Preghiera

Caro Dio, è molto tempo che non ti chiedo niente.

Sospetto che di questo pianetino perso in un’insignificante galassia periferica non t’importi una cippa.

Ma ti prego a mani giunte: fa che non vinca questo qui
trump
Aggiornamento del 9 novembre: Merda!!!!!

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Published in: on novembre 7, 2016 at 2:58 pm  Comments (6)  
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qualche esempio di film “grottesco” (già che ci sono, anticipo il mio personalissimo elenco dei film migliori della stagione… anzi no)

Rispondo a CineBlabla che si chiede cosa sia il GROTTESCO.

Premetto che sarà un post molto noioso (dopo non dite che non vi avevo avvisato).

Partiamo con la Domus Aurea di Nerone
nerone
I sotterranei della Domus furono scoperti (per puro caso: un pastore sprofondò in una fessura del colle Oppio) nel 1480 e subito denominati LE GROTTE DI NERONE.

Vennero alla luce dipinti (vedi sopra) dell’epoca imperiale. Erano soggetti veramente strani: mostri, animali immaginari, immagini bizzarre e licenziose (andatele a vedere se non ci credete; adesso quelle “grotte” si possono visitare).

Premesso ciò (ve l’avevo detto che vi sareste annoiati) elenco qui alcuni esempi di film “grotteschi” (a metà strada tra commedia e dramma)

    • DIO ESISTE E VIVE A BRUXELLES – il Dio in questione è un tanghero insopportabile; suo figlio Gesù se n’è andato di casa molto tempo fa; lo stesso farà sua figlia; Dio incontra un prete e gli dice “voler bene al prossimo? non ho mai detto una sciocchezza simile!”; il prete lo mena.
    • BORIS, IL FILM – La troupe di René Ferretti tenta di realizzare la versione cinematografica di LA CASTA (Rizzo e Stella); finisce col confezionare un cinepanettone, tutto culi e pernacchie; si ride, ma con tanta amarezza…
    • BELLUSCONE – grottesco elogio della mafia (“quanto c’era Francesco Bontate qui al Brancaccio tutti trovavano lavoro…”) con annessa intervista a Marcello Dell’Utri (allora a piede libero); non è commedia, anzi fa venire i brividi… eppure si ride
    • TELEFONI BIANCHI – ascesa tra commedia e dramma di una puttan di un’attrice negli anni 30 e 40; in mezzo alla tragedia della guerra si ha modo di ridere della morte (per paura) di un attore cocainomane, evidente allusione a Osvaldo Valenti.
    • IL DOTTOR STRANAMORE – forse il capolavoro del genere; chiamalo dramma, se vuoi… ma muoio dalle risate vedendo il maggiore Kong che cavalca la bomba atomica destinata a innescare l’apocalisse (distruggendo la base sovietica di Laputa) agitando il suo stetson e gridando yahoooo

yahoo
Si è fatto tardi. Rimando al prossimo post la decisione su quale tra i film della stagione 2015/16 (ormai conclusa) meriti la palma del MIGLIORE

Published in: on maggio 3, 2016 at 6:17 pm  Comments (2)  
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HER – pron. pers. (in italiano, LEI)

Nessun gatto è stato maltrattato nella stesura di questo post (tornerò sulla questione nel finale).

Aggiungo che il film l’ho già recensito nell’altro blog, affrontando la vitale questione se l’orgasmo di Samantha sia simulato o autentico.

Ma ora devo aggiungere alcune osservazioni e, dopo l’immagine, affrontare un punto cruciale 

    • tutto si svolge nel prossimo futuro a Los Angeles; non posso fare a meno di ricordare BLADE RUNNER, dove si immaginava LA nel 2019: inquinatissima e piena di auto volanti; qui invece non si vedono auto (solo treni silenziosissimi e grandi aree pedonali); e, al posto dei Replicanti, invisibili Intelligenze Artificiali che non uccidono nessuno (anzi si innamorano di noi); questo si chiama ottimismo!
    • la “partenza” di Samantha e delle altre Intelligenze mi ha fatto tornare in mente L’ULTIMA DOMANDA (racconto del 1956, del grande Isaac Asimov); lì è Multivac (in un futuro futurissimo) a uscire dal tempo e dallo spazio; in sostanza diventa Dio e, dopo la fine dell’universo, lo ricrea (“Sia la Luce” e tutto il resto)
    • in conclusione, andate a vedere il film (se non vi piace, peggio per voi); dopo l’immagine (che fa un po’ cagare) la domandona ona ona

phoenix

DOPPIAGGIO: cosa poteva fare M. Ramazzotti, di fronte alla sensualissima voce di Scarlett?

Mah. Direi che non poteva fare di più; magari nascondere un po’ l’accento romanesco (ti aspetti che da un momento all’altro si metta a parlare della Lazio e della Roma).

POST SCRIPTUM. Non ho esperienza di chat erotiche. Perciò chiedo, a chi ne sa più di me, si incontra davvero gente così? 

Voglio dire, una tipa stramba che chiede di essere strangolata con la coda del gatto e, arrivata all’orgasmo, dice ciao e butta giù?

Published in: on marzo 18, 2014 at 12:31 pm  Comments (6)  
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Non solo SCEMO

Mi chiamo Carrey.

James Eugene Redmond Carrey. Chiamatemi pure Jim

Mi sono fatto un nome (e anche un conto in banca con molti zeri) recitando ruoli di SCEMO.

Ma non me ne pento.  In un mondo come questo, pieno di tristezza e di catastrofi, un clown che faccia un po’ ridere la gente ci vuole. Credetemi. Lo ha dimostrato anche il grande Jerry Lewis.

E poi ho fatto bene anche in ruoli drammatici, come ora potrete vedere.

Come al solito, il curatore di questo blog (più scemo di me) ricorda solo alcuni dei miei film. Aggiungete voi quello che manca.

  • LE RAGAZZE DELLA TERRA SONO FACILI (1989) – Sono un extraterrestre rosso e mi chiamo Wiploc; faccio da spalla a Mac (Jeff Goldblum) che è blu e perciò è il capo. Tutti e tre, comunque, abbiamo successo con le ragazze della San Fernando Valley. Se fossimo capitati a Manhattan non so come ci avrebbero accolti i Men in Black.
  • THE MASK (1994) – Sono Stanley, un bancario particolarmente sfigato; grazie a una maschera di legno vichingo assumo ultrapoteri e uno stile strafottente che mi fanno conquistare l’amore di Tina (Cameron Diaz). Grazie a questo film e alla computergrafica Cameron e io siamo diventati divoni (nel senso di grandi divi).
  • SCEMO & PIU’ SCEMO (1994) – Sono Lloyd; insieme al mio amico Harry concorriamo al titolo mondiale di cretineria; in confronto a noi Forrest Gump è Einstein.
  • BATMAN FOREVER (1995) – Ho molti nomi; potete chiamarmi E. Nygma, l’intelligentissimo Enigmista; odio Wayne, di cui ero un dipendente, e lo sfido con i miei indovinelli; finisco in un manicomio criminale e d’altra parte, con un vestito tutto verde e cosparso di punti interrogativi, dove potevo andare?
  • BUGIARDO BUGIARDO (1997) – Sono l’avvocato Fletcher (non parente della Signora in giallo) e ho la deplorevole abitudine di mentire a tutti; mio figlio rivolge una preghiera al cielo “Vorrei che mio padre per un giorno non dicesse bugie”; qualcuno lo ascolta e io da mentitore compulsivo divento un sincero compulsivo, cosa che per un avvocato può essere disastrosa…
  • THE TRUMAN SHOW (1998) – Vivo da 30 anni nella finzione, nel senso che intorno a me tutto è finto. Come ho fatto a non capirlo prima? Sono un po’ scemo anche qui. Ma quando comincio a capire, la storia diventa angosciosa; tanto è vero che il Golden Globe Award me lo hanno dato come miglior attore drammatico.
  • IO, ME & IRENE (2000) – Interpreto due parti: Charlie (un poliziotto onesto, fantozzianamente deriso da tutti) e Frank (il mio alter-ego, aggressivo e sboccato); questa schizofrenia crea molti problemi, ma alla fine la bella Irene (Renée Zellweger) si innamora di… entrambi; se qualcuno trova delle assonanze con IL VISCONTE DIMEZZATO di Calvino non è scemo!
  • UNA SETTIMANA DA DIO (2003) – Sono Bruce; mi incazzo con Dio, ma Lui (Morgan Freeman) mi vuol dimostrare come sia complessa la faccenda (non ogni desiderio deve essere realizzato…) e mi concede una temporanea onnipotenza. Alla fine la mia ragazza mi ama per quello che sono normalmente… però ammette che in quella settimana la baciavo da dio!
  • SE MI LASCI TI CANCELLO (2004) – Sono Joel e non amo più Clementine (Kate Winslet); disamore ricambiato; può riuscire una surreale Agenzia Lacuna a cancellare il ricordo dell’amore? comunque alla fine la cancellazione è cancellata.
  • DICK E JANE. OPERAZIONE FURTO (2006) – Sono Dick e vengo promosso vicepresidente dal megabastardo Presidente (Alec Baldwin); in realtà è un pacco colossale: dalle stelle alle stalle (finisco sul lastrico in un amen); tento persino di rapinare i clienti del bancomat; ma troverò il modo di punire il mascalz farabutt figl di putt con un finale travolgente.
  • A CHRISTMAS CAROL (2009) – In questo quasi-cartone-animato sono Scrooge, l’avaro più famoso della storia; ma do la mia voce anche ai 3 Spiriti del Natale e a Scrooge bambino (che tenerezza, povero bimbo tutto solo…) e al ventenne Scrooge, già sufficientemente stronzo per essere piantato dalla fidanzata.

Date un voto (se volete) alle mie interpretazioni. Ma soprattutto non mancate di leggere il prossimo post.

Sarà dedicato a una meravigliosa attrice (mi dispiace tanto di non aver mai lavorato al suo fianco!!!). Capace di commuovere e divertire dal Regno Unito a New York, dalle vigne del Chianti a Hogwarts.

aspettando GODOT e cercando Zazzà

Questo testo è trasparente, chiaro e inequivocabbbbile!

Quando il protagonista si chiama ISAIA (un profeta molto importante di Israele: a Bologna gli abbiamo dedicato una via e una delle 12 porte), si delizia delle mistiche armonie del PARSIFAL e cerca il perduto amore durante i festeggiamenti del santo Patrono di Napoli… è chiaro che ISAIA STA CERCANDO DIO.

Non sembri strano che la divinità sia chiamata Zazzà! Secondo la Kabbala ebraica INFINITI SONO I NOMI DI DIO… e poi, scusate, Samuel Beckett lo ha chiamato Godot (GOD + GOTT): Beckett sì e io no?

Allo stesso modo, nessuna stranezza se ISAIA adopera espressioni così affettuosamente terrene per parlare del suo amore. Spesso nella letteratura mistica si usano termini metaforici.

Ad esempio, ecco come nel Canto di Salomone l’anima innamorata di Dio descrive il suo affanno: “sul mio giaciglio, lungo la notte, ho cercato l’amato del mio cuore; l’ho cercato, ma non l’ho trovato; mi alzerò e farò il giro della città, per le strade e per le piazze; voglio cercare l’amato del mio cuore; l’ho cercato, ma non l’ho trovato…” Infatti lo cerca tutta la notte, viene maltrattata dalle guardie della città (i preti?) e alla fine LO TROVA.

 Auguro buona fortuna ad Isaia. Alle volte Dio si fa cercare molto a lungo. Qui a Bologna l’abbiamo visto l’ultima volta il 31 maggio 1998 quando, indossando una maglietta col numero 5, centrò un bersaglio da 3+1 e rovesciò una sfida-scudetto che sembrava persa.

Da allora non s’è più visto.

a proposito di TOM BOMBADIL

Mi sono riletto con comodo i capitoli iniziali del SIGNORE DEGLI ANELLI.

Belphagor mi aveva messo una pulce nell’orecchio a proposito del mio giudizio iniziale su Tom Bombadil, che avevo definito in un post di fine novembre “personaggio inutile”…

Altrochè inutile! Tom rimane al margine dell’azione principale, ma di lui si dice che è straordinario, il più potente e più antico di tutte le creature della Terra di Mezzo: “era qui prima del fiume e degli alberi, vide la prima goccia d’acqua e la prima ghianda, conobbe l’oscurità sotto le stelle quand’era innocua e senza paura, prima che da Fuori giungesse l’Oscuro Signore…”

Ha molti nomi: nelle ere lontane era chiamato Iarwain Ben-adar, Forn oppure Orald, il più anziano e il senza padre.

La malvagia Potenza che ha forgiato l’Anello non sembra influire su di lui: Tom è l’unico che infilando l’Anello nel mignolo NON DIVENTA INVISIBILE.

Infatti, quando i saggi si riuniscono intorno a Elrond per discutere  su cosa fare dell’Anello, viene presa in seria considerazione l’ipotesi di affidarlo a Tom che, nascosto nella foresta, potrebbe resistere in eterno agli attacchi di Sauron.

Ma l’ipotesi è scartata. Proprio perchè Tom è radicalmente estraneo a ogni desiderio di potere non darebbe importanza all’Anello; probabilmente lo perderebbe o si dimenticherebbe di averlo.

IN SINTESI, Tom è un dio, ma è UN DIO DISTRATTO,  placidamente indifferente a quello che succede fuori del suo territorio.

Come gli dei di cui parla Epicuro, dei che non si curano di noi.

Published in: on gennaio 23, 2009 at 12:21 am  Comments (5)  
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