4 motivi per cui HATEFUL 8 mi è piaciuto più di DJANGO UNCHAINED

Primo. Non ci sono buoni e cattivi tra le nevi del Nord, mentre nel caldo Sud c’era il classico (banale) manicheismo: cattivissimi schiavisti sconfitti dai buoni (un medico tedesco e schiavi alla ricerca della libertà). Nell’emporio di Minnie sono tutti più o meno hateful.

Detestabili. Proprio come nel capolavoro di A. Christie DIECI PICCOLI INDIANI: tutti i 10 personaggi che si ritrovano isolati a Nigger Island dal mare in tempesta hanno uno o più omicidi sulla coscienza.

Detto tra parentesi, anche nell’emporio di Minnie ci sono 10 uccisioni (contando il cocchiere O.B. e il fratello di Daisy). Ma Tarantino si farebbe frustare piuttosto che ammettere di essersi ispirato al romanzo di un’inglese. Meglio scegliere il fellinesco numero 8.

Secondo. Jennifer J. Leigh (che interpreta Daisy) è perfetta, nel suo ruolo di malafemmina. Non mi meraviglierebbe se la statuetta come Attrice Non Protagonista andasse a lei. In DJANGO SCATENATO la sola figura femminile rilevante era Broomhilda (ma qualcuno di voi ricorda il nome dell’attrice?)

Terzo. La fotografia (Robert Richardson) è grandiosa, soprattutto nelle scene iniziali. Prevedo un Oscar anche per lui: sarebbe il quarto (R. Richardson aveva filmato anche Django ecc, ma con minor successo)

Quarto. Morricone. Nomination anche per la sua colonna sonora. Se vince sarà il suo primo Oscar “vero” (quello alla carriera del 2007 era una specie di risarcimento per non averlo premiato prima)
eight

Alla domanda se un film diretto da italico regista e interpretato da attori/attrici di fuori sia da considerarsi italiano rispondo che…

PREMESSA. Come promesso nel postaccio precedente, dichiaro qui che IL RACCONTO DEI RACCONTI è il film che mi è garbato di più nella presente stagione. Se proprio ci tenete, la volta prossima elencherò una miriade di candidati alle piazze d’onore. Fine della premessa.

Adesso però rispondo al quesito: se tutti (o quasi) recitano in lingue forestiere il film è davvero italiano?

Propendo per il SI’, purché il regista sia italiano (il regista è il padre del film…)

    • THIS MUST BE THE PLACE, a mio parere, è italiano anche se tutto il cast è anglosassone. Lo stesso vale per YOUTH, dello stesso Sorrentino
    • LA MIGLIORE OFFERTA (Tornatore) è ancora più italiano: location italiana, colonna sonora di Morricone, costumi di Millenotti, scenografia di Sabatini, fotografia di Zamarion ecc
    • quanto a IL RACCONTO di Garrone, non c’è problema; l’origine sono i racconti di G. Basile e lo spirito è l’italica pessima opinione (antichissima e purtroppo non infondata) su chi ci governa (re, regine, presidenti del consiglio…)

basile

COPPOLA vs LEONE (e, già che ci sono, rispondo alle obiezioni di Armakuni, Lidia Zitara e Anna Nihil)

Da una parte Al Pacino, dall’altra Clint Eastwood. Entrambi danno molto lavoro al becchino (per non parlare dei cadaveri, nordisti e sudisti, che si ammucchiano in IL BUONO, IL BRUTTO E IL CATTIVO).

CARATTERISTICA COMUNE. Al e Clint non sono angeli. Usano sistematicamente l’omicidio come mezzo per raggiungere i loro fini (proteggere la Famiglia in un caso, accumulare dollari nell’altro).

Ma possiamo provare un po’ di simpatia per loro, vedendoli in lotta mortale con furfanti al quadrato. Insomma (come dicono a Roma) IL PIU’ PULITO CI HA LA ROGNA.

DIFFERENZA SOSTANZIALE (secondo me): Mike Corleone prova sempre più amarezza per quello che fa (che DEVE, in un certo senso, fare), mentre “il Biondo” non sembra provare alcun rimorso (probabilmente con tutti i suoi dollari se ne andrà all’Est, diventerà un business man e sarà accolto nel Rotary Club).

FRASI MEMORABILI

  • “Su questo documento ci sarà la tua firma o il tuo cervello” (frase di don Vito, riportata da Mike)
  • “Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, quello con la pistola è un uomo morto” (lo dice Ramon, ma ha fatto i conti senza l’oste)

PUNTEGGIO PROVVISORIO del match (reso spettacolare anche dal confronto tra le colonne sonore di Nino Rota e di Ennio Morricone): 30 a 9 per il Padrino, grazie ai voti espressi da Anna Nihil, Blabla e Pensierini.

Inserisco 2 documenti. Dopodiché risponderò ad alcune 0sservazioni.

COSA ESPRIMIAMO con un voto? Ovviamente una generalizzazione, come quando diciamo di preferire (ad esempio) Puccini a Wagner, il vino bianco alla birra, il basket al calcio… CONCORDO che il primo episodio di Matrix è molto superiore agli altri due (proprio da buttare? mi sembra un po’ drastico…), ma nell’insieme c’è un discorso coerente, per cui si può votare per tutta la trilogia.

INDIANA JONES E IL TESCHIO DI CRISTALLO NON L’HO VISTO. Chi l’ha fatto mi ha caldamente consigliato di non sprecare tempo e soldi. Forse un giorno lo vedrò e promuoverò la trilogia a tetralogia (contrapponendolo alla serie di Alien?).

Regista, regista… il caso GUERRE STELLARI aiuta a capire. George Lucas non ha FORMALMENTE diretto gli episodi V e VI, ma è autore del soggetto, della sceneggiatura e soprattutto è PRODUTTORE ESECUTIVO (decide lui chi recita e chi no). Tanto è vero che NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS è considerato un film di Tim Burton anche se la firma ce l’ha messa Selick.

Lo stesso vale per Tarantino, a proposito di UNA VITA AL MASSIMO.

E per oggi mi fermo qui, preannunciando che il prossimo match sarà tra la trilogia CLASSICA di GUERRE STELLARI e quella girata in seguito.

LUCAS contro LUCAS, insomma.

TRE FILM DA VEDERE

DIVERSO DA CHI? di Umberto Carteni. Brillante commedia all’italiana.

Si ride (tantissimo nel primo tempo, poco nel secondo) su cose molto serie. Come nell’indimenticabile MEDICO DELLA MUTUA si rideva con Alberto Sordi e si rifletteva sulla sanità italiana e in generale sui mali di una società corrotta e ipocrita, così qui si parla apertamente di omosessualità (e in generale di amore) e di diritti civili.

E si parla, con ironia, dei guai del Partito Democratico: le primarie fasulle, l’eccessiva prudenza, il cinismo dei vecchi marpioni, il far coesistere forzatamente modelli culturali diversissimi. All’inizio il personaggio impersonato dalla Gerini parla come Paola Binetti (con 30 anni di meno) e quando sento la battuta “questo lo mandiamo a farsi massacrare, alle prossime elezioni troveremo un candidato vincente” non ho potuto fare a meno di pensare a Dario Franceschini, poareto…

GRAN TORINO, di e con Clint Eastwood. Dramma suburbano; anzi tragedia, visto come va a finire. Un vecchio terribile, un’auto d’epoca, la difficile convivenza con i “musi gialli”, le guerre tra poveri.

Sono rimasto molto impressionato dal film. Alla fine mi chiedevo “NEANCHE UNA NOMINATION?” Bisogna che lo riveda.

Forse sono stato sopraffatto dalle emozioni che suscita il vecchio leone Clint.

Se torno con la mente ai miei 18 anni (ai vecchi capita molto spesso) il primo film che ricordo è proprio PER UN PUGNO DI DOLLARI. La musica di Ennio Morricone, quelle battute e quelle scene di una violenza surreale.

“Avete fatto male a ridere. Al mio mulo non piace la gente che ride. Pensa sempre che si rida di lui…”

Ripeto, devo vederlo ancora. Poi deciderò se inserirlo o meno nella mia graduatoria TOP TEN (i migliori films stranieri del decennio). Certe scelte richiedono calma e riflessione.

Infine, LA MATASSA, di Salvatore Ficarra, Valentino Picone e Giambattista Avellino.

Mi è piaciuto (un po’ meno del precedente, il 7 e l’8) e penso che comprerò il DVD. Se non altro, per ammirare PINO CARUSO, raffinato attore che qui ha un ruolo minore (fa il prete) e regala agli spettatori battute di grande mestiere.

Eppoi si parla della mafia. E non è facile parlare di mafia al cinema: o si fa un resoconto fedele (tipo Gomorra) delle sue atrocità o si cade nel macchiettismo, che qui è quasi completamente evitato. Soprattutto i mafiosi non sono visti sotto una luce di (anche minima) simpatia, come qualche volta è successo.