gesuiti euclidei alla corte degli imperatori della dinastia dei ming

DOMANDA FRIVOLA. Franco Battiato l’avrà poi trovato quel CENTRO DI GRAVITA’ PERMANENTE che cercava nel 1981? Io dico di sì, perché chi cerca trova… tra parentesi l’album si chiamava La voce del padrone. Bellissimo.

DOMANDA SERIA. L’ideologia marxiana ha un carattere SCIENTIFICO? O è solo tensione verso l’Utopia? Battiato se lo è chiesto, come se lo sono chiesto in molti (anch’io, tra le medie e il liceo).

In altre parole, il marxismo può dare CRITERI PERMANENTI di interpretazione della realtà?

  • Ad esempio i missionari gesuiti che cercarono una difficilissima sintesi tra saggezza confuciana e Vangelo erano dei furboni opportunisti o anticipavano il dialogo tra culture che adesso tutti predicano come indispensabile?
  • Per rimanere in Cina, come giudicare il regime di Pekino? A Stalin sarebbe piaciuto moltissimo, non dubito. Ma è una società comunista quella? O è solo il classico dispotismo orientale che un tempo usava Confucio e adesso usa Marx?
  • E i pirati dell’Oceano Indiano? Sono soltanto dei criminali (lumpenproletariat?) o, a modo loro, lottano contro il sistema capitalistico?
  • E lo sventramento delle Alpi (vedi la voce TAV) è progresso, come dice la Camusso?

Ecco. Ho usato la parola PROGRESSO.

Illuministi e Romantici avevano in comune la fede nelle “magnifiche sorti e progressive”.

Oggi ci crediamo in po’ meno. Quasi niente.

A parte Leopardi, Schopenhauer, la teologia induista… ora arrivano scienziati come Telmo Pievani (LA VITA INASPETTATA, Raffaello Cortina editore), che manifestano seri dubbi sulla linearità (non parliamo di razionalità) dell’evoluzione di tutte le specie viventi, homosapiens compreso.

Non siamo necessari, ecco tutto.

Se esistiamo per un puro caso, Battiato mio, a che serve cercare un CENTRO DI GRAVITA’ PERMANENTE?

Published in: on marzo 23, 2012 at 5:27 pm  Comments (8)  
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IL DETECTIVE DEE (tra Alien e il Padrino)

Avevo promesso nel post precedente un confronto tra la saga del PADRINO e la serie di Alien.

Manterrò la promessa nel prossimo post. E’ molto difficile compararli.

Non solo perché di soggetto diversissimo (realistico l’uno, SF l’altro), ma anche perché le vicende di Michael Corleone e famiglia sono raccontate in tre film diretti dallo stesso regista.

Mentre Alien (1979) è di R. Scott, Aliens-lo scontro finale (1986) è di D. Cameron, Alien3 (1992) è di D. Fincher e Alien-La clonazione (1997) è di J. P. Juenet.

Oggi invece voglio dedicare qualche riga al Detective Dee, protagonista di un filmone medinciaina che mi ha lasciato piuttosto perplesso.

NON VOGLIO PARLARE DEL FILM (una cialtronata, una via di mezzo tra Indiana Jones e Angeli e Demoni). Voglio parlare proprio di lui: DEE JEN-DJIEH (Dì Rénjiè nella traslitterazione pinyin) un personaggio storico, vissuto nella Cina dei T’ang (VII secolo).

La sua bravura nell’investigare e nel giudicare ne fecero un personaggio leggendario. Ha ispirato romanzieri antichi e moderni, tra i quali l’olandese Robert Van Gulik.

Tra i miei “gialli” preferiti, infatti, I DELITTI DELLA CAMPANA CINESE occupa un posto d’onore. Nel quale romanzo l’onorevole magistrato (in realtà ha i poteri di un prefetto: può disporre della polizia e di reparti militari, arresta e scarcera personaggi di alto rango senza guardare in faccia a nessuno ecc) riesce a dipanare, grazie agli stessi metodi che fecero poi famoso S. Holmes, una matassa particolarmente ingarbugliata.

ATTENZIONE, però! Per chi volesse approfondire la conoscenza del personaggio, DEE non è un santo! Almeno secondo i criteri della moderna sensibilità.

Non solo ricorre alla pena di morte e alla tortura senza problemi (siamo nella Cina del VII secolo, ripeto) e al supercattivo della storia riserva la pena dello squartamento, ma trova un modo molto disinvolto di liberarsi di una ventina di corrotti monaci buddisti.

Li fa rinchiudere in una palizzata presso l’edificio delle carceri (con la scusa che non c’è posto nelle celle). Poi “dimentica” di mandare i soldati a sorvegliare, ben sapendo che i cittadini aspettano solo l’occasione propizia per linciarli… Alla fine arrivano i soldati: faranno molta fatica a distinguere l’abate dai monaci.

Published in: on settembre 19, 2011 at 5:13 pm  Comments (2)  
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nuove figurine per il presepio

La tradizione vuole che nei presepi (soprattutto a Napoli) si introducano personaggi legati all’attualità. C’è stata la Loren, ci sono stati Lauro, Modugno, Moshe Dayan, Totò, Maradona, Giovanni Paolo II, Gorbaciov, Pino Daniele, Obama ecc

Quest’anno chi ci metteranno?

Provo a immaginare il presepio 2010. In primis Silvio I (sire di Bungabunga) circondato dal suo harem (ben riconoscibile Mara Carfagna) e ci metterei anche la signorina Belen Rodriguez, magari senza la testa, come la disegna Stefano Disegni.

E poi Sarkozy contestato dai francesi, Carlo e Camilla contestati dagli studenti inglesi… e mi fermo qui perché non c’è abbastanza posto (anche nel presepio più grande) per mettere tutti i simboli della protesta giovanile.

Ma non possono mancare Bertolaso e i suoi terremoto-boys. E sullo sfondo ci stanno bene un paio di autocompattatori carbonizzati.

Al posto d’onore dovrei mettere LIU XIAOBO, premio nobel per la Pace. Ma la statuina non ce l’ho… Ovvio, tutte le statuine sono prodotte in Cina.

Comunque, BUON NATALE a tutti!!!!

Published in: on dicembre 22, 2010 at 10:25 am  Comments (6)  
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