Nuovo cinema paradiso vs. Baarìa

Sto riordinando i miei dvd. Lascio i migliori 40 nello scaffale vicino al videolettore (di più non ce ne stanno) e gli altri li stivo in un armadio.

Ne consegue che devo operare delle scelte. Ad esempio, cosa metto nello scaffale: BAARIA o NUOVO CINEMA PARADISO?

Stesso Tornatore, stesso autobiografismo, stessa Bagheria.

Ci devo pensare. Oggi ho rivisto Nuovoecc, domani metterò su Baaria, che comunque ricordo di aver visto in sala nell’autunno 2009.

https://ilbibliofilo.wordpress.com/2009/10/01/baarìa/

Prevedo comunque che nell’armadio ci andrà Baarìa, un po’ troppo enfatico, con troppe cose e troppi personaggi non necessari.

NUOVOecc è più lineare e lascia la politica in secondo piano. Film dedicato ai film, soprattutto anni ’40 e ’50 (da Ombre rosse a Poveri ma belli). Penso che proprio questo omaggio al cinema “classico”, in bianco e nero, abbia catturato le simpatie dei giurati dell’Academy.

Published in: on giugno 28, 2011 at 10:14 PM  Comments (6)  
Tags: , , ,

due film e mezzo

Nel senso che in questo lungo weekend ho visto due bei film e uno così e cosà. Più cosà che così.

Cominciando dal basso, LA DURA VERITA’ è più cosà che così.Però si ride. Ho le prove, ho i testimoni: un centinaio di spettatori nella sala C dell’Odeon di Bologna. Certe battute sono volgarotte, ma funzionano.

TRAMA ESSENZIALE. Lei è una specie di Maria De Filippi (con 17 anni di meno) che non ci sa fare con gli uomini. Chiede consiglio a un famoso sciupafemmine che ha dovuto accogliere nel suo programma (l’audience era in calo) e i consigli hanno effetto. Come va a finire non ve lo dico, tanto l’avete già capito.

Tra gli attori segnalo Gerard Butler (il troglodita-maschilista-sciupafemmine) già visto come re Leonida in 300.

Ultima considerazione, prima di passare ad altro film: una commedia del genere, negli anni ’50, avrebbe avuto come interpreti Grace Kelly, Frank Sinatra e Cary Grant e un tono molto più elegante.

Vabbé, glissons…

Al contrario, A SERIOUS MAN (di Ethan e Joel Coen) è bellissimo ma tristissimo.

TRAMA. Larry Gopnik è un integerrimo professore universitario. La sua vita scorre tranquilla finché si accorge di essere circondato da una folla di stronzi (moglie, figli, fratello, vicino di casa, alunno coreano, ecc) e una grandinata di disgrazie (tipo Giobbe) si accanisce su di lui. Cerca invano conforto nella fede ebraica: tre strampalati rabbini non sanno dirgli altro che “Hashèm (così chiamano l’innominabile Dio) non è tenuto a dare spiegazioni…”. Alla fine cede alla necessità e accetta la mazzetta! Proprio lui, l’incorruttibile prof, cambia l’insufficienza in sufficienza per una busta piena di bigliettoni!

Siamo molto lontani, quindi, dallo spumeggiante humour di PRIMA TI SPOSO POI TI ROVINO e di BURN AFTER READING: pensate che l’unica risata in sala è stata causata dalla “buffa” morte di un avvocato, stroncato da infarto mentre sta spiegando al protagonista in che modo risolvere uno dei suoi molti problemi.

Però il film è interessantissimo. E non solo per gli appassionati di linguistica, che si possono godere il prologo (siamo nella Polonia nell’800 e i personaggi parlano l’yiddish) e la lezione di ebraico.

Penso che, a suo tempo, lo aggiungerò alla mia collezione di DVD.

Infine, A CHRISTMAS CAROL, tratto fedelmente dal famoso racconto di Dickens.

Prima considerazione: NON è adatto a bambini sotto gli 8 anni (se volete portarli, fate loro un discorsetto: i bambini poveri ESISTONO DAVVERO, rischiano davvero di morire di stenti se qualcuno non li aiuta, non è una favola, ecc) e anche i più grandicelli devono essere preparati adeguatamente.

Seconda ed ultima considerazione: ero prevenuto contro la Bieca Operazione Commerciale del 3D, ma mi sono arreso. Gli effetti sono veramente fantastici. Sembra davvero che i fiocchi di neve ti scendano sulle ginocchia e che il nasone di Scrooge sia a 5 centimetri dal tuo. Proprio per sfruttare meglio la tridimensionalità ABBONDANO I PRIMI PIANI: gli occhi pieni di lacrime, le facce arrossate, il pallore dei fantasmi ecc.

In sintesi, andatelo a vedere. E non dimenticate il fazzoletto per il finale.

BOX OFFICE di Marzo

Elenco dei 5 film più visti in Italia nel mese scorso. La fonte è il mensile CIAK.

  1. I LOVE SHOPPING – Alcune ex-colleghe minacciano di togliermi il saluto se non dico che questo film fa schifo; in realtà, non è male come pensavo: ci sono ottimi attori (John Lithgow, Joan Cusak, John Goodman, Kristin Scott Thomas) un po’ sottoutilizzati e c’è il ritmo incalzante delle commedie slapstick. Comunque non comprerò il DVD.
  2. LA MATASSA – Anche questa commedia non è piaciuta a tutti. A me sì: comprerò il DVD. Certe gag sono impagabili, ad esempio quella del vecchietto succube della madre che per tutta la vita gli ha proibito il matrimonio e le sigarette: appena libero si scatena…
  3. IL CURIOSO CASO DI BENJAMIN BUTTON – Gran bel film. Ne ho già parlato nel post del 5 marzo. Quando si oltrepassano i 10 milioni di euro (secondo me arriva a 12) senza bisogno di attori adolescenti (Brad Pitt ha superato i 45, Cate… beh, non si dice l’età…), Christian De Sica, Verdone, supereroi e sesso (un po’ ce n’è, ma solo un po’) un motivo ci deve essere. Lo comprerò il DVD, potete scommetterci.
  4. WATCHMEN – Non l’ho visto e un po’ mi dispiace, perché non posso godermi in pieno la PARODIA che ne fa Stefano Disegni.
  5. GRAN TORINO Bellissimo. Ancora non riesco a capire perchè non abbia avuto nemmeno una nomination; almeno per la regia. Forse i giurati dell’Academy ritenevano di aver premiato abbastanza Clint per MILLION DOLLAR BABY. Forse sono rimasti scioccati dal linguaggio e dallo stile politically uncurrect del protagonista (in Italia uno come Kowalsky voterebbe Lega Nord o non voterebbe affatto), che però col suo sacrificio finale diventa simpatico a tutti. Boh. Comunque, quando arriverà il DVD, lo riguarderò attentamente e deciderò se inserirlo nella TOP TEN del decennio.

Cambiando leggermente discorso (ma restando nell’ambito cinema) segnalo che nella mia TOP FIVE (cioè nella lista dei post più visitati) THE IMPORTANCE OF BEING EARNEST ha scalzato dal quinto posto TWILIGHT, il film: per la precisione, 108 per il film sul capolavoro di Wilde e 105 per gli adolescenti vampiri.

Con tutto il rispetto per la signora Meyer, la commedia di Garofano Verde continuerà ad essere famosa tra secoli, mentre non scommetterei lo stesso per il suo (pregevole, lo riconosco) romanzo.

La differenza di qualità tra i due film è ancora più netta.