Uncle Scrooge in Little Boston (Ca)

IL PETROLIERE (There will be blood)

Non riesco a rivedere il protagonista del film (interpretato dal segaligno Daniel Day-Lewis, che ha beccato un Oscar per questa performance) senza pensare al personaggio dei fumetti, in eterna competizione con la Banda Bassotti e con Rockerduck.

Al posto dell’oro del Klondike c’è il petrolio di Little Boston (California). Al posto di Rockerduck c’è la Standard Oil (la “Esso”).

Ma questo ” petroliere” è un Paperone VERAMENTE cattivo: è un BASTARDO AL CUBO dalle mani insanguinate, ipocrita e vendicativo, che sfrutta cinicamente la faccia pulita del figlio adottivo (sintesi di Paperino, Qui, Quo e Qua) per fregare i contadini e il pastore Eli.

E il sangue che scorre nel titolo originale è appunto quello di Eli, rovinato dalla crisi del 1929 e ucciso nel tremendo finale dal Petroliere, ormai stramiliardario.

Sangue che nei fumetti non c’è. Ma c’è nella realtà del capitalismo.

Eccome se c’è.

P.S. Se qualcuno vi chiede da dove viene il tema del film, la parola d’ordine è Brahms…

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Published in: on aprile 14, 2018 at 10:42 pm  Comments (5)  
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BLADE RUNNER all’italiana, in 2D e mezzo (doveva essere in 3D, ma i mezzi sono quello che sono)

I protagonisti

Kapicchioni Clemente (in arte, K; interpretato da Paolo Ruffini) è un replicante. Dirige un’agenzia di pompe funebri (la famosa “meglio attè che ammè”) e si premura di seppellire i replicanti di vecchia generazione.

Rick Deckard (interpretato da Giorgio Panariello) è un replicante, riluttante all’idea di essere imballato nelle casse da morto di K; si nasconde nelle macerie di Forte dei Marmi.

Trama essenziale

K scopre, abbandonata in fondo a un vecchio magazzino, una bara su cui una mano infantile ha inciso la frase

Supercazzola prematurata con doppio scappellamento a destra come se fosse antani
ber

K –“Ma questo l’ho scritto io, quand’ero bimbino! Me lo rammento benissimo!”

Sulla base di questo e di altri indizi K capisce di non essere stato creato all’ILVA di Taranto, ma di essere uscito da una passerina. Si mette in testa anche di essere figlio di Rick e lo va a cercare. Dick non lo vuol vedere e si nasconde tra i ruderi della Capannina.

K – “Esci di costì, babbino mio! Sono il tu’ figliolo, e mi chiamo Kapicchioni…”

Dick – “Te tu m’ha’ rotto i coglioni!!!”

K – “E di nome faccio Clemente!”

Dick – “Me li hai rotti ugualmente!!!”

Finalmente Dick esce allo scoperto e per impressionare il pischello si mette a declamare

Dick -“Io non so chi tu se’ né per che modo venuto se’ qua giù, ma fiorentino mi sembri veramente quand’ io t’odo…”

K – “O bischero!!! Fiorentino a me? Io son livornese livornese! Dell’Ovosodo!”

Dick – “E tu saresti il mi’ figliolo? Ma chi lo vuole in casa un citrullo livornese, figlio di una bucaiola maremmana e di qualche soldataccio della quinta armata!!! Annusa questo, bellino!!”

E gli scorreggia in viso, lasciandolo stecchito (si fa per ridere, via!)

Quando il regista (Neri Parenti) ha visionato il materiale ha rinunciato a montarlo, gridando che una simile bischerata era buona giusto per qualche spot sulla cura delle emorroidi.

Poi è fuggito alle isole Cayman con i soldi dell’anticipo. Sull’aereo c’erano anche il Ruffini e il Panariello, intenti anch’essi a contare i loro soldacci.
ruffipanar

Published in: on ottobre 14, 2017 at 8:08 am  Comments (1)  
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Mater certa est, pater mica semper (una gradevole commedia estiva)

IL PIANO DI MAGGIE – A CHE SERVONO GLI UOMINI (diretto da Rebecca Miller)

Personaggi e interpreti:

X (Greta Gerwig) è un’estrosa 30enne di NYC; non le riesce di legare a lungo con gli uomini, ma vuole intensamente un figlio; grazie al seme maschile (divertente la scena del contenitore) il suo desiderio si realizza. Complicazione: si innamora di un prof universitario (vedi sotto) che per lei lascia moglie e figli e la sposa. Dopo pochi anni è già pentita. Che farà?

Y (Ethan Hawke) è un 40enne professore universitario. Si innamora di X e lascia Z (vedi sotto). E’ sostanzialmente un coglione.

Z (Julianne Moore) è una 50enne intelligentissima e ambiziosissima. Ha avuto 2 figli da Y (vedi sotto), ma ora pensa alla sua brillante carriera. Quando X le chiede di riprendersi Y lei la manda a quel paese; però in seguito prende in considerazione la proposta.

X2 (Ida Rohatyn) figlia di X e di un contenitore di plastica; ma il padre biologico chi è? lo sapremo negli ultimi 10 secondi del film

Z2 (Mina Sundwall) figlia di Z e di Y

Z3 (Monte Greene) figlio di Z e di Y

GIUDIZIO PERSONALISSIMO. Mi è piaciuto; lo inserisco nella fascia al di sopra del Bah soprattutto per la recitazione di J. Moore

Ho visto un paio di al di sotto del Bah in questi giorni di canicola; ma non ho lo sbattimento di citarli; magari un’altra volta (quando elencherò i candidati al premio CHIAVICA D’ORO)

Published in: on luglio 4, 2016 at 12:36 pm  Comments (5)  
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la generazione di mezzo (da chi cominciare?)

Nel post precedente ho dissertato su Christian Bale.

Un grande under 40. Ha sparato a Dillinger, ha trovato un tesoro su un’isola, è morto in croce, ha salvato Gotham City e tempo fa è stato visto bere un Fernet in un caffè di Firenze…

Adesso però mi chiedo: perché non dedicare qualche post agli attori tra la cinquantina e la sessantina? Insomma, ai diversamente giovani?

Qualche nome? Ora li elencherò in ordine alfabetico, chiedendovi di sceglierne qualcuno.

Comincerò da quelli che vi piacciono di più.

  • Rowan Atkinson
  • Alec Baldwin
  • Antonio Banderas
  • George Clooney
  • Kevin Costner
  • David Day-Lewis
  • Rupert Everett
  • Ralph Fiennes
  • Colin Firth (di lui, però, mi sono già occupato)
  • Hugh Grant
  • Mel Gibson
  • Tom Hanks
  • John Malkovich
  • Gary Oldman
  • Sean Penn
  • Mickey Rourke
  • Kevin Spacey
  • Stanley Tucci
  • Denzel Washington
  • Bruce Willis

Ho dimenticato qualcuno tra i 50 e i 60?

Segnalatemelo voi, amiche/amici miei. Colmerò la lacuna.

E poi passeremo alle attrici…

in questo post si risolve un enigma e se ne propone un altro

Questo blog (come avrete notato) è gestito da uno squinternato particolarmente pigro.

Non solo non ha visto tutti i miei film, ma di molti non sa riassumere decentemente la trama. Gli ho dato perciò 48 ore di tempo per documentarsi. Poi vedremo come se la cava.

Per il momento vi informo che io sono un GRANDISSIMO ATTORE (non è bello lodare se stessi, ma io lo faccio lo stesso), capace di spaziare da ruoli drammatici a ruoli brillanti.

  • sono morto più di una volta e in molti altri film sono arrivato a un soffio dal fatal sospiro
  • ho indossato varie uniformi (poliziotto, aviatore, medico militare) e spesso ho salvato l’umanità, ma sono anche stato dichiarato Nemico dello Stato
  • in quella grande ruota che è la vita sono salito in alto (fino al titolo mondiale) e sceso in basso, molto in basso…
  • in un film recente un ragazzino mi ha scambiato per il Presidente degli Stati Uniti

Chiaro, no? 

Arrivederci a presto. E (se proprio ci tenete) leggete dopo le immagini come è andata a finire la storia dei TRE CAVALIERI DELL’APOCALISSE
cavalleria

cavalli

ussaroPer semplificare la spiegazione, da questo momento

  • il tenente degli ussari Von Hocheccetera (quello che ha ricevuto l’ordine di far morire Pavel al più presto) sarà chiamato Primo Cavaliere
  • il tenente Von Schacht (che lo insegue e ha ricevuto l’ordine opposto) sarà chiamato Secondo Cavaliere
  • il sergente Schwartz (che ha l’ordine di uccidere il Secondo Cav e farne sparire il cadavere) sarà il Terzo Cavaliere

Secondo Cav raggiunge Primo Cav. Gli ordina di fermarsi. Primo Cav spara in fronte al collega e lo osserva sprofondare (col cavallo e tutto) nel fango. Poi riparte verso Poznan.

Arriva Terzo Cav. Da lontano vede un ufficiale del reggimento ussari. Lo uccide con il suo fucile (è un’arma eccezionale). Già che c’è uccide anche il cavallo e li osserva sprofondare eccetera.

TOTALE: Pavel è salvo, proprio perché gli ordini del Feldmaresciallo Von Ecceteren sono stati eseguiti alla lettera.

Published in: on marzo 10, 2013 at 9:15 am  Comments (2)  
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L’AMORE ALL’IMPROVVISO (Larry Crowne)

Premessa di fondamentale importanza. Alla fine dell’anno chiederò ai miei eventuali lettori di votare per IL PEGGIOR FILM DEL 2011.

Per il momento sono in ballottaggio l’americano PRIEST e il nostrano I SOLITI IDIOTI. I motivi per cui i detti film (vabbé, chiamiamoli film…) mi sono piaciuti così poco saranno esposti nel prossimo post. E comunque l’anno non è ancora finito. Fine della premessa ecc

Qualche gradino più in su si situa questa commediola interpretata, diretta e prodotta da Tom Hanks. Non è un granché, i due attori (Tom e la Roberts) non si impegnano alla morte, il finale è tirato un po’ via e la colonna sonora difficilmente vincerà l’oscar.

Però si presta a considerazioni SERIE che ora vado ad esporre

  • Quando si sente parlare di LIBERALIZZAZIONI, di MERCATO DI LAVORO MENO RIGIDO, di FLESSIBILITA’ ecc drizzate le orecchie: potrebbe capitare a chiunque quello che succede al protagonista che, convocato dai Grandi Capi (e credendo che anche questo mese sarà premiato come Dipendente Modello), si vede additare la porta. E non ha ancora finito di pagare la casa! E’ un’ottimista e non si butta nel fiume, ma è una gran brutta mazzata!!!!
  • Non gli servirà, per trovare un nuovo lavoro, l’aver prestato onorato servizio per 20 anni nella gloriosa U.S. NAVY né essere stato un capo commesso instancabile e onestissimo. La banca lo stringe alla gola e per avere qualche (debole) chance di sopravvivenza deve iscriversi ai corsi di un College, insieme a ragazzini che potrebbero essere suoi figli. L’unica soddisfazione: dopo qualche mese vedrà uno dei Capi di cui sopra ridotto a portare pizze a domicilio. Hanno sbattuto fuori anche lui! Flessibilità, mercato meno rigido eccetera…
  • Lui però non è uno scemo e sa trarre profitto dalle lezioni di un prof di Economia. Capisce che sforzarsi di pagare le rate alla banca è una politica suicida. Si presenta alla melliflua impiegata-vampiro e le consegna i documenti e la chiave di casa: prendetevi tutto e addio!!!!
  • Si chiama DEFAULT e si traduce in una sconfitta per la banca (infatti la vampira impallidisce: non se l’aspettava!!!), mentre lui si è tolto il cappio dal collo. LIBERO!!!!!

ESSERE O NON ESSERE vs THE PRODUCERS

Come previsto, AMERICAN GRAFFITI rimane dello Scaffale dei Preferiti e NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI no (punteggio 3-0).

Adesso parliamo di 2 film, entrambi frutto della vena satirica di MEL BROOKS (all’anagrafe Melvin Kaminsky).

  • TO BE OR NOT TO BE (interpretato e prodotto da Mel nel 1983)
  • THE PRODUCERS (scritto e prodotto da Mel nel 2005)
In entrambi un attore fa la parodia di Hitler, in entrambi i protagonisti sono gente di teatro. Entrambi sono dei remake.
Nel primo caso di un film di Lubitsch del 1942, in cui una compagnia di attori polacchi nel 1941 beffa i nazisti e fugge in Inghilterra con l’aereo del fuhrer.
Nella scena che allego una surreale voce fuori campo avverte gli attori: “Da questo momento il film non sarà più parlato in polacco!”
Nel secondo caso Mel Brooks ha rifatto il film che aveva diretto nel 1968 e che in Italia ha subìto il titolo PER FAVORE NON TOCCATE LE VECCHIETTE.
La trama è la stessa (ma il finale è cambiato). Due furfanti hanno scoperto un modo originale per fare soldi.
Basta mettere in scena una commedia musicale a Broadway e assicurarsi che sia un fiasco totale (una specie di bancarotta fraudolenta).
Perciò scelgono accuratamente il testo peggiore (“una lettera d’amore a Hitler” scritta da uno squilibrato) e il regista peggiore su piazza.
Ma il pubblico applaude entusiasta la commedia (in scena i nazisti sculettano intorno a un Hitler gay) e l’imbroglio viene scoperto.
Conclusione a Sing Sing.
I due protagonisti scontano la pena (cinque anni per ciascuno) allestendo la commedia “Prigionieri d’amore” con il fiorfiore della criminalità americana.
Notevole, in un ruolo comico (e canta pure), Uma Thurman.
Published in: on luglio 30, 2011 at 10:56 am  Comments (6)  
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Pensiericannibali, tu m’hai provocato… e io te distruggo!!!

E’ in corso di svolgimento il torneo organizzato da Gegio.

L’eventuale cinefilo che si imbattesse (in una notte buia e tempestosa) nel sito http://torneodeifilm.blogspot.com/ può dare un voto da 1 a 5 a una doppia dozzina di titoli (12 proposti dal mio antagonista, 12 da me) e scegliere il migliore tra una coppia di registi, una coppia di attrici ecc.

C’è tempo fino alla fine del mese. Ma è meglio togliersi subito il pensiero, no?

E vinca il migliore!

…e maledèti i Zorzi Vila!!!!

L’uomo che uccise Liberty Valance (by John Ford)

Ford ha 68 anni quando gira questo film. Comincia a sentirsi stanco. La malinconia che accompagna spesso i suoi personaggi qui si accentua nella figura di Tom Doniphon (John Wayne), magnanimo ma sfortunatissimo eroe. Uno dei tanti eroi “fordiani” sconfitti dalla vita, come il vecchio Frank Skeffington in The last hurrah.

Accanto a lui, John Ford riesce a ottenere il meglio da James Stewart (il goffo ma coraggiosissimo avvocato Stoddard), da Lee Marvin (uno specialista nei ruoli da “cattivo”) e da Edmond O’Brien (il donchisciottesco giornalista).

Ho scelto questo capolavoro per la categoria “western” del Torneo di Gegio

http://torneodeifilm.blogspot.com/

Ma themanwhoshotecc NON è soltanto un western.

E’ anche un dramma psicologico, è la storia americana in sintesi (gli uomini dell’Est soppiantano progressivamente i rudi uomini del West), è una commedia con tanto di triangolo (Stoddard-Doniphon-la bella Hallie)…

E’ anche un “giallo”.

Infatti, chi vede il film per la prima volta è convinto che l’uccisione a cui si riferisce il titolo sia opera di Stoddard (che, proprio basandosi su quel fortunato colpo di pistola, diviene una leggenda vivente e arriva al Senato degli Stati Uniti). Solo nel finale si scopre la verità.

Published in: on settembre 10, 2010 at 10:04 am  Lascia un commento  
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QUARTO POTERE (citizen Kane)

Orson Welles aveva solo 25 anni quando realizzò questo film, ritenuto da molti insuperato capolavoro.

Chi lo vede (per la prima o per l’ennesima volta) resta affascinato da questo dramma, tra Re Lear e Riccardo III. Chi si diletta di sintassi filmica, resta sbalordito dai movimenti di macchina. E’ straordinario che un regista giovanissimo, quasi esordiente, inventasse certe soluzioni visive.

Per fare un esempio, in una delle prime scene la macchina da presa inquadra l’interno di una casa; ma una finestra è aperta e lascia vedere un ragazzino che gioca nella neve, mentre all’interno si parla di lui e del suo destino. Quel ragazzino si chiama Charles Foster Kane.

Nel resto del film verremo a conoscenza di tantissime cose di Kane, della sua tumultuosa vita, delle sue donne, delle sue molte amarezze e dei suoi trionfi. Ma i suoi biografi non sapranno mai una cosa: chi è Rosebud (“bocciolo di rosa”, nell’edizione italiana “Rosabella”), il cui nome il vecchio Kane, prossimo a morire, pronuncia.

Un’intera squadra di giornalisti cercherà invano di saperlo. Lo sapranno solo gli spettatori del film, nell’ultima scena (allego il video).

Poi, come nel Gattopardo, tutto finisce in cenere e fumo.

Published in: on agosto 30, 2010 at 9:01 am  Comments (5)  
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