HP e il principe mezzosangue, inteso come film

Lo definirei UNA BANALITA’ con alcune scene veramente spettacolari.

Diciamo che il romanzo batte il film 5 a 0. Furbescamente il regista ha gonfiato al massimo le storielle di baci, bacetti e palpeggiamenti (niente di più; a Hogwarts nessuno si toglie le mutande, of course), mentre è stata ridotta all’osso la parte più interessante: i flashback sul piccolo Tom Riddle e dei suoi grotteschi antenati (madre, nonno e zio) che sembrano i parenti poveri della famiglia Addams.

E mi è dispiaciuto che abbiano cancellato il capitolo iniziale, in cui un allibito Primo Ministro (mi hanno riferito che Tony Blair in persona era interessato alla parte) riceve la visita del Ministro della Magia nel suo ufficio di Downing Street, 10.

Di buono ci sono le scene spettacolari: il crollo del Millennium Bridge (il ponte era affollatissimo, eppure non muore nessuno! è proprio un film per bambini…) le partite di Quidditch, dove il portiere Ron para l’impossibile perchè CREDE di essere protetto da un incantesimo (potenza dell’autosuggestione!) e la morte di Albus.

Di Severus Snape ho già detto abbastanza nel post precedente. A proposito, belli i primi piani del suo volto pallido e tormentato.

Voglio aggiungere qualcosa su Draco Malfoy e sull’attore che lo incarna. Draco vorrebbe essere un cattivissimo Mangiamorte, ma non ci riesce: qualcosa dentro di lui glielo impedisce (difatti salverà la sua anima nel prossimo episodio) e questa tensione fa di lui uno dei personaggi più interessanti del ciclo.

Quanto all’attore, si chiama Tom Felton. Un bravo attore: rende bene il personaggio. E pensare che aveva esordito dieci anni fa in Anna and the King (era il figlio di Anna alla corte del Siam) e sembrava un angioletto!

Infine una rivelazione. Sono in possesso di dati (inoppugnabili?) sulla vera origine di Minerva McGranitt, ma non raccontatelo in giro…

http://un-paio-di-uova-fritte.blog.kataweb.it/2009/06/25/le-7-vite-di-maria-sklodowska/

Harry Potter, i romanzi

Sarebbe meglio dire IL romanzo. Perchè a guardare bene è un unico romanzo, a puntate.

Storia romanzesca di un bestseller. La casa editrice Bloomsbury si è salvata dal fallimento grazie al fiuto di un suo redattore (che forse passerà alla storia per questo): mentre altre case editrici rifiutavano il manoscritto (succede spesso agli esordienti) questo Mr. Fiuto ha visto più lontano degli altri.

Premesso che il personaggio HP mi sta cordialmente antipatico (magari un’altra volta vi spiego il perchè), devo riconoscere che le sue storie hanno un fascino innegabile.

  • sono ambientate in entrambi i mondi (quello di noi Babbani e quello della Magia) e trovo irresistibili i momenti in cui si passa dall’uno all’altro (il binario 9 e trequarti, l’entrata del Ministero della Magia, i rapporti tra il Ministro della Magia e il Primo Ministro britannico, ecc) nonchè (nei primi episodi) l’atteggiamento di zio Vernon e zia Petunia verso “quella roba lì”
  • riproducono (sfruttandone il fascino) l’ambiente delle scuole aristocratiche inglesi: le divise,il sussiego, i solenni banchetti, lo sport (e il cameratismo che ne nasce); c’è da aggiungere che la scuola dei maghetti è aperta a tutte le razze (cinesi, indiani, caraibici) come lo è oggi l’Inghilterra
  • sono realistiche: se tu non hai soldi, non c’è magia che li faccia apparire; di conseguenza esistono maghi poveri (i Weasley), ricchi e ricchissimi: Harry è ricchissimo, ma fa subito amicizia con il povero Ron (questo sia detto a suo onore)
  • seguendo la tradizione del giallo alla Agatha Christie, c’è sempre un rovesciamento finale, per cui chi era considerato nemico è invece dalla tua parte, chi era annoverabile tra i “buoni” si rivela come superbastardo; penso a Sirius Black e soprattutto a Snape (noto in Italia come Piton), di cui parlerò poi…

Difetti? Ce ne sono tantissimi, a cominciare della verbosità dei personaggi: parlano troppo fin dall’inizio (meno male che nei film i dialoghi sono ridotti all’osso) e spesso senza avere niente di serio da dire; qualcuno però potrebbe obbiettare che gli adolescenti sono proprio cosi…

Aggiungo che lo spessore psicologico di molti personaggi è osservabile solo al microscopio. A cominciare dallo stesso improbabile protagonista: un orfano, maltrattato per dieci anni da zii orrendi e cugino bastardissimo, non viene su così bene, controllato e gentile con tutti, capace al massimo di qualche breve scatto d’ira…

E adesso dovrei dire qualcosa sul mio collega Snape (anch’io insegnavo Pozioni), ma…

Ma non voglio raccontare il finale a chi non lo conosce E NON VUOLE CONOSCERLO.

Facciamo così. Inserisco un video e DOPO (avendo dato la possibilità di voltare pagina a chi vuole rimanere all’oscuro di come-va-a-finire) vi racconto da che parte sta il mio collega.

Dunque, se siete ancora qui è perchè VOLETE SAPERE.

  • a pagina 539 di HP e il principe mezzosangue, Snape uccide Albus Dumbledore con la maledizione-senza-perdono, ma la vittima era perfettamente consenziente (sapeva di dover morire comunque e non voleva che fosse Draco Malfoy a macchiarsi la coscienza), anzi aveva ORDINATO a Snape di ucciderlo molto tempo prima (a pagina 372 deve ribadire la sua volontà al recalcitrante Snape)
  • nel prof. Snape c’è fin dal primo romanzo della serie la ferrea determinazione di SALVARE Harry da ogni pericolo: è il figlio di Lily, il grande amore della sua vita…

…e mi fermo qui. Adesso vado al cinema e vi farò sapere come questa intricata faccenda è stata resa sullo schermo.

Magari la prossima volta vi rivelerò qualcosa su Draco e sulla prof. Minerva McGonagall.