QUARTO POTERE (citizen Kane)

Orson Welles aveva solo 25 anni quando realizzò questo film, ritenuto da molti insuperato capolavoro.

Chi lo vede (per la prima o per l’ennesima volta) resta affascinato da questo dramma, tra Re Lear e Riccardo III. Chi si diletta di sintassi filmica, resta sbalordito dai movimenti di macchina. E’ straordinario che un regista giovanissimo, quasi esordiente, inventasse certe soluzioni visive.

Per fare un esempio, in una delle prime scene la macchina da presa inquadra l’interno di una casa; ma una finestra è aperta e lascia vedere un ragazzino che gioca nella neve, mentre all’interno si parla di lui e del suo destino. Quel ragazzino si chiama Charles Foster Kane.

Nel resto del film verremo a conoscenza di tantissime cose di Kane, della sua tumultuosa vita, delle sue donne, delle sue molte amarezze e dei suoi trionfi. Ma i suoi biografi non sapranno mai una cosa: chi è Rosebud (“bocciolo di rosa”, nell’edizione italiana “Rosabella”), il cui nome il vecchio Kane, prossimo a morire, pronuncia.

Un’intera squadra di giornalisti cercherà invano di saperlo. Lo sapranno solo gli spettatori del film, nell’ultima scena (allego il video).

Poi, come nel Gattopardo, tutto finisce in cenere e fumo.

Published in: on agosto 30, 2010 at 9:01 am  Comments (5)  
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