CATTIVISSIMO ME vs CORALINE

Due film APPARENTEMENTE PER BAMBINI, ma che possono piacere più agli adulti.

Quale resterà nello scaffale dei preferiti?

CORALINE E LA PORTA MAGICA (2009) racconta di una grintosa ragazzina che deve scegliere tra i noiosi genitori e una mamma “alternativa”, padrona di un mondo magico. In questo mondo parallelo tutti sono gentili e simpatici, gli spettacoli del Circo sono incredibilmente belli e c’è tanto da mangiare. Coraline non si lascia ingannare (mica si chiama Pinocchio) e si salva con l’aiuto di un gatto parlante.

Tutto ciò è raccontato in stile Timburtonesco (il regista è Henry Selick, lo stesso di Nightmare Before Christmas): basterebbe la scena iniziale (dita scheletriche compiono uno strano rito su una bambola di pezza, capiremo poi perché…) per capire che non è Disney.

CATTIVISSIMO ME (2010) è decisamente meno cupo.

GRU è una specie di Arsenio Lupin ipertecnologico. La sua ossessione è quella di rubare la Luna (c’è una spiegazione psicoanalitica…) e poi ricattare il mondo. Ma progressivamente dimostra di avere un cuoredipanna e di essere un tenero papà. Chi veramente è un BASTARDO ALL’ENNESIMA POTENZA è il padrone della Banca del Male (chiara allusione alla LEHMAN BROTHERS di New York) che finanzia Gru e altri furfanti.

Si ride molto (diversamente da Coraline). Nella scena iniziale un pastore conduce biblicamente le capre presso le Piramidi di Giza, ma arriva un pullman di turisti obesi e di marmocchi maleducati a sciupare l’atmosfera (colonna sonora SWEET HOME ALABAMA) e alla fine si scopre che Qualcuno ha rubato la piramide di Cheope. 

E si ride con i Minions, che ricordano gli Umpa-Lumpa di CHARLIE E LA FABBRICA DI CIOCCOLATO (anche qui spunta Tim Burton, ma in versione meno gotica del solito) e col dottor Nefario, un Archimede Pitagorico piuttosto scombinato.

Difficile scegliere anche stavolta.

Per il momento CORALINE vince 7 a 6. Gru me lo rivedrò…

P.S. Nel video (relativo a Coraline) è compreso un breve dibbbbattito tra Francesco Pannofino e alcune giornaliste sul problema del doppiaggio.

Certi cartoni animati non sono fatti per i bambini

Leggevo sabato un articolo interessante sul Corriere della Sera, firmato Chiara Maffioletti.

Si parla della paura. Di film che “aprono la porta della paura” ai bambini.

Esempi? A parte quel simpaticone di Lord Voldemort e i mostracchioni di Nel Paese delle Creature selvagge, la Maffioletti cita due cartoonfilms: Coraline e la porta magica (uscito a giugno) e A Christmas Carol (uscirà il 3 dicembre).

Di Coraline e delle sue avventure dark mi sono già occupato

https://ilbibliofilo.wordpress.com/2009/06/26/coraline-e-una-notte-da-leoni/

e ribadisco: è una storia per adulti, travestita da cartone animato.

Salvo prova contraria, i minori di anni 10 non riescono a capire che il mondo affascinante e multicolore del consumismo, dove tutti sorridono e c’è tanto da mangiare, diventa progressivamente un INCUBO.

Lo capiranno col tempo…

Anche la storia dell’avaraccio Ebenezer Scrooge, scritta da Dickens nel 1843, è destinata agli adulti. Si parla della morte e soprattutto si parla della miseria della plebe londinese, di bambini che muoiono di stenti e del cinismo di chi (come lo stesso Scrooge) afferma che la loro morte “abbassa il surplus della popolazione”.

I bambini piccoli non capiranno il significato di queste tragedie, a meno che i genitori (prima di portarli al cinema) non facciano loro un discorso serio: “guarda che i poveri non sono una favola natalizia, esistono tutto l’anno, e solo la generosità di tutti, dico TUTTI, li farà uscire dallo stato in cui si trovano…”

Discorsi non facili, certamente. Fanno fatti al momento opportuno, tenendo conto della maturità, della sensibilità ecc ecc

Infine, una considerazione generale.

Non è detto che tutti i cartoni animati piacciano a tutti i bambini. Spesso li sconcertano.

Meglio film con attori in carne ed ossa. Magari ET, capolavoro di Steven Spielberg.

O magari AUGUST RUSH, un altro film natalizio (uscì in Italia nel dicembre del 2007). Mi occuperò di entrambi, il mese prossimo.

Published in: on novembre 15, 2009 at 4:20 PM  Comments (4)  
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Coraline e una notte da leoni

E’ iniziata un’afosa estate. I cinema attraggono più per l’aria condizionata che per la qualità della programmazione.

Però tra tante fetecchie qualcosa di buono c’è. Segnalo che in circolazione ci sono un piccolo capolavoro e una commedia demenziale che-si-lascia-vedere.

Coraline e la porta magica è molto bello.

Penso che lo andrò a vedere ancora, possibilmente senza la torma di bambini (accompagnati incautamente da mamme e nonne) che mi hanno rotto le orecchie con i loro urletti per più di un’ora.

Cominciamo col dire che NON è un film adatto ai minori di anni 8, a meno che L’ESORCISTA, ALIEN e LA SPOSA CADAVERE siano i loro DVD preferiti.

All’inizio sembra ALICE IN WONDERLAND: l’undicenne protagonista attraverso una porta misteriosa esce dal nostro mondo per entrare in un universo parallelo in cui tutto SEMBRA più bello, papà e mamma sono più gentili e disposti a giocare con lei, i vicini sono più simpatici ecc.

Ma Coraline si accorge che è finita nel regno della Morte, un paese da incubo in cui tutti debbono cucirsi dei bottoni neri sugli occhi. Insomma, farà di tutto per fuggire e tornare nel nostro mondo, forse noioso ma certo più tranquillo.

Quanto a UNA NOTTE DA LEONI, commedia diretta da Todd Phillps, mi ha piacevolmente sorpreso. Mi avevano detto che somigliava a Bachelor’s party, una farsaccia nota unicamente perchè è stata la prima volta da protagonista di Tom Hanks.

In realtà, mentre Bachelor’ecc era di una sguaiataggine unica (difatti lo ridanno ogni tanto su Italia1), questo è un film divertente e ben interpretato.

Quattro maschi repressi (uno dei quali si deve sposare tra due giorni) partono per Las Vegas. Succederà di tutto: una tigre nel bagno, un boss della mafia cinese rinchiuso nel baule della mercedes, Mike Tyson (che interpreta se stesso) che li piglia a pugni, una spogliarellista (interpretata da Heather Graham) di buon cuore, due poliziotti allegramente sadici ecc. Finisce bene.

Questo film (non da Oscar, ripeto) ci insegna comunque cose utili:

  1. non crediate che basti ricordare le carte uscite per vincere a Blackjack: NON E’ VERO!!! (è una leggenda creata da un altro film, RAIN MAN, con Dustin Hoffman) L’elemento aleatorio (detto anche culo) è decisivo nel blackjack, come nella roulette, credetemi sulla parola.
  2. in America un dentista non è considerato medico; difatti uno dei quattro (il più represso dei quattro) è dentista, ma i veri medici lo guardano dall’alto in basso.
  3. le troiett le fanciulle di piccola virtù hanno sempre fortuna; per conferma chiedere a Villa Certosa (Italy).