON VUOLE ESSERE MODIFICATO.

JFK è salvo, dunque. HAPPY END? Naaaaa…. qui NON siamo nell’ottimismo hollywoodiano di RITORNO AL FUTURO.

Siamo nel mondo tragico di Stephen King.

Se volete sapere come va a finire, ve lo dirò dopo l’immagine (e alcune righe assolutamente OT). Se invece preferite saperlo solo leggendo questo bellissimo romanzo, SIETE ANCORA IN TEMPO: voltate pagina e arrivederci alla prossima.

Posso solo aggiungere che, oltre l’avvincente trama, King ci regala una commossa ricostruzione della “vecchiamerica” tra il ’58 e il ’63, quando lui aveva dagli 11 ai 16 anni. Posso capirlo, essendo un suo coetaneo: era un mondo ingenuo (e pieno di sigarette) in cui ci si divertiva con poco e “se parlavi di attacchi terroristici la gente immaginava adolescenti che ribaltano mucche”.

kingMentre siete lì che non riuscite a staccare gli occhi dallo schermo, vi offro un’ultima chance DISTRAENDOVI con la mia innocua follia.

Nel post precedente ho elencato 5 tra i peggiori film del 2011. Altri 2 titoli (MANUALE D’AMORE3 e BEASTLY) sono proposti dallo stesso Armakuni.

SONO DAVVERO I PEGGIORI? C’è di peggio tra quelli proiettati in Italia quest’anno? Chi vuole, proponga altre nominations (e il 2011 non è ancora finito). Dal 1/1 prossimo venturo voteremo…

Siete ancora qui?

LUI, compiuto il suo compito,  torna nel 2011 e trova uno scenario da incubo. Salvare la vita al Presidente ha provocato disastri imprevedibili.

Non solo la guerra del Vietnam si è conclusa con l’Olocausto nucleare di Hanoi, ma molte altre città sono state cancellate dalla carta geografica e la radioattività nell’aria ha raggiunto livelli spaventosi.

Peggio ancora. Terremoti apocalittici scuotono di continuo la Terra, la California è tutta una rovina, mezzo Giappone è andato sottacqua, secondo i geologi l’intero pianeta esploderà entro pochi decenni.

Qualcosa (chiamatelo FATO, se volete) voleva che JFK morisse in quel giorno E ADESSO SI VENDICA.

In conclusione, LUI azzera tutto. Così Kennedy morirà a Dallas e l’adorabile Sadie (che LUI aveva conosciuto e amato nel suo viaggioneltempo) rimarrà sfigurata da una coltellata. Ma, nelle ultime 4 pagine, LUI la vedrà ancora.

P.S. King non si limita a citare se stesso (c’è DERRY, la “città cattiva” del Maine, c’è il penitenziario di Shawshank…). Si diverte a citare altri romanzi (come il “sovversivo” GIOVANE HOLDEN) e i racconti horror di Shirley Jackson (“il pomeriggio si insanguinava lasciando il posto alla sera”).

E non mancano i riferimenti alla trilogia diretta da Zemeckis, nonché a I GUARDIANI DEL DESTINO di G. Nolfi.

Come Biff Tannen in RITORNO AL FUTURO II, il protagonista fa i soldi con scommesse su match di pugilato e corse di cavalli (ha con sé l’Almanacco dello sport), e deve fare i conti con enigmatici figuri che hanno sempre in testa un cappello di feltro.

Cosa farò nell’ora che non c’è?

Mi spiego. Alle ore 3 del mattino del 30 le lancette torneranno indietro di un’ora (si torna all’ora solare) per poi ripartire dalle 2.

Quindi avrò 60 minuti in più (un’ora regalata, da riempire a mio piacimento).

Cosa ci metterò?

  • pubblicherò un racconto dark che più dark non si può?
  • pubblicherò un racconto di fantascienza? (anche di questi ne ho molti nel cassetto)
  • spiegherò per quali motivi l’on. Fabio Garagnani continua a emettere atroci assurdità?
  • ambienterò una nuova edizione dei Promessi Spesi nel mondo attuale, fidando nell’indulgenza di don Lisander?
  • proporrò un nuovo quiz per cinefili, essendo i quiz l’asse portante della nostra società, come insegna Davide La Rosa in arte Lario3?


Published in: on ottobre 18, 2011 at 2:50 pm  Comments (5)  
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I DIALOGHI DEGLI AMANTI, di F. Alberoni

Francesco Alberoni è un affermato sociologo e mi è simpatico (ci ho fatto anche un esame, nel millennio scorso), ma la letteratura non fa per lui. Questo è un MALRIUSCITO (davvero malriuscito) romanzo di fantascienza travestito da dialogo filosofico (non c’è un narratore, come in certi libri di A. Nothomb)

Perché dico FANTASCIENZA?

  1. anzitutto è ambientato in un futuro imprecisato (100, 150 anni?) in cui la società sarà trasformata radicalmente dall’ingegneria genetica: individui programmati prima di nascere (sesso colore degli occhi altezza e soprattutto orientamento sessuale), sparizione dei ruoli parentali (a malapena sai chi ti ha partorito, sarai educato dal clan di lesbiche o di eterosessuali che ti controllerà fino ai 30 anni) e se vuoi passare una serata allegra senza complicazioni, esistono delle robottine giapponesi che fanno tutto loro…
  2. ma soprattutto i 2 protagonisti dialoganti e scopanti SONO TROPPO PERFETTI PER ESSERE VERI; talmente affiatati da raccontarsi le rispettive imprese letterecce (così si eccitano meglio), capaci di prestazioni olimpioniche in fatto di orgasmi multipli (non si stancano mai) su letti faraonici (sono ricchissimi); mai una lite, mai un’incomprensione, mai una cilecca. Finché…

Come va a finire ve lo racconto tra 25 righe. Prima descrivo i 2 amanti.

LEI si chiama Sakùntala (la madre si chiama Fatima, il padre boh?) è bassa di statura (ciò facilita alcune posizioni del Kamasutra) e con seni “rigogliosi”. Cresciuta nel clan lesbico delle Oristal, è fuggita a 18 anni. Resta incerta tra etero e omosessualità, finché tale Hossein a Damasco la convince da che parte stare. E’ un tipo romantico: fa sesso e si innamora con la stessa intensità. Dopo molti anni e molti uomini incontra LUI.

LUI si chiama Rogan. Se era stato programmato omosessuale, qualcuno ha sbagliato qualcosa: negli anni del college scopre di essere “ipersessuale”. Prima in una “sexycooperativa” (una specie di bordello) poi a Princeton dimostra energie illimitate: “cercavo il sesso, il successo sessuale, ogni donna era un assedio, una città da espugnare; non amavo le donne, volevo solo conquistarle, avevo solo una meta SCOPARLE, SCOPARNE IL PIU’ POSSIBILE; non c’era posto per l’emozione, per l’abbandono, non riuscivo nemmeno a vederne la bellezza…”.

I due si incontrano, si innamorano (amore totale, appassionato, reciproco, ecc) e intrecciano le loro vite in modo indissolubile.amanti

Ma siccome in qualche modo bisognava concludere, Alberoni conclude il dialogo in un letto di ospedale. Hanno sparato a Rogan (chi sia stato non si sa: forse quelli della mala, forse la pubblicità…) che però non sta mai zitto: devono operarlo e togliergli un numero imprecisato di pallottole, ma deve descrivere a Lei che l’attentato è avvenuto al numero tale di Lexington Avenue, ecc

E Lei, invece di dirgli di non stancarsi, continua a ripetergli che lo ama, lo ama, lo ama alla follia…

“Saky…” e finalmente tace. Come sia andata l’operazione non lo so e, francamente, non me ne importa una cippa.

I RAGAZZI VENUTI DAL BRASILE (e non parlo della nazionale)

Romanzo di Ira Levin (1976) e film diretto da F. J. Schaffner nel 1978.

Avevo letto il romanzo e ne ero rimasto impressionato. Era la prima volta che sentivo parlare della clonazione umana in termini realistici. Non come nei romanzi di SF, voglio dire: i principi scientifici e il procedimento erano descritti in lunghe pagine (che naturalmente nel film sono state riassunte in poche parole) e andai al cinema con molta curiosità.

Bel film, lo confermo dopo tanti anni. A molti critici (Morandini e Kezich, ad esempio) è sembrato invece pieno di difetti.

Ma bisogna capirli: erano gli anni ’70 e per loro (per Kezich, soprattutto) il Grande Nemico erano le multinazionali e gli USA, non il neonazismo. Per cui il film era assurdo, fuorviante, mistificante ecc.

A me è piaciuto. Laurence Olivier (Liebermann, il cacciatore di nazisti, chiaramente ispirato alla figura di S. Wiesenthal) e Gregory Peck (Dr. Mengele) sono da applauso. E sono affiancati da altri grandi attori, come J. Mason, Lilli Palmer, Bruno Ganz…

TRAMA ESSENZIALE. Liebermann sa che il dr. Mengele si nasconde in Sudamerica, protetto dall’organizzazione neonazista e dai dittatori locali (nel film quello del Paraguay, nel romanzo il brasiliano Geisel); viene poi a scoprire che Mengele ha creato in una clinica ostetrica nella giungla 94 cloni di Hitler, poi adottati da altrettante famiglie in Nordamerica e in Europa. Poichè non basta il genoma per avere copie conformi, ma bisogna riprodurre una storia personale il più possibile identica a quella di Hitler, gli sgherri di Mengele devono uccidere metodicamente i padri adottivi quando i figli arrivano a compiere 14 anni.

Come va a finire? Se proprio volete saperlo, ve lo dirò dopo l’immagine
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Liebermann viene a sapere che uno dei cloni, nel New Jersey, sta per compiere 14 anni. Si reca di corsa sul posto (da solo, senza neanche provare ad avvisare la polizia; chi gli crederebbe?) e, se non riesce a evitare che Mengele uccida personalmente il padre del 14enne, riesce a convincere lo stesso 14enne a scatenare i suoi dobermann contro Mengele che, con un contrappasso dantesco, è ucciso proprio dalla sua creatura.

Nel finale, gli agenti segreti israeliani vogliono la lista dei “piccoli Hitler” per eliminarli, ma Liebermann l’ha distrutta.

“Tutti -assolutamente tutti- hanno diritto di vivere e di scegliere tra il bene e il male” è la sua conclusione.