P. MASTROCOLA contro il Giovin Signore

Paradosso. Dire una cosa irreale per alludere alla realtà.

SWIFT scrisse nel 1729 un saggio grottesco intitolato UNA MODESTA PROPOSTA.

Proponeva, con un tono molto serioso, di allevare (ingrassandoli bene) i figli delle poverissime famiglie irlandesi e venderli all’asta all’età di un anno per arricchire la mensa dei ricchi con la loro tenerissima carne.

OVVIAMENTE Swift non sosteneva il cannibalismo. Era mosso da un sincero sentimento di compassione per la miseria dei suoi compatrioti. E dallo sdegno per l’insensibilità dei dominatori inglesi.

Analogamente, nell’ultimo sfogo di Paola Mastrocola (TOGLIAMO IL DISTURBO, Guanda editore), si esortano i liceali italiani a cui non piace studiare a NON STUDIARE PIU’.

Anzi a non frequentare più il liceo, perché NON DOVREBBE PIU’ ESSERCI IL LICEO.

Nei capitoli finali (i più paradossali) si ipotizza un nuovo ordinamento delle scuole superiori.

Si dovrebbero istituire

  • la WORK-SCHOOL (w-scuola), per gli studenti che vogliono seguire le loro attitudini pratiche (stilista, antennista, estetista, mobiliere, cuoco ecc)
  • la COMMUNICATION-SCHOOL (c-scuola), per chi vuol dedicarsi ai linguaggi multimediali, al giornalismo, alle public relations ecc
  • la KNOWLEDGE-SCHOOL (k-scuola), per chi ama lo studio astratto, la speculazione teoretica, Wittgenstein, Tasso, Euclide, L’Edipoacolono ecc.

IMPORTANTISSIMO. Le ragazze e i ragazzi dovrebbero scegliere liberamente, senza che le rispettive famiglie mettessero il becco PER EVITARE LE ASF (Ambizioni Scolastiche Familiari).

Sono proposte paradossali (occorre spiegare il perché?). Come nel caso della MODESTA PROPOSTA di Swift, questo libro esprime un sentimento di commiserazione (per il liceo e chi ci lavora) e di disgusto per la società vuota, edonista e modaiola in cui vivono i nostri giovani. Credetemi: a Paola Mastrocola piace ancora insegnare, ama ancora la scuola e proprio questo amore la fa soffrire.

In sintesi, TOGLIAMO IL DISTURBO è molto interessante come studio sociologico.

Descrive il NCB (Nuovo Ceto Benestante): “gente che ha la barca in porto, la seconda e magari la terza casa per le vacanze, la colf e due cellulari a testa…” Cosa gliene frega dei contenuti culturali del liceo? Alla loro viziatissima prole (che erediterà l’azienda di papà, la casa dei nonni ecc) serve solo un titolo di dott o di avv da mettere sul biglietto da visita. Per ottenere il “pezzo di carta” iscrivono ragazze e ragazzi al liceo e pagano costose lezioni private (anzi, pare che le lezioni private siano uno status symbol, come le vacanze a Sharm el-Sheikh e la settimana bianca).

Ho molto apprezzato la descrizione del Giovin Signore (e della Giovane Signorina, do you remember Parini?), di come passa i pomeriggi e soprattutto il SABATO POMERIGGIO (pag 45-46) tra le strade del centro e gli outlet.

Conclusione. Don Lorenzo Milani voleva giustamente una scuola che aiutasse i figli dei contadini. E la Mastrocola gli dà ragione: “la scuola è fatta per gente che ha poco o niente e pensa che imparando potrà migliorare la propria condizione… che studiando potrà essere migliore, più felice”.

Ma ora non serve una scuola di massa, il LICEO DELL’OBBLIGO.

Serve una scuola d’élite per i pochi che VOGLIONO VERAMENTE IMPARARE e che quasi sempre vengono da Famiglie Non Benestanti.

Published in: on settembre 8, 2011 at 10:12 am  Comments (5)  
Tags: , , , , , , ,

splendido splendente…

Canzone di Donatella Rettore. Anno 1979.

Ha precorso i tempi. La protagonista (ma è un messagio bisex: “uomo o donna si vedrà…”) esulta nel contemplare gli effetti della chirurgia estetica: IO MI AMO FINALMENTE.

Da sempre poeti e musicisti si sono occupati della più grande passione umana: l’amore. Amore appagato (siamo la coppia più bella del mondo e ci dispiace per gli altri, che sono tristi perchè non sanno più cos’è l’amor…) o inappagato (niente, nemmeno una parola, l’accenno di un saluto, ti dico arrivederci amore mio, nascondendo la malinconia…).

Da quel fatale, craxiano, 1979 nasce un nuovo soggetto da mettere in musica: l’amore per se stessi. E una nuova religione. IL NARCISISMO.

Oggi (trent’anni dopo) vediamo gli sviluppi di questo culto narcisista. Sembra sia necessaria una legge per impedire che le bimbe si facciano regalare le tette al silicone da rassegnati genitori. Quanto alle tragedie dell’anoressia e ai disastri che il bisturi ha causato alla faccia e ai glutei di centinaia di migliaia di infelici… meglio non esemplificare.

E cosa ne dite dell’attuale Presidente del Consiglio che da anni si fa stirare le rughe e ricrescere magicamente i capelli? La Rettore aveva previsto anche lui: “come sono affascinante… mi distinguo tra la gente… io sorrido eternamente… una splendente vanità…”

IO MI AMO è il motto di Silvio Berlusconi e dei berlusconiani di ogni sesso.

Negli anni ’80 Roberto d’Agostino (nell’indimenticabile Quelli della notte) coniò l’espressione EDONISMO REGANIANO. Reagan non c’è più, ma nell’Edonismo Reganiano ci siamo dentro fino al collo.

Published in: on febbraio 19, 2009 at 8:50 am  Comments (2)  
Tags: , , , , ,