Cose da NON dire all’esame di maturità

Ecco, ci siamo.

L’ESAME!!!!

Nervi a posto. Andrà tutto bene.
mau

Comunque, a beneficio di chi vuol superare la prova senza difficoltà elenco un paio di consigli. Valgono sia per la prova scritta (tipologia C) che per l’interrogazione.

    1. Cento anni fa si concludeva la prima guerra mondiale. L’Italia nel 1918 si ritrovò dalla parte dei vincitori, cosa molto insolita. Probabile che si parli in sede scritta e/o orale dei motivi per cui l’italico governo decise di entrare in guerra. Sconsiglio vivamente di dire che erano motivazioni imperialistiche, che si voleva annettere un territorio (il Tirolo) in cui la presenza italiana era nulla e altri (Istria e Dalmazia) in cui gli italiani erano in minoranza, quasi tutti concentrati nelle città costiere. Che si voleva qualche pezzo di Africa in più e una parte della costa turca, prospiciente alle isole del Dodecaneso. Meglio sorvolare o comunque ricorrere a temi classici: l’amor patrio, l’eroica difesa del Piave, il martirio di Cesare Battisti e di Nazario Sauro ecc.

cesasaur

2. Altro anniversario pericoloso: il 1968. Spero proprio che non venga citato nelle tracce ministeriali. Se lo fosse il mio consiglio è parlatene bene! Adesso è di moda rivalutare quegli anni: Beatles, figli dei fiori, Woodstock, “immaginazione al potere”, LSD e così via. Non dite che i favolosi di Liverpool (ahimé) erano sulla via dello scioglimento e le loro pagine migliori erano già state scritte (a meno che non consideriate un capolavoro Obladì Obladà). Non dite che in Italia cominciò una stagione di violenze e di follie (eversione nera, brigate rosse, bombe ecc) che spaventarono il ceto medio e aprirono la strada a Craxi, a Berlusconi, alla Lega…. Non ricordate che nella primavera del ’68 il PCI era arrivato al 30% (potenzialmente era sulla soglia del 40%). Ma dopo la sbornia viene il mal di testa: l’estremismo (“malattia infantile” disse un certo Lenin) del “tutto e subito” ci ha portati dove siamo. Insomma, dite tutto il bene possibile del ’68 e degli anni seguenti. Peace and love, friends!
obladì

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Cinquanta anni fa moriva Lorenzo Milani, presbitero (e se LETTERA A UNA PROFESSORESSA finisse nel tema della maturità?)

IL CANDIDATO ANALIZZI QUESTA CITAZIONE (da LETTERA A UNA PROFESSORESSA): “Lucio, che aveva 36 mucche nella stalla da sconcimare ogni mattina, disse LA SCUOLA SARA’ SEMPRE MEGLIO DELLA MERDA”

IN QUESTA VALUTAZIONE IL CANDIDATO TENGA CONTO ANCHE DEL PUNTO DI VISTA DELLA MERDA
mucc

Published in: on giugno 5, 2017 at 10:58 am  Comments (1)  
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Preparatevi su Pasolini – lo chiederanno alla Maturità

Si avvicinano gli Esami di Maturità. Secondo voci insistenti P. P. Pasolini sarà tra i protagonisti.
ppp
Se ne parlerà come scrittore? Forse anche nella tipologia storico-politica?

Nel dubbio, elenco i testi che bisogna conoscere bene. Non si improvvisa su questo personaggio (morto il 2/11/1975, 40 anni fa)

  • i romanzi RAGAZZI DI VITA e UNA VITA VIOLENTA
  • la sceneggiatura del film ACCATTONE (pubblicata da Garzanti nel 93, con introduzione di Ugo Casiraghi)
  • le poesie; almeno quelle in italiano, a cominciare da L’USIGNOLO DELLA CHIESA CATTOLICA (poi vi cito qualche verso… provate a farne l’analisi)
  • gli SCRITTI CORSARI; leggete almeno l’articolo IL VUOTO DEL POTERE IN ITALIA, con la famosa metafora delle lucciole “…darei l’intera Montedison per una lucciola”
  • infine, IL PCI AI GIOVANI: poesia (in realtà è una prosa che va a capo ogni tanto) molto discussa dal ’68 in poi; secondo schemi marxisti piuttosto datati si contrappongono i poliziotti (i veri proletari) agli studenti (i borghesi); “Smettetela di pensare ai vostri diritti, smettetela di chiedere il potere: un borghese redento deve rinunciare a tutti i suoi diritti…”

Infine ecco i versi che ho promesso dieci righe fa:

(Pasolini si rivolge al Crocefisso)

“E a che ci avrebbero

brillato i pugni

e i neri chiodi

se il Tuo perdono

non ci guardava

da un giorno eterno

di compassione?”
chiesa

Published in: on maggio 28, 2016 at 7:07 pm  Lascia un commento  
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Sarà questo il tema della Maturità?

Secondo indiscrezioni degne di fede, il tema di quest’anno riguarderà LA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE e la FUGA DEI CERVELLI ALL’ESTERO.

Forse al ministero sperano che, considerando quant’è dura la sorte dei giovani (con o senza diploma), molti candidati si tolgano la vita durante o subito dopo la stesura del tema.

Questo permetterebbe alle Commissioni d’esame di risparmiare molto tempo.

Propongo, a titolo di documentazione e approfondimento, il seguente testo ai maturandi:

Ma, ar solito, a ‘sto porco de paese,

si vorse trovà’ appoggio pe’ le spese

de la scoperta, je toccò a annà’ fora.

IL CANDIDATO INDICHI L’AUTORE DI QUESTI AMARI VERSI, L’ANNO DELLA LORO PUBBLICAZIONE E DI QUALE SCOPERTA SI TRATTA

(tranquilli, le risposte ve le do io, dopo l’immagine)esami
Risposte:

  1. CESARE PASCARELLA
  2. 1894 (già da allora…)
  3. La scoperta dell’America

In bocca al lupo a tutte/i…

Published in: on giugno 18, 2012 at 3:59 pm  Comments (7)  
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Tra Cronenberg e Tim Burton, aspettando la notte prima degli Esami

DARK SHADOWS è un film divertente. NON è il migliore di Tim Burton, si capisce, ma si lascia vedere. Infatti lo ha visto già un milione di spettatori. Data la stagione calda, è un risultato considerevole.

E’ una commedia. Commedia con tinte dark, diciamo in finto horror (che sta al vero horror come l’ecopelle sta al vero cuoio). La famiglia Collins mi richiama irresistibilmente alla mente la famiglia Addams, che era un po’ più bonacciona.

J. Depp si diverte un mondo a interpretare il protagonista (un vampiro uscito dalla bara dopo due secoli e comicamente frastornato dalla televisione e dalle altre diavolerie moderne). Da notare che la lotta mortale che si combatte nel film NON E’ TRA BUONI E CATTIVI (categorie ormai obsolete), ma è un conflitto tra due aziende capitaliste: quella dei Collins (rivitalizzata dal vampiro) e la Angel Bay (guidata da una strega).

Già che parliamo di capitalismo, qualche riga su COSMOPOLIS.

Nella scena finale un killer disperato punta la sua arma sull’ancora più disperato megafinanziere Packer. Premerà o no il grilletto?

Ve lo dirò dopo il video, se proprio volete saperlo.

Ma in verità il quesito è ininfluente. Packer è in preda a un’IMPULSO AUTODISTRUTTIVO le cui cause non sono del tutto chiare (si rende conto che la sua vita è vuota e desolata? prova disgusto per quella frenesia di accumulare denaro?); in compenso gli indizi sono evidenti fin dall’inizio:

  • gira per Manhattan proprio in mezzo a una manifestazione di contestatori (gli gettano topi morti addosso, gli colorano la limousine con lo spray e c’è anche una torta in faccia)
  • proprio mentre avrebbe più bisogno della sua guardia del corpo, lo uccide
  • si spara a una mano
  • va a cercare il killer nel suo tugurio, in mezzo ai vicoletti della Bowery ecc ecc (insomma va in cerca della morte)

Secondo me, il guaio è che Packer finisce col diventare simpatico agli spettatori. E’ giovanissimo, palestrato e sentimentalone (si commuove fino alla lacrime per la morte di una rockstar, si fa tagliare ritualmente i capelli dal vecchio barbiere che li tagliava a suo padre): come si fa a non tifare per lui?

Di conseguenza, la polemica contro il capitalismo che era alla base del romanzo di De Lillo si stempera. Non si pensa più che gli errori di questi tycoons (quasi sempre dei vecchiacci bavosi, mica questo fighetto) causano disoccupazione e miseria in tutto il pianeta. E non hanno (per lo più) niente da temere: cadono e cadranno sempre in piedi.

Prima di spoilerare (se non volete sapere come va a finire siete ancora in tempo) preannuncio che il tema a carattere storico dell’imminente ESAME DI STATO riguarderà la luminosa figura di S. Antonio abate (quello che stava nel deserto) e accludo un appropriato inno dedicato a lui. Ringrazio il reverendo Lovejoy, della First Presbylutheranist Church di Springfield (USA) per la preziosa collaborazione.

Dove eravamo rimasti?

Ah, sì… un killer punta la sua arma contro R. Pattinson (un po’ meno inespressivo del solito) e tutti in sala si chiedono se sparerà o no.

NON LO SAPREMO MAI, perché sullo schermo partono i titoli di coda (un film di Davidcronenberg, ecc) e qualcuno impreca che non ha capito un cazzo non tutto è chiaro…

COMMENTO PERSONALE. Prescindendo dalla sorte del personaggio (nel romanzo, comunque, il killer killereggia) il messaggio è che il capitalismo è arrivato al capolinea. O quasi.

Uno spettro si aggira nel mondo…