Coppie famose: 2 attrici napoletane, 2 streghe inglesi, 2 american vampires

Nel post precedente indicavo la coppia Lina Wertmuller e Mariangela Melato come un bell’esempio di collaborazione nel mondo del cinema.

Una regista e un’attrice legate da una forte amicizia.

Ma due attrici che avessero fatto coppia in almeno 3 film non le trovavo, né in Italia né all’estero.

Ringrazio dunque Kukuviza che ha investigato negli anni ’50 e mi ha segnalato Tina Pica e Titina De Filippo.

Infatti compaiono insieme in

  • FILUMENA MARTURANO (1951)
  • MARITO E MOGLIE (1952)
  • GUAGLIONE (1957)
  • NAPOLI, SOLE MIO (1958)

A questo punto dovrei scrivere una pallosissima disquisizione sui motivi per cui le attrici litigano tra loro, sono gelose del successo altrui ecc.

Ma preferisco rimandare ad altra data.

Ecco invece una coppia di streghe! Direttamente dal castello di Hogwarts, la prof e l’alunna modello!
minervgranger
Credo che Maggie Smith e Emma Watson, avendo partecipato a 8 film (dal 2001 al 2011) battano ogni record. Neanche Totò e Peppino…

All’inizio della serie, Minerva McGonagall (prof di Trasfigurazione e prefetto della Casa di Grifondoro) era al centro della scena; Hermione appariva dopo un centinaio di pagine e non sembrava tanto importante. Lo sarebbe diventata in seguito, pur essendo una mezza babbana.

Non sono il solo ad aver notato analogie tra la saga di TWILIGHT e le storie potteresche.

Di conseguenza segnalo un’altra coppia: l’aspirante vampira Bella Swan e la gelida Alice Volturi (che dissanguerebbe volentieri Bella, ma alla fine abbozza). Le interpreti sono rispettivamente Kristen Stewart e Dakota Fanning.
swanjane
Apro parentesi. Non tutti considerano la Stewart degna di essere definita attrice. Io dico che sì, lo è. Ha collezionato 3 Razzie (le pernacchie d’oro hollywoodiane) ma è stata brava in STILL ALICE e in SILS MARIA. Parentesi chiusa.

Inoltre Dakota Fanning e Kristen Stewart hanno lavorato insieme in THE RUNAWAYS
amiche

Mentre nei 3 film vampireschi erano arcinemiche, qui sono amiche-quasi-sorelle. Cosa che (mi dicono) avviene anche fuori dal set.

Published in: on marzo 22, 2018 at 1:31 pm  Lascia un commento  
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vite parallele di SAOIRSE e di DAKOTA (in allegato, qualche considerazione sulle attrici italiane…)

Dirò qualcosa di due giovani attrici (nate entrambe nel 1994); ma prima, come ho promesso a Cecilia, un’ipotesi per spiegare l’innegabile divario tra le nostre “minidive” e le loro.

Da noi, nella terra italiesca, non esistono scuole di recitazione per bambini. In America si fa teatro fin dalle elementari. Se poi hai fortuna incontri S. Spielberg e lui ti dà una parte a 6 anni (vi ricordate E.T.?)

Qui (ditemi voi se non è vero) attrice fa rima con zoccol donna di facili costumi. VADE RETRO, CINEMA…

Ma c’è la televisione.

In tv la rima di cui sopra non c’è. Dai piccoli schermi sono sempre arrivate immagini tranquillizzanti: Cristina d’Avena, Licia Colò (che presentava Bim bum bam a 19 anni), Anna Valle, Banderas, Topo Gigio…

Insomma, da noi le ragazze generalmente preferiscono la strada della televisione che del cinema. Oltre tutto è più facile (il pubblico è meno esigente).

Ora parliamo di Hannah Dakota Fanning (d’ora in poi indicata come D) e di Saoirse Ronan (d’ora in poi, S)
dakosaoir
D nasce a Conyers, in Georgia, il 23-2-1994.

S nasce a NYC (ma poi tutta la famiglia torna nella natìa Irlanda) il 12-4-1994.

Alla domanda quale sia stato il primo ruolo importante di D si risponde con le lettere E R. In un episodio della sesta serie (anno 2000) Delia Chadsey arriva all’ospedale dopo essere andata sotto un’auto. E’ grave, ma vivrà. Seguono altri piccoli ruoli in CSI, The practice e Spin City.

Coincidenza! Anche S debutta con una serie ospedaliera. THE CLINIC (2003-2004) è ambientato in un ospedale di Dublino. Niente di strano, a pensarci bene: una faccina sofferente commuove i telespettatori…

D appare sul grande schermo in ruoli sempre più impegnativi. Nel 2001 è la figlia di Sean Penn in IO SONO SAM. Nel 2005 suo padre è Tom Cruise in LA GUERRA DEI MONDI (la porta a spasso dal New Jersey a Boston). Poi la vediamo (2009-2012) nei panni vampireschi di Jane (crudele e gelida come usa nel clan dei Volturi)

ESPIAZIONE è del 2007. S è la 13enne Briony, che combina un guaio terribile (cercherà poi di espiare…). Nomination all’Oscar.

AMABILI RESTI è del 2009 (per me è un capolavoro, come ho già scritto). Nel 2011 S interpreta Hanna, che semina cadaveri per tutto il film (Jane, come assassina non sei nessuno!). Nel 2014, una parte in seconda fila in GRAND BUDAPEST HOTEL (vedi l’immagine di profilo… vi sembra strana quella voglia a forma di Messico? Ma siamo al cinema, mica in tv!!)

Presto vedremo D in un film con Richard Gere. Si dovrebbe intitolare FRANNY.

A sua volta S sarà la protagonista di BROOKLYN, una commedia romantica.

Aspetto entrambi i film.

Published in: on ottobre 28, 2014 at 7:10 pm  Comments (6)  
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Ritorno a Bright Star

La domanda a cui cercherò di rispondere è la seguente.

PERCHE’ nel cinema anglosassone ci sono tantissimi esempi di bambine/i che sanno recitare BENISSIMO (Jackie Coogan, Freddie Highmore, Dakota Fanning, Hailee Steinfeld ecc) e IN ITALIA NO?

Se volete seguirmi, armatevi di santa pazienza perché devo aprire una divagazione MOLTO LUNGA.

Quando un film mi piace DAVVERO lo voglio subito rivedere (ci sono tanti dettagli che sfuggono la prima volta…)

Se è il caso, compro il DVD (mi sono pentito solo una volta di averlo fatto, magari un giorno vi dico il titolo di quel film), il che mi permette di

  • ascoltare la versione originale e, grazie ai sottotitoli, fare progressi nelle lingue straniere
  • fermare l’immagine e godermela (quando l’immagine vale la pena di essere fermata)
  • vedere fino in fondo i titoli di coda (spesso ci sono degli extra deliziosi nascosti lì, ma in sala me li perdo quasi sempre perché nel frattempo è iniziato il dibbbbattito con gli amici: mi è piaciuto, vi è piaciuto?, grande interpretazione ma però, avete colto la citazione?…)
  • varie ed eventuali
Sto rivedendo in questi giorni pasquali il dvd di BRIGHT STAR e più lo vedo più mi affascina (l’avevo già lodato
https://ilbibliofilo.wordpress.com/2010/06/22/bright-star/)
Compito difficile (raccontare gli ultimi anni e la morte di Keats), ma svolto alla perfezione dalla regista Jane Campion, responsabile anche del soggetto e della sceneggiatura.
Evitando il rischio del patetico, l’amore romantico è descritto e ammantato da musiche incantevoli (Mozart, soprattutto Mozart); perfetta la fotografia, costumi da Oscar.
Quanto agli attori, rinnovo l’applauso a Abbie Cornish (la protagonista), a Ben Whishaw (Keats) e a Paul Schneider (il cinico amico di lui; ripensandoci, anche questo personaggio ha un suo perché).
E qui arriviamo al punto: la protagonista ha una sorella di circa 10 anni (interpretata molto bene da tale Edie Martin) che continua a chiedersi se “il signor Keats è un idiota o no”.
A questo punto chiudo la divagazione MOLTO LUNGA.

Dunque, perché da noi non ci sono (tranne rare eccezioni) dei J. Coogan, dei F. Highmore, delle sorelle Fanning e (appunto) delle Evie Martin?

Una prima risposta è che là ci sono SCUOLE SPECIALI di recitazione e qua no (facciamo fatica a far funzionare le scuole normali…).
E poi, lo ha detto Maurizio Nichetti da qualche parte, i piccoli attori italiani, “gonfiati” dalle rispettive mamme, papà, zie ecc, sono affetti da PROTAGONISMO.
ESIGONO ruoli importanti, sognano carriere rapidissime in TV (dove si lavora poco e si guadagna molto), non sopportano di essere scartati a un provino…
D’altra parte, il nostro cinema sembra non avere ruoli adatti a loro. L’ultima parte degna di tal nome data a un under 14 risale a Baarìa (Peppino Torrenuova da piccolo); poi solo particine mute o quasi.
Per pareggiare l’interpretazione di George McLaren in HEREAFTER (il gemello superstite) bisogna sommare decine delle nostre commediole. 

misteri – parte seconda

Nel quarto mistero scabroso si contempla Bella che ci prova con Edward. Lui è all’antica (è nato nel 1901) e vuole sposarla prima di fare le cosacce, ma lei non vuole aspettare (forse intuendo che da vampira non proverà le stesse -calde- sensazioni) e comincia a sbottonarlo. Ma lui non si concede.

I fedeli considerino la fermezza di Edward, vampiro puritano (ha nella sua stanza il poster di Kakà) che non beve sangue umano, anche se si capisce che un morsicotto alla jugulare di Bella lo darebbe volentieri. O non sarà piuttosto un calcolo sottile? Edward sa che le donnevampiro sono sterili e quindi se la trasformazione precederà la deflorazione non rischierà di trovarsi tra i gelidi piedi quei fastidiosi e chiassosi esseri che sono i figli. Si sa che quelli che si sposano tardi non sono generalmente entusiasti di avere figli… e lui ha più di 100 anni! Bisogna capirlo.

Nel quinto mistero caloroso si contempla Bella che rischia di morire di freddo. Nell’imminenza della battaglia Edward e Jacob (che in fondo si stimano a vicenda, come usa nel vecchio West) decidono di portarla in salvo tra le montagne. Lì fa un freddo cagnolino e Jacob la stringe a sè: lui è meglio della boule dell’acqua calda, mentre Edward è (per contratto) gelido come i sorrisi di un notaio.

I fedeli considerino che il tema del triangolo funziona sempre. Bella (diciamolo chiaro) se li farebb è attratta da tutti e due: uno tamarro ma affettuoso, l’altro elegantissimo ma professorale. Tutto (o quasi) il successo della saga di Tuailàit si basa su questo: le ragazzine impazziscono al pensiero di potersi trovare al vertice di un triangolo simile. Per illustrare musicalmente questo concetto geometrico accludo un video di quel maranza di Renatozero. Renato è il cugino scemo dei Volturi, i quali lo hanno scacciato da Volterra secoli fa (per motivi facilmente intuibili dopo aver ascoltato il brano).

Nel sesto mistero strepitoso si contempla la battaglia tra i Cullen+Licantropi e l’esercito di Victoria. I lycans sono decisivi, un po’ come l’arrivo dei prussiani di Blucher decise la battaglia di Waterloo. Questo è l’episodio che piace di più ai ragazzi in sala: dopo aver sopportato dialoghi interminabili e aver protestato perché “non si tromba mai”, finalmente si rianimano. Un bel massacro piace sempre.

I fedeli considerino la fredda ed efficacissima manovra diversiva di Bella. Mentre Edward sta per essere fatto a pezzi da Victoria e Riley, Bella ha l’ideona di ferirsi. L’odore del suo sangue evidentemente ha effetti sconvolgenti sui vampiri (soprattutto su quelli cattivi): Victoria e Riley si distraggono e alla fine sono loro a essere trasformati in spezzatino.

Fate tesoro di questo accorgimento tattico, o fedeli: se qualcuno sta scomponendo la persona cara in fattori primi, squarciatevi per bene. Naturalmente se la persona in questione è veramente cara.

Nel settimo mistero dispettoso si contempla l’arrivo di Jane sul campo di battaglia. Jane è piccolina ma tosta: se decide una cosa è meglio darle ragione, dàtemi retta. Condanna a morte la piccola Bree Tanner, unica superstite dell’esercito di Victoria. Peccato perché era simpatica (Bree, non Jane). D’altra parte il finale del film rischiava di essere troppo dolciastro…

I fedeli considerino che vita sfigata è stata quella di Bree. Anzitutto per il nome assurdo che le hanno dato (sembra il nome di un formaggio), poi per il fatto di diventare vampira (senza averlo neanche chiesto: è come qualcuno che è finito in Scientology quasi senza accorgersene). E infine, quando stava per essere “adottata” dai Cullen arriva quella stronzett fanatica di Jane.

Ma Jane, dico io, non potevi far fuori qualcun altro? Conosci Marystar Gelmini (probabilmente è una vampira sotto mentite spoglie) oppure Daniela Santanché (anche lei) o Fabrizio Corona? E non dimenticarti di quel degenere di Renatozero, di cui accludo foto segnaletica…

Published in: on luglio 10, 2010 at 6:11 pm  Comments (10)  
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film di novembre

Ne ho visti parecchi in questo grigio mese, ma nessuno che mi sia piaciuto tantissimo.

Comincerò col migliore, poi ricorderò gli altri alla rinfusa.

CAPITALISM, A LOVE STORY (vedi post del 12nov) è un documentario, più che un film vero e proprio. Infatti non ci sono attori e molte scene sono in presa diretta. Andava accorciato, ma per proiettarlo nelle sale (facendo pagare il biglietto) lo hanno contrabbandato per film, con una lunghezza (2 ore) esagerata. Comunque il meglio del mese.

GLI ABBRACCI SPEZZATI mi ha un po’ deluso. Non è il miglior Almodovar, né il peggiore (il peggiore essendo La mala education). Troppo lungo anche questo. Ho gradito la citazione di Donne sull’orlo di una crisi di nervi. Lo rivedrò?

Merita la sufficienza (ma niente di più) CADO DALLE NUBI, con il comico Checco Zalone usato male. Le gaffes del campagnolo meridionale a Milano erano già vecchie ai tempi di Totò e la malafemmina. Ho apprezzato Ivano Marescotti nel ruolo di un burbanzoso capoccia leghista che strabuzza gli occhi scoprendo che la Sacra Ampolla (invece che d’acqua sorgiva) è piena di urina. Indovinate di chi.

NEW MOON. In un’aula scolastica il prof (accortosi che nell’ultimo banco si chiacchiera) crede di cogliere in castagna l’alunno Cullen. “Ripeti gli ultimi versi!” E quello, senza battere ciglio (sono quasi cent’anni che ascolta le stesse lezioni), snocciola: “Qui troverò riposo e potrò scrollare da questo stanco corpo il giogo delle avverse stelle. Occhi, guardatela per l’ultima volta! E voi, labbra, custodi del respiro, suggellate con un bacio il vostro contratto eterno con la morte!”

Fa piacere sentir citare Shakespeare. Ma il guaio è che NEW MOON prosegue per altre due ore, tra espressioni perplessamente tetre (Bella), cupamente tetre (Edward) e ottusamente tetre (Jacob). Per vedere qualche sorriso aspettate il prossimo film. L’interpretazione migliore, secondo me, è quella di Dakota Fanning (vampiretta 15enne, glaciale e perfida): bella forza, ha girato più film lei che i 3 porcellini protagonisti messi insieme!

Vedere Berlusconi che muore schiacciato dalla cupola di San Pietro può essere divertente. Ma poi ci pensi e ragioni: “Ti pare che uno così aspetta la morte pregando accanto al papa? Nell’eventuale apocalisse sarebbe il primo a infrattarsi nell’arca dei cinesi! Oppure aspetterebbe la fine del mondo in un’orgia di 120 giorni a villa certosa!” Perciò esci dalla sala in cui hai subìto 159 minuti di 2012 e chiedi indietro i soldi.