in ricordo di Fabrizio

Distratto come sono, mi era sfuggito l’anniversario di Fabrizio De André.

Per essere perdonato inserisco qui una delle sue canzoni.

Non è la più conosciuta, forse non la più bella. Ma a me sembra molto significativa, con questo secondino che implora i favori del boss camorrista “che dà conforto e lavoro”.

E molto attuale.

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Published in: on febbraio 23, 2010 at 8:08 am  Comments (4)  
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Perchè non lo facciamo in Italia?

Quello che ha deciso Sarkozy (a proposito della pubblicità sulle reti pubbliche) perchè non lo facciamo qui?

In Francia è come da noi. Da una parte il servizio pubblico, dall’altra le TV commerciali. Quella che potremmo definire la RAI francese fino all’altro ieri farciva i suoi programmi con quintalate di pubblicità. Ora non più. Penserà il governo con un fondo speciale a ripianare il deficit.

Perchè la RAI non prova a fare a meno della pubblicità, almeno nei programmi serali?

Finchè sono interrotte dagli spot fregnacce come LA VITA IN DIRETTA o ITALIA ALLO SPECCHIO, che alternano notizie ansiogene di cronaca nera a pensosi quesiti esistenziali su temi Emanuele Filiberto ha cambiato fidanzata? et similia, POCO MALE.

Ma ogni tanto va in onda un bel film o un programma interessante (stasera su F. De Andrè: oseranno infarcirlo con “minestroni orogel” o “vodaphonelifeisnow”?). Almeno esentate RAITRE dall’umiliazione, vi prego!

Badate bene che non sono uno di quei Savonarola che i pubblicitari li brucerebbero tutti. Certi spot mi divertono: avete presente la tipa che, dopo essersi allenata “alla Rocky”, riesce a dire DI PARMA?

E non dimentico che Fellini, Tornatore, G. Muccino ecc. hanno lavorato (bene) nel settore.

Però si potrebbero concentrare gli spot in finestre tipo CAROSELLO. Gli sponsor calerebbero? Chissenefrega degli sponsor! Vuol dire che alla RAI avrebbero meno miliardi e meno direttori generali!

Published in: on gennaio 9, 2009 at 2:54 pm  Comments (4)  
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La nostra TV è ansiogena?

Ho già avuto modo di definire LASSATIVA la lettura del Giornale. Ma ogni tanto qualcosa di buono ci trovo. Quel che è giusto è giusto. E poi, come cantò Fabrizio De Andrè in una famosa ballata, dal letame nascono i fiori.

C’è uno in gamba che scrive lì. Si chiama ROBERTO LEVI.

Cito da un suo recente articolo TV ANSIOGENA.

La nostra Tv generalista, pubblica o privata,  “è una potentissima propagatrice di ansia: la genera nei titoli strillati dei telegiornali, nell’attenzione spasmodica per gli avvenimenti di cronaca nera sviscerati in tutti i dettagli più inutilmente macabri… la fomenta andando a tormentare parenti e amici delle vittime di tragedie più o meno fortuite, talvolta recuperando delitti del lontano passato se non sono reperibili delitti di giornata… trasmette inquietudine, negatività e una assortita propensione a soffermarsi soprattutto sul male… cattura l’attenzione del pubblico sul versante dell’emotività viscerale… piuttosto che premiare la ricerca del ragionamento…”

Non saprei dire meglio. Aggiungo che non è cosa di oggi. Ve la ricordate la tragedia di Vermicino? E le 18 ore di diretta a reti unificate?

Con tutto il rispetto che si deve alla memoria di Alfredino Rampi e al dolore della famiglia, si stava già percorrendo la strada della TV viscerale. Sappiamo dove ci ha portato quella strada. Al predominio dell’irrazionalità e dell’isterismo sulla pacatezza e sull’equilibrio.

Mi congratulo per l’acutezza della Sua analisi, signor Levi.

E la prego di trasmetterne i concetti ai proprietari del Giornale.