In qual modo lo celebre indovino NOSTRADAMUS sciolse lo grande enigma che da millanta notti turbava la mente mia (no, non mi riferisco al ritorno di Nosferatu a Palazzo Chigi… di quello che succederà al Paese dei Cachi poco mi cale)

Mi inchinai.

-O sommo tra i sommi, sciogli il dubbio che mi fa perdere il sonno fin dall’Anno della Salute 2000! Quale sarà la forma d’arte caratteristica di questo secolo, come lo furono l’Opera Lirica nell’800 e il Cinema nel 900? Sarà forse lo short pubblicitario?-

Lo grande Maestro rispòsemi…
notre

Non ci provo neanche a tradurre in italiese (lingua ricca di ambiguità e sottintesi) l’interminabile e oscurissimo sproloquio che seguì.

Sintetizzo:

  • anzitutto mi diede il suo IBAN su cui versare la salatissima parcella (gli serviva per pagare la connessione a Internet, fenomeno che Egli aveva preannunciato con quel “mille soli sorgono a Occidente”)
  • deinde, sentenziò che usare immagini in movimento a scopi pubblicitari altro non era che sviluppare le intuizioni degli Hermanos Lumière (quindi è sempre cinema, prova ne sia che star come John Malkovich, Robert DeNiro e Julia Roberts hanno girato spot; anche Marilyn -adesso che ci penso- nel 1955 faceva pubblicità al dentifricio Dazzledent)
  • deinde, mi indicò in una folgorante visione la forma d’arte che già si è diffusa e ancor più diffonderassi; essa, travalicando le differenze razziali e di genere, piacerà a tutte/i, ebdomadari, bactriani, sefarditi, cirillici, glogolitici e bustrofedici!

enmilinguaunogif

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Published in: on febbraio 26, 2018 at 10:16 am  Comments (3)  
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